La battaglia per il Quirinale diventa sempre più interessante e sempre più complicata. Massimo D’Alema, sia pure ufficiosamente, sta diventando il candidato unico del centro sinistra. Gli alleati hanno già avuto, e i Ds, una volta che scende in campo il presidente del partito, non possono certo ripiegare su una figura di secondo linea. Per Berlusconi è, nel campo avverso, il candidato ideale solo che non lo può dire e non lo può votare, anche se c’è da scommettere che nel segreto dell’urna, dalla quarta votazione in poi, arriveranno da Forza Italia quei 40/50 voti che molto probabilmente mancheranno nel centro sinistra. Le ragioni del tacito gradimento del cavaliere derivano da quello che D’Alema potrebbe fare una volta al Quirinale. Qualche indizio, anche se parziale, si ha dall’intervista rilasciata da Fassino al Foglio. Il segretario dei Ds ipotizza con la Cdl una sorta di patto basato su quattro assicurazioni: 1) se Prodi cade si torna al voto 2) un’azione forte come presidente del Csm contro il giustizialismo 3) la ricerca della massima intesa in politica estera 4) la ripresa del dialogo sulle riforme istituzionali dopo l’eventuale bocciatura, al referendum, della riforma costituzionale varata dal centro destra. C’è stato chi, nella Casa delle libertà, ha irriso a questo tipo di accordo ma l’offerta non è da sottovalutare e soprattutto non è scontata. In fase di trattativa si potrebbe anche ottenere di più. Giustamente, sul Corriere, Sergio Romano ha scritto che in realtà quella proposta da Fassino è una riforma tacita della Costituzione, anzi è una riforma che, per alcuni versi, va proprio nella direzione delle modifiche fatte dal centro destra. Sia come sia per la Casa delle Libertà la partita, comunque vada a finire, darà un risultato positivo. Per le ragioni dette, ma non solo per quelle, se D’Alema viene eletto, per la crisi che si apre nel centro sinistra se il presidente dei Ds viene impallinato. Non è infatti pensabile che la Quercia possa subire una umiliazione di questo tipo. I Ds sono il partito più grosso nella maggioranza. In base a cosa non avrebbero diritto a nessuna delle cariche istituzionali disponibili? Passi per la Presidenza della Repubblica e la Presidenza del Consiglio, essendo i freschi eredi del vecchio partito comunista, ma perché no a Camera e Senato?
A proposito dei 4 punti proposti da Fassino per nobilitare la candidatura di D’Alema, l’ex Presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida ha così commentato.
Avremmo rischiato di alterare profondamente gli equilibri istituzionali. Sarebbero cambiati nei fatti il profilo e i poteri del Capo dello Stato, dando vita a una sorta di diarchia che avrebbe generato soltanto caos.
“Il Presidente della Repubblica non può esere il fulcro di un patto politico e tantomeno l’estensore di un programma. La costituzione gli assegna il ruolo di garante, non quello di protagonista. Non a caso, la sua elezione avviene a scrutinio segreto: si vota la persona, non un progetto di governo. L’esecutivo, al contrario, deve guadagnarsi la fiducia in modo palese.”
Fassino, quindi, è bocciato in diritto costituzionale.
Oh creature sciocche /quanta ignoranza è quella che v’offende!
Dante Inferno, VII, 70-71 (Virgilio)
A cura di Battista l’archivista

Sono anchio convinto che D’Alema Presidente della Repubblica sia una vittoria del Centro destra e per il Presidente Berlusconi, oltre che per le ragioni esposte da chi ha scritto l’articolo anche perchè verrebbe messo in pratica uno dei concetti fondamentali del maggiritario e cioè: chi vince governa!!! e, aggiungerei, chi sbaglia paga !!! spinando la strada al secondo principio che è rappresentato dall’alternanza alla guida del paese.
Senza contare sul fatto che facendo il Presidente D’Alema deve per forza avere un comportamento super partes e di fatto esce dalla scena politica.
Spero solo che venga votato ufficialmente dal centro destra perché questa decisione sarebbe il “Massimo”
credo sarebbe utilissimo ,per l’opposizione ,che la maggioranza stentatissima di queste elezioni ma più che autosufficente per legge elettorale sia lasciata sola nel scegliere il capo dello stato che finalmente si leggerà di parte e senza ipocrisie ,come del resto è sempre stato ed è logico che così sia, dato che viene scelto dopo lungo impegno politico.
Quindi sia D’Alema o un altro, tanto vale dato che il contributo elettivo dell’opposizione è ininfluente e non determinante!
Per molte cose, per il clima, per la confusione e per quella vaga sensazione che il sistema chiamato seconda repubblica abbia oramai stancato moltissimi italiani e che stia scricchiolando questa elezione mi ricorda quella del 1992 che elesse Scalfaro. Premesso che secondo me sarà molto laboriosa e che il mio parere è che D’Alema oggi abbia il 50% di possibilità di essere eletto(la candidatura Napolitano secondo me serve soltanto per tenere nascosto D’Alema per le prime tre votazioni..)vorrei fare un appello a quei senatori e deputati di entrambi le coalizioni che si rifanno alla cultura laica-riformista ovvero ai 18 deputati della Rosa e a quei deputati e senatori come Stefania Craxi, Chiara Moroni, Lucio Barani, Giorgio La Malfa, Alfredo Biondi e Maurizio Sacconi per esempio. Il mio sogno sarebbe che si coordinassero(visto che in tutto lavorando un po’ potrebbero arrivare verso i 35/40 voti pareggiando ad esempio i voti della Lega..) e che votassero per le prime tre votazioni tutti insieme Emma Bonino. Poi tra martedi’ e mercoledi’,ed ora dico una cosa che ripugna anche me ma che vedo come male minore, dovrebbero divenire i king makers per l’elezione di Giuliano Amato. Che ne pensate?
Ripeto : in questa situazione di empasse ( quasi parità tra le due metà di un “paese diviso” ) il problema sovrano – almeno per i nosteri “onorevoli”- resta quello di mantenere la legislatura per almeno due anni e mezzo . Altrimenti non scatta il ” diritto a pensione e liquidazione “! Quindi serve un Capo dello Stato che/comunque / non abbia fretta di sciogliere le Camere!