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L’alternativa Laica e Liberale ai “partiti Dixan” di Berlusconi & Veltroni

La società italiana non è così controriformatrice e legata ai miti messianici totalitari del passato quali il clericalismo, il neocomunismo ed il neofascismo. Ma i leader dei due maggiori partiti, sono proprio espressione della controriforma. di Luca Bagatin

di Luca Bagatin | 21 Novembre 2007

Ci mancava Berlusconi ed il suo pseudo nuovo partito: il Partito del Popolo delle Libertà, che fa il paio con l’altra trovata pubblicitaria del Partito Democratico e delle sue primarie farsa del duo Veltroni-Prodi.
Che dire. Che forse ha ragione Gianfranco Fini quando dice che lo scarso consenso popolare verso l’Unione non si traduce affatto in un pieno consenso alla Cdl.
Tutt’altro, anche perché è sotto gli occhi di tutti la pessima prova di governo di entrambi gli schieramenti politici oggi in campo.
Ed allora un’alternativa liberale, laica, radicale, liberalsocialista e repubblicana dovrebbe imporsi.
Ovviamente non parlo tanto o solo dei partitini laici in sé (Radicali, Ps, Pri, Capezzone, Riformatori Liberali, Psdi), i quali sembrano sempre più seguire la logica degli “utili idioti”, dei “sassi in capponaia” utili a questo o a quello schieramento conservatore e non saranno certo le varie Costituenti a rilanciarli.
Parlo della galassia dei valori laici e liberali che in tutto Occidente si contrappongono alla conservazione di destra e sinistra.
In un recente ed ottimo convegno organizzato dalla Voce Repubblicana dal titolo “Valori liberali: quelli veri e quelli falsi”, il prof. Riccardo Gallo dell’Università La Sapienza di Roma ha rilevato come solamente il 4% del Parlamento italiano sia composto da partiti e personale politico i cui valori sono autenticamente liberali: Rosa nel Pugno, Partito Repubblicano Italiano, Daniele Capezzone, i Liberaldemocratici e qualche esponente singolo come Debenedetti, la Boniver, Alfredo Biondi.
Per il resto è la conservazione a regnare sovrana.
Ma la società italiana è davvero così controriformatrice ? Così legata ancora ai miti messianici totalitari del passato quali il clericalismo, il neocomunismo ed il neofascismo ?
La risposta è lampante ed è chiaramente no.
Purtuttavia i leader dei due maggiori partiti, sono proprio espressione della controriforma.
Prendiamo il centrosinistra di Veltroni, ad esempio e noteremo che non ha praticamente fatto nulla in favore delle libertà civili ed individuali. Ha prodotto una legge insufficiente, quella dei Dico, e l’ha automaticamente archiviata per evitare di approvarla. Quanto alla ricerca scientifica ha la stessa identica linea, nei fatti, della Casa delle (pseudo) Libertà: vietare, vietare, vietare.
Sotto il profilo economico, poi, a parte tutelare il grande capitale, la grande industria e chi un lavoro gia ce l’ha, ha completamente inviso le piccole e medie imprese, vero motore dell’economia italiana e gli stessi giovani disoccupati che si troveranno a pagare la pensione a chi lascierà il lavoro a 58 anni.
Per quanto concerne la politica estera, poi, non ne parliamo. Si è coniato il termine “equivicinanza” che nei fatti è come dire: libero dialogo con il terrorismo islamico contro Israele !
Ma, veniamo al centrodestra. Capitanato da un imprenditore privo di cultura politica che recentemente ha imbarcato i neo-fascisti della Destra di Storace, ha praticamente aperto la strada alla revisione della legge sull’aborto con le conseguenze disastrose che ciò potrebbe comportare ed un passo indietro notevole. Non ha fatto alcuna seria riforma liberale in campo economico; non ha ridotto la spesa pubblica; si rifiuta di aprire a Pacs ed Unioni di fatto (a differenza dell’allora governo di centrodestra spagnolo di Aznar, dell’attuale governo francese di Sarkozy e della linea del Repubblicano americano Rudy Giuliani); si rifiuta di dare il colpo di grazia allo spaccio di stupefacienti regolamentando le non-droghe; si rifiuta di aprire alla ricerca scientifica a 360 gradi ed è sempre pronto a sostenere una visione antistorica di famiglia.
