Dunque, ancora una volta uno scandalo che nasce da intercettazioni telefoniche. E, come sempre, si tratta di intercettazioni relative ad una inchiesta con la quale gli intercettati ed il nuovo scandalo niente hanno a che fare.
E proseguiamo con i film già visti. Le intercettazioni non dovevano essere pubblicate, ma, questa. Ormai, è una norma che fa solo ridere. Che ci siano giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo che si adoprano per favorire una parte politica, è ampiamente controbilanciato da giornalisti che aiutano altre parti politiche. Che si tiri fuori, ad orologeria, le telefonate tra dirigenti RAI e Mediaset che si consultano o addirittura concordano il modo per “attutire” l’impatto dei risultati delle elezioni regionali del 2005, negativi per la parte del governo in carica, è senza dubbio un modo per sabotare il dialogo tra Veltroni e Berlusconi sulla riforma elettorale: insomma, un siluro a
entrambi.
Tutto ciò premesso, ciò che viene fuori, se dimostrato, è di una gravità enorme. Le due più grandi aziende di comunicazione televisiva che convergono per “orientare” l’informazione.
Ma ancora più grave è che questa sia la “normalità” nel nostro Paese. Ove moltissimi giornalisti sono inquadrati in scuderie e fanno il gioco dei loro patroni, scrivano di politica, di economia, di turismo, di motori o di sport.
Ove gli editori –la maggior parte, non il solo Berlusconi- sono “impuri”, cioè hanno i loro interessi principali in settori diversi dall’editoria ed usano i loro giornali a tutela dei loro interessi.
Ove le alleanze, in campo politico o economico o finanziario, si riflettono subito sui giornali, creando alleanze anche nel mondo della stampa e, quindi, lo stesso tipo di connubio denunciato per RAI e Mediaset, in occasione delle telefonate pubblicate in questi giorni.
Così si è ridotto il nostro Paese dopo la cura del “bipolarismo” e nell’era felice e trionfale della seconda repubblica, dove tutto si tiene per incatenare la democrazia. I rapporti incestuosi nella stampa, dell’industria e nella finanza, i partiti a gestione oligarchica, le leggi elettorali che spogliano i cittadini dei loro diritti sono strumenti che convergono tutti per assicurare il medesimo scopo: consegnare le decisioni importanti ad un circuito ristretto di oligarchi: qualche politico, qualche editore, ed alcuni esponenti del potere economico e finanziario. Un circuito cui si accede solo per cooptazione.
Ecco perché questo ennesimo scandalo potrebbe essere utile a fare venire fuori ciò che si nasconde nelle piaghe purulente del nostro sistema. Purchè sia possibile tenere i riflettori accesi (ma chi ha gli interruttori in mano non ha questo interesse) e purchè i riflettori siano orientati a 360 gradi.
P.

Partiti ,Sindacati ,TV , Giornali , Coop e chi più ne ha più ne metta .Nella italica normalità inutile parlare di democrazia , occorre riconoscere che siamo in una una piena dimensione oligarchica; almeno evitate di prendere in giro i poveri sudditi .
I quali ,accecati dall’ansia di quieto vivere, e sentimentalmente legati a schieramenti di parte oramai senza più le funzioni originarie
( quelle che loro avevano meritato il seguito ),non possono far altro che assistere impotenti alla propria irreggimentazione servile .
Ci si chiede se “sia possibile tenere i riflettori accesi “. No ,evidentemente ,perchè “chi ha gli interruttori in mano non ha questo interesse”. Molto semplicemente. E poi ,perchè accendere troppe luci ? In questa situazione potrebbe anche essere pericoloso .