La scarsa, per non dire nulla, copertura mediatica del Congresso Radicale , combinata con l’altrettanto scarsa, per non dire nulla, volontà del pannellismo di dare conto dei propri effettivi processi decisionali , ha fatto sì che dalla lettura dei giornali odierni si evinca solo che il ferreo controlllo delle menti e dei corpi radicali da parte di Marco Pannella si esercita ora con buona nonchalance, dopo l’uscita dell’ultimo figlio degenere Capezzone.
Nella realtà , la linea politica proposta da Pannella ed ovviamente aprioristicamente accettata dal gruppo dirigente radicale, Bonino in testa, è stata caratterizzata dalla sostanziale scelta di una linea attendista , con una difesa della legislatura e di Prodi non collegata ad alcuna particolare battaglia od obiettivo radicale : devo dire che questa posizione, per molti versi comprensibile stante la situazione nella quale Pannella ha cacciato sè stesso ed il Partito con la rottura della Rnp , giocata interamente sul non detto ( accordo con Prodi , sia in chiave governativa che in una più difficile e ancora non chiara partita di rapporto con il Partito Democratico e Veltroni ) sembrerebbe coincidere più con le tipiche posizioni di Roberto Villetti che con quelle di Pannella …
Il dissenso nei confronti di questa linea e della già più che potenziale individuazione nel PD del principale interlocutore di Pannella e Bonino è stato tuttaltro che marginale senza avere le caratteristiche di rissa da ballatoio che fa notizia sui media : i radicali che ritengono che si debba guardare ai socialisti come interlocutori naturali e primari hanno presentato una lista con la denominazione significativa “In nome della Rosa” e la candidatura alla segreteria di Silvio Viale, contrapposta a quella dell’ufficiale Rita Bernardini , ottenendo il 29% dei voti . La caratteristica politica di questa posizione è stata proprio quella di individuare nella “doppia tessera e doppia militanza” , vale a dire della partecipazione diretta dei radicali al processo Costituente del Partito Socialista, la prospettiva per i Radicali Italiani . Pannella si è speso in maniera decisa ed agitata contro questa posizione , utilizzando le tradizionali forme di delegittimazione personale di quelli che individua come avversari politici interni ( ha definito la minoranza prima come quantitativamente minima , poi , di fronte a qualche spiacevole sorpresa in sede di votazione, come quantitavamente rilevante ma “qualitativamente e moralmente…”, perdendosi nel trovare un aggettivo abbastanza dispregiativo da usare e finendo per non riuscire nemmeno a pronunciarlo) , ponendo il Congresso in sede di votazione di un emendamento alla mozione finale che recepisse come prioritaria la scelta della doppia tessera , di fronte alla solita alternativa ” o con me ed i miei cari e le mie care del momento o contro di me ” . Nonostante l’indubbio effetto della mozione dell’affetto, forse anche per la difficoltà politica di spiegare perchè mai uno strumento pannelliano tradizionale come la doppia tessera non andasse bene solo perchè proposta da Valerio Federico ed Igor Boni invece che da sè medesimo o dal favorito di turno, l’emendamento è stato respinto con 88 voti a favore, 19 astensioni ( in massima parte comparse in seconda votazione , dopo un ulteriore show del leader maximo) e 144 contro .
Questa stessa percentuale di dissenso , molto significativo per un congresso radicale, si è riproposta nell’elezione del segretario politico , che ha visto prevalere Rita Bernardini con 150 voti ( e non con 275, come riportato dal Corsera , riprendendo una imprecisione “casuale” nel comunicato ufficiale …) contro 77 di Silvio Viale , candidato della lista “In nome della Rosa”.
Al di là dell’inevitabile e decisamente limitato folclore polemico legato alle dinamiche congressuali ( uno scherzo in famiglia rispetto a tanti congressi socialisti ed alla recente kermesse veltroniana) , occorre che il Partito Socialista colga l’elemento politico rappresentato dal dissenso espresso “in nome della Rosa” : non si è trattato infatti di una manovra per improbabili rovesciamenti di assetti interni e non ha avuto alcuna caratteristica personalistica come quella animata negli scorsi mesi da Capezzone ( non a caso la sua uscita da RI è stata praticamente ininfluente sia da un punto di vista quantitativo che politico) , ma di una presa di posizione che ha intercettato un sentimento ed uno stato d’animo molto presente nel popolo radicale , uno stato d’animo che la straripante presenza politica,mediatica,organizzativa di Pannella impedisce normalmente di cogliere .
Non è ovviamente affatto un caso che proprio l’area dell’Associazione Rosa nel Pugno nonchè quei settori dello Sdi che più avevano creduto e lavorato nel progetto Rnp , abbia colto per prima e per tempo lo sviluppo di questa posizione , che si è andata formando e consolidandosi proprio nel lavoro comune e quotidiano con i socialisti su battaglie concrete sul territorio . E non è nemmeno un caso che la dirigenza Sdi “centrale” , concentrata tuttora nella ricerca di accordi tra minioligarchie con Pannella , non abbia nemmeno preso in considerazione quanto avviene nel mondo radicale , considerandolo probabilmente un esercizio inutile.
E’ del tutto evidente che spetterà proprio a noi trasferire nel processo Costituente del Ps queste dinamiche e queste potenzialità politiche, che sono tra quelle necessarie perchè il nuovo Partito Socialista sia un autentico luogo della politica e non una scialuppa tarlata per improbabuili salvataggi di un ceto politico altrimenti giunto a fine corsa.
Franco D’Alfonso

“Non è ovviamente affatto un caso che proprio l’area dell’Associazione Rosa nel Pugno nonchè quei settori dello Sdi che più avevano creduto e lavorato nel progetto Rnp , abbia colto per prima e per tempo lo sviluppo di questa posizione , che si è andata formando e consolidandosi proprio nel lavoro comune e quotidiano con i socialisti su battaglie concrete sul territorio . E non è nemmeno un caso che la dirigenza Sdi “centrale” , concentrata tuttora nella ricerca di accordi tra minioligarchie con Pannella , non abbia nemmeno preso in considerazione quanto avviene nel mondo radicale , considerandolo probabilmente un esercizio inutile.
E’ del tutto evidente che spetterà proprio a noi trasferire nel processo Costituente del Ps queste dinamiche e queste potenzialità politiche, che sono tra quelle necessarie perchè il nuovo Partito Socialista sia un autentico luogo della politica e non una scialuppa tarlata per improbabuili salvataggi di un ceto politico altrimenti giunto a fine corsa”
sono perfettamente d’accorxdo con il bene che voglio da sempre a Marco Pannella
da fondatrice del Partito Radical della Toscana, ex segretaria Regionale,
fondatrice di Radio Radicale