Alla RAI le forze governative hanno occupato in massa i posti chiave e controllano il territorio fino ai più reposti anfratti. A Roma, la neo sindaca Virginia Raggi e la sua giunta comunale annaspano tra cumuli di rifiuti sotto i quali rischiano di restare sepolti.
E’ cronaca, non altro. E veniamo alle obiezioni prevedibilissime dei tanti che proprio in Renzi o nel movimento di Grillo hanno riposto le speranze di salvezza del Paese o che, per comodità loro, fingono di farlo. Dicono costoro per quanto riguarda la RAI: “non fate troppo gli esigenti, è successo quello che è sempre successo. Sono stati nominati professionisti seri e preparati”. E dicono per quanto riguarda Roma e l’mmondizia: “ma cosa pretendete dalla Raggi, è appena arrivata e già la mettete sotto accusa?”.
Ecco, le obbiezioni non c’entrano niente con il problema. Che è, una volta tanto si può dire appropriatamente, un altro. Perché è vero: Renzi, direttamente, con le nomine RAI non c’entra. E non si può affermare che i cumuli di immondizia e le opache pratiche della designazione della giunta capitolina e della scelta degli assessori siano una novità. Ma il problema è proprio questo. Sia Renzi, sia i Cinque Stelle avevano promesso di portarci in paradiso, mica di farci vedere le stesse cose. La gente li aveva seguiti in uno slancio di entusiastica fiducia. “Si volta pagina” avevano pensato i seguaci dell’uno e degli altri e tanto era bastato. Pensavano di metterli alla prova, dando loro fiducia come a chi firma una cambiale. Da onorare dimostrando di saper governare.
Ecco, si può ora dire che la cambiale è giunta all’incasso e difficilmente sarà onorata. La “rete” di Renzi, non lui personalmente, credo, si è buttata a capofitto su tutti i posti di sottogoverno. Occupa anche quelli delicati dell’informazione e punta al pensiero unico. Ma stenta assai sull’economia, la scuola, la pubblica amministrazione nemica dei cittadini e delle imprese, lo smisurato peso fiscale, talvolta anche la politica estera; mentre pasticcia sulle riforme costituzionali ed elettorali. I Cinque Stelle, a Roma, in poche settimane hanno già dimostrato di non avere grandi idee e nemmeno grandi personalità. Hanno dimenticato i riti della trasparenza in streaming, e nominato in giunta, nel posto più emblematico ed esplosivo, una persona già compromessa con le giunte di centrosinistra e di centrodestra. Per non farsi mancare niente.
In conclusione: impariamo tutti a non farci sempre fregare da chi si presenta come protagonista di un confuso “nuovo che avanza”. Quando dovremo fare firmare nuove cambiali elettorali, stiamo bene attenti agli impegni della controparte, cioè di quelli cui dare il voto.
E poiché tutti i partiti sono in crisi (e, dunque, il sistema è in crisi), chi ha da dire qualcosa si faccia avanti. Basta con gli opportunismi e le viltà, perché il tempo stringe. Chi sosteneva questo nuovo assai vecchio perché era necessario quanto meno “metterli alla prova”, prenda atto che molti alla prova hanno fallito. E che la prima cosa da esigere sono chiare proposte, non le facili e generiche critiche a chi c’era prima.

Paolo, ho già aggiunto la mia opinione alle giuste considerazioni di Martelloni che non avevo letto. Ma è evidente il timore di una comunità cattolicamente asservita a parlare della questione dei cosiddetti profughi e migranti.
Paolo, almeno tu ne parli. Ma il fatto che i migranti siano persone mi dice molto poco a meno di non abbracciare in tuto il loro presunto diritto di arrivare e installarsi qua riducendo la questione al nostro obbligo morale ad accogliere. Questo è uno dei numerosi esempi di cristianesimo coatto operato dalla tecnologia, ma la realizzazione tecnologica del cristianesimo sa tanto di collasso antropologico complessivo. Il mio ” ributtarli a mare ” è un’espressione sbrigativa, il problema richiedeva altre risposte vent’anni fa per evitare decine di migliaia di vittime. Chi ha interesse perché questo sconcio continui, chi spinge questa gente ad intraprendere viaggi senza speranza se non per finire nell’accattonaggio collettivo? Il “catholically correct ” ha fame di disperazione planetaria e questa è un’occasione unica per rimettersi in gioco insieme ad altre forze obsolete bisognose di rimettersi in gioco. E poi il mio invito non mirava certo a dibattere una questione che riempie l’informazione di ogni giorno, quanto a sottolineare che su Pensalibero non se ne parla, riportando la politica al politichese. .
Possibile che si tratti di una fine della nostra civilizzazione, come tante volte è avvenuto.