Ora, vista in questi termini, alla politica italiana degli ultimi 15 anni sembra non esserci scampo. E forse è davvero così….per quanto l’imminente crisi del bipolarismo sembra aprire nuovi spiragli democratici.
In più articoli sostenni e sostengo tutt’ora il rilancio del proporzionale puro, senza sbarramento alcuno, affinché i simili si aggreghino ai simili sulla base di un programma comune.
Solo allora, forse, i liberali ed i riformatori, usciranno allo scoperto e riusciranno, naturalmente e senza imposizioni di legge, a contrapporsi ai conservatori di destra e sinistra con i loro partiti di plastica.
A tal proposito riporto qui le recenti parole del prof. Massimo Teodori: “Il problema dei membri della famiglia liberale oggi – intendendo con questo termine l’intero arco dei liberali, liberaldemocratici e, più in generale, dei democratici-laici come i repubblicani – non è di sottolineare le differenze che li dividono al loro interno in politica economica e sociale, ma al contrario di accentuare le grandi differenze che li separano dai non-liberali: statalisti, corporativisti, consociativisti, clericali, ecc. Per quanto grandi siano le distanze che dividono i liberisti dai keynesiani, i moderati dai progressisti, i moderati laici dagli accaniti anticlericali, esse sono sempre assai minori dalle distanze che li separano dai non liberali”.
Mai come oggi tornano d’attualità le battaglie di Ernesto Rossi e di Gaetano Salvemini e le loro riflessioni sul settimanale liberal-radicale “Il Mondo” negli anni ’50 in cui i due preferivano parlare “delle singole libertà” e non genericamente della Libertà con la “L” maiuscola, nonché “delle democrazie” anziché solo di “Democrazia”.
Infondo anche i comunisti si dicevano “democratici e popolari” a parole, mentre nei fatti erano complici della dittatura sovietica dalla quale erano anche finanziati.
Oggi, con il crollo delle cosiddette ideologie, anziché andare verso l’Europa e l’Occidente democratico ove esistono Liberali, Socialisti e Popolari, si preferisce, in Italia, inventarsi dei “fustini di Dixan” peraltro con personale politico trito e ritrito. E così abbiamo il Partito Democratico Popolare ed il Partito del Popolo Berlusconiano con all’interno la peggior Prima Repubblica e, i pochi nuovi, non sono altro che i portaborse dei “vecchi” o quantomeno persone che si lasciano trasportare da questi specchietti per le allodole o per tordi.
Ora, quel che a me appare lampante, probabilmente ai più non lo è.
La qual cosa forse non mi stupisce facendo io parte di quei “pazzi malinconici” eredi di quel genuino liberalismo e mazzinianesimo delle origini pregno di libertarismo e diffidenza nei confronti dell’autorità costituita, del dogma e delle società perfette.
Purtuttvia ritengo che, politicamente parlando, le scelte obbligate siano oggi due e due solamente: o si continua a sostenere la tesi del “voto il meno peggio” (e non chiedete a me quale sia questo meno peggio perché per voi potrebbe essere anche il peggio) ovvero voto per Forza Italia o per il Pd; oppure si rilancia l’alternativa di Terza Forza laica, liberale, liberalsocialista, e repubblicana: un Partito della Democrazia Laica e Liberale al di là di questi schieramenti, magari legato all’Eldr in Europa, che possa portare i veri laici e liberali oggi in Parlamento dal 4% al 20 % – 30 %.
Le possibilità ci sarebbero tutte.
Le probabilità che ciò si realizzi, invece, ahimé pressoché nulle.
Evidentemente più di qualcuno, in casa laica, a fare l'”utile idiota” ci guadagna.
Personalmente, poi, non vorrei mai più vedere in Parlamento o ai vertici di Partito: Pannella, la Bonino, Turci, De Michelis, Boselli, Craxi, La Malfa, Nucara, Del Pennino ecc…ma solamente giovani come Valeria Manieri, Paola Vadalà, Tommaso Ciuffoletti, Giovanni Postorino, Barbara Maurano, Fulvio Giulio Visigalli, Renato d’Emmanuele, Giuliano Gennaio, Michele Marchioro ecc….
Giovani radicali, liberalsocialisti, repubblicani e liberali che sanno il fatto loro e non ne possono veramente più di una politica senza sbocchi concreti.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Pubblicato in : Primo piano

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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