Cosa ci vuoi fare? Quello che scrivi è senza dubbio vero, il Papa cena coi profughi in Vaticano mentre la gente nelle città italiane non ne puo’ piu’ di immigrazione. Cosa fare?
Caro Marzio, ho appena letto il pezzo di Martelloni sull’argomento.
Perché su Pensalibero nessuno parla mai dei veri problemi italiani, come l’arrivo delle centinaia di migliaia, milioni di persone, né migranti né profughi ma semplici incursori in ciabatte che si fermeranno qua per sempre, nell’illusione che sorbiranno docilmente la nostra organizzazione sociale, politica e giuridica? C’è un silenzio sospetto sull’argomento, un silenzio da faine cattoliche. Chiedo: chi è disposto all’accoglienza illimitata e chi a ributtarli a mare? Sono graditi interventi.
Marzio, mi pare che si sia parlato qui di questo problema, ma la morale cattolica c’entra fino a un certo punto, sono persone anche loro, o no? Te li ributteresti in mare? Io no, non certo per i precetti cattolici. Soluzioni miracoli non mi pare ci siano, comunque anche a livello europeo non se ne parla molto, solo quando ci sono stragi, poi tutto ritorna come prima.
Problema mondiale piu che italiano o europeo.
“In conclusione: impariamo tutti a non farci sempre fregare da chi si presenta come protagonista di un confuso “nuovo che avanza”. ”
Se dovessimo seguire il tuo consiglio ci troveremmo come tre anni fa, cinque anni fa, dieci anni fa, venti anni fa. Tutto uguale, antico, parziale, ingiusto. Tre aggettivi il cui ripetersi decennale ha consentito la loro penetrazione fino al midollo della società modificandone anche i comportamenti inconsci. Vorrei sapere con onestà se per te cambiare ciò possa essere semplice così come sentiamo dai vuoti discorsi di TUTTI.
Il parallelo Renzi – 5 stelle (chissà poi perchè Renzi e non il PD) è strumentale perchè, come tu sai sicuramente meglio di me, è oggettivamente riscontrabile come , in più della metà dei comuni amministrati dai % stelle, la gestione sia fallimentare .
Riforma elettorale, bonus, pubblica amministrazione, scuola, lavoro, riduzione prefetture e camere commercio, IMU, anticorruzione, pagamenti P.A. ecc in italiano si possono chiamare anche cambiamenti. Certo tutti dicono e diranno che si poteva far meglio (!!!) e troveranno anche chi li applaude avendo capito sia il “come” che il “dove”, il “quando” e con “chi”. Ma che bravi detrattori, che se andassero in una qualunque classe liceale a fare l’analisi del discorso (il loro) ci rimarrebbero molto male.
Infine il referendum sulla riforma elettorale. L’onnipresente Travaglio dice che occorre conoscere l’argomento su cui si vota ed in proposito ha pensato di aiutare i cittadini con spettacoli teatrali e libri (non gratis però). Ma io cittadino dovrei andare da un non più giornalista ma opinionista/drammaturgo a farmi spiegare la costituzione? Ci sono i costituzionalisti!! Metà dei quali propende per avallare la riforma e metà no. Ma tutti, Travaglio compreso, si addentrano nei complessi meandri della giurisprudenza senza capire che il cambiamento è una scelta POLITICA non tecnica e che dopo trent’anni di tavoli intorno ai quali si è discusso (chissà di cosa) ora sarebbe il tempo di agire con azioni senz’altro perfezionabili ma cominciare a capire cosa vuol dire camminare e progredire non dormire e morire.
Mi scuso per la lunghezza ma è già una sintesi
andrea
Caro Andrea
La sintesi poteva essere più. …sintetica: “chi non è con me è contro di me”. Legittimo ma non mi piace
no, viene richiesta solo una dialettica più equilibrata e consapevole
Comunque, caro Nicola, sulla Raggi tutto è troppo prematuro, si dovrà valutare il risultato del suo operato alla fine del mandato, non dopo l’insediamento, no? So che preferiresti altro, ma dalle un po’ di tempo prima di parlare del suo tramonto…
Su Renzi, invece, la propaganda a tambur battente per il si, è già ampiamente cominciata…
Caro Priori Friggi,
non posso darLe torto: l’alternativa, oggi, è tra Renzi e i 5 Stelle. Ma noi vogliamo un Paese che abbia anche un domani. Un carissimo saluto, n.c.
La Rai e’ quello che sappiamo, e sappiamo anche che prima di arrivare a “comandare”, perche’ in Italia non si governa, si comanda, tutti, a cominciare dai vari fini, ecc., si sono sbracciati nel dire “fuori i partiti dalla Rai”, “spazio al merito”, e cosi’ via, con esternazioni da paese delle meraviglie, che tale sarebbe per noi, mentre all’estero e’ normalita’.
Poi succede -mancando qualsiasi appiglio morale, che in politica sarebbe il “freno” di un partito o qualcosa del genere, con un suo programma, regole e una sua presentabilita’- che si scatenano gli appetiti, la cui misura e’ solo quella di far impallidire chi ti ha preceduto.
Appetiti di consorteria e personali, con questi ultimi particolarmente prediletti dall’area che teoricamente si diceva, al tempo dell’iniziale valanga Berl., rappresentare le istanze del merito e della pulizia, insomma l’area autodefinitasi liberale. Che non c’e’piu’, perche’ da Trem. in poi ha pensato bene di diventare clericale.
Una parte consistente degli italiani lo ha capito, e, non volendo votare Pci, mi si perdoni il mancato aggiornamento, e non volendo votare per la destra volgare, strapaesana e clericale attuale, vota 5stelle.
Ora questi lo sanno, perche’ non sono scemi. Sta a loro non tradirli.
Quanto alla Raggi, bisogna fargli onore per il coraggio. In un simile troiaio, quale e’ Roma, con due sponde del Tevere, piu’ che simboliche, nessuno, che non ha dietro nessuno, si arrischierebbe in una simile impresa. L’averlo fatto e’ gia’ indice di qualcosa che non c’e’ stato fino ad ora.
Poi la politica e’ anche conoscenza dei fatti, delle strutture, e aver messo gente negli assessorati che ha un minimo di esperienza degli stessi, e’ l’unica, per ora, eccezione che si sono concessi. Se riusciranno nell’impresa avranno l’Italia ai loro piedi, e chi l’ha depredato in questi anni lo sa, per questo non si perdona neppure che la Raggi si affacci al balconcino di casa per sgrullare il tappetino.
L’alternativa oggi e’ Renzi o i 5stelle. Non c’e’ altro e difficilmente ci sara’ anche nel futuro prossimo.
E’ sorprendente che quando ci sono i soliti che si danno il cambio, non succede nulla. Quando arriva il rimpiscatole (leggi affari) di turno tutto il potere . destra, sinistra, centro – si scatena tutto!
Dovrebbewro essere i potentissimi dirigenti a dare una mano al nuovo sindaco e comunque ad assumersi le respondasbilità che gli spettano in considerazione dei non disprezzabili emolunebti. Ma per via della “privacy” nessuno sa chi sono costoro.
Eppure sono certo che sono costoro a mettere in bocca al pennivendolo di turno le baggianate da dire.
Un quansiasi nuovo arrivato. a meno che non sia “inviato da Dio” avrebbre bisogno di essere aiutato, non dileggiato.
SOLO QUESTO ,PUO’ FAR CAPIRE CHE INTERESSI SI MUOVONO A DIFESA DELL’ESISTENTE!
Non ho simpatie “grilline” quindi consentitemi di dire che tutto questo interesse per la Raggi, facendo dimenticare gli spaventosi “affaires” su banche economia, ordine pubblico e giustizia, associati a provvidenziali olimpiadi e tempo vacanziero, destano in me più di qualche sospetto.
Sospetti, caro Paolo, sospetti. Ma nella direzione giusta e sapendo che, al contrario di ciò che diceva quel tale, il sospetto NON è l’anticamera della verità.
Caro Paolo,
Che “faranno di tutto per metterla in cattiva luce” è certo. Quanto lei stia dando loro una mano è sorprendente.
Su Renzi, i fatti e il tempo parlano da soli….sulla Raggi, ho gia previsto che faranno di tutto per metterla in cattiva luce, l’ho scritto prima che l’elezione fosse ufficiale. Per lei credo che non si possa fare un bilancio adesso, ne riparliamo almeno tra uno o due anni, se la monnezza non la seppellisce ovviamente. Ma vero che sistema è marcio totalmente, quindi difficile scorgere oasi felici.
Buongiorno Nicola, una volta eletti, tutti si ammalano di poltronite, conservazione e magari rielezione.
Quelli che strillano più forte sembra che abbiano ragione e prendono consensi, poi si comportano come i precedenti. La RIVOLUZIONE, intesa come trasformazione, poi chiamata rfiformazione, nessuno ha il coraggio di intraprendere, perchè non hanno programmi da sviluppare, forse non hanno idee di come preparare e sviluppare un piano di lavoro “politioco-sociale”, allora sono dei mercenari inetti ed i risultati sono queli ben noti.
Come risolvere quiesto problema? Da pecore occorre trasformarci in LUPI, magari di Toscana.
Grazie e buon lavoro.
Raffaello da Montepulciano.