Prima dell’identificazione del mostro un giornalista tedesco ha alzato il capino e ha sottolineato che con molta probabilità il giovane è esponente della destradestra, tedescotedesco con accento tipico bavarese, sulla base dell’ascolto di una registrazione nella quale urlava sono tedesco. Non solo, ma sollevato, il giornalista sembrava, dal fatto di poter escludere la matrice islamista. E questo è il chiodo fisso di molti. Volere a tutti i costi salvaguardare l’islam, magari inconsciamente, sottolineando inoltre che i kamikaze si ammazzano durante o alla fine del massacro. Quando i morti erano soltanto tre, e poi man mano crescevano di numero. Anche se una vittima vale una e ogni essere umano vale uno. E quando pareva che il tipo non si fosse suicidato. E poi invece lo ha fatto. E allora si è cominciato a dire che come il gelataio, era un lupo solitario, un disadattato sociale, una vittima di bullismo. E di violenze. Ma anche, in altra scuola di pensiero, un ragazzo integrato, normale di famiglia. Ed è terrorizzante proprio questa apparente normalità da ragazzo della porta accanto. Addirittura sarebbe stato depresso per una bocciatura. E per un’indennità di disoccupazione.
Se non c’entra il terrorismo la Germania ha un ulteriore gravissimo problema.
Qual è la verità. Punti oscuri? Eccome!
In realtà pare che il criminale, tedesco-iraniano, abbia gridato il fatidico Allahu Akbar prima di procedere al massacro: E poi si sarebbe ucciso. Per far contento il giornalista. Tale Udo. Gumpel per gli amici.
Non solo, ma qualcuno anche, pago della non identificazione islamista, ha gioito per il fatto che il tizio era tedesco.
Riporto un commento rubato dalla pagina di un amico feisbukiano: “Magnate bene, che vi è andata male questa volta, era tedesco”. Certo: l’immigrazione non c’entra nulla, la religione non c’entra nulla, la nazionalità non c’entra nulla. Ci avevano detto che questi attentatori erano delinquenti comuni, ma questo ragazzo aveva la fedina penale pulita. Un altro folle? La storia del cavallo di Troia non ha insegnato niente.
E poi ci si sbraccia, insomma qualcuno lo fa, per sottolineare che sono situazioni diverse, sicurezza e immigrazione, emarginazione e disadattamento. Che paiono invece fortemente collegati. E intanto continua la roulette russa. A chi toccherà la prossima volta.
Ma la civiltà ha sempre avuto il sopravvento sulla barbarie. Ci vorrà solo del tempo e il bene trionferà. Se qualche devoto volesse anche dare un aiutino con una preghierina, sarebbe intervento gradito.
Ora, che la violenza porta violenza nessuno lo può negare. Che bambini maltrattati possono prepararsi a diventare violenti a loro volta, altrettanto. Che alcuni degli uomini che picchiano le donne e le stuprano hanno qualche tara dovuta a vecchie ferite subite in famiglia o altrove, pure.
Ma che si arrivi a giustificare o comunque a minimizzare quasi cercando alibi a chi massacra la gente pare francamente troppo Sì, è vero, lo psichiatra sottolinea che non è giustificazione, ma è un fatto scientificamente provato.
Dunque?
Se qualcuno sa tirare le somme su questi neofatti lo faccia. Perchè sinceramente stiamo considerando pazzo chi compie massacri e omicidi di massa. O santo cielo questo lo sapevamo. Non è che i kamikaze agiscono solo per pura cattiveria, ma perchè, ovviamente, son fuori di testa. Di suo o magari aiutati da sostanze esogene.
E ora tutti a disquisire sulla pazzia. Sulla follia che spinge questi esseri immondi a far fuori innocenti. Ora, si può pensare e accettare che se qualcuno ti fa del male ti difendi e restituisci. Ma la violenza gratuita nei confronti di estranei e sparare nel mucchio, non solo non possono essere giustificati da alcunche, da qualsivoglia stato mentale, ma neppure minimizzata nè tantomeno rimossa. Dicano quel che vogliono i luminari, i soloni della scienza psichiatrica neuroinfantile. Che i bambini vanno trattati bene è pacifico. Che devono essere educati in un ambiente sano ricco di dolcezza e di amore e di conforto genitoriale parentale scolastico e della società, altrettanto auspicabile. Ma non solo per evitare che crescano con il tarlo della criminalità. Questo ha subito, avrebbe, sette anni di bullismo e mobbing. Allora una bella sera di luglio va in un super e fa fuori la gente. Troppo semplificato? Sì, semplificatissimo.
Cerchiamo di non andare alla deriva del buonismo esasperato a tutti costi che questo sembra diventato lo sport universalmente globalizzato. Il mondo è questo. C’è il bene e il male. E se qualcuno sceglie di fare il male va punito e basta.
E intanto ci si allontana e si fa digressione dal punto focale che è, guarda caso, il terrorismo. Islamico o meno. Di Daesh di Isis che dir si voglia, o meno. Terrorismo è e tale rimane. E l’emulazione è una gran brutta bestia.
Non crediamo che alle vittime e ai famigliari interessi molto la provenienza della mano assassina, e dunque il massacro. Questo spetta ad altri, verso i quali non c’è grande fiducia.
E torniamo a dire che nessuno ci salverà, proprio perchè chi di dovere continua a fare, almeno in parte, lo struzzo, e cerca di divagare sul tema per non affrontare il vero nocciolo della questione.
E allora si ricomincia a blaterare sulle armi vendute ai paesi quelli lì, e sui sesterzi donati alla Turchia e a interrogarsi sul fatto. Se il dittatore ha più chance di essere cattivo di quanto avrebbero potuto esserlo i colonnelli. Senza per altro arrivare ad alcunchè di pragmaticamente valido.
Sto facendo confusione? Prima che qualche seguace imperituro e impenitente lo sottolinei faccio outing. Sì, sono immersa nella confusione e passo di palo in frasca. Perchè è l’habitat nostro, quello di oggi, quello del caos. E sfido chiunque a metterlo in discussione e a negarlo.
Ahinoi, sotto a chi tocca.

I popoli sono narcotizzati e noi siamo preoccupati, Buonanotte.
Si, ma Giacinto detto Marco si occupava quando i tempi erano altri, per carità, anche nel suo momento d’oro le BR o i terroristi neri impaurivano l’Italia, ma ora la paura è globale.
Se non ci si rende conto che solo una ripresa economica globale ci salverà da questi fenomeni, non se ne esce, e purtroppo non se ne uscirà perché la tendenza è pessima ovunque. Bisognerebbe che ad “occuparsi” fossero i politici eletti e pagati, ma anche loro non sono neppure piu eletti, si occupano piu dei propri benefici che dei mali comuni.
La rivoluzione in questo quadro sarebbe salvifica, ma ormai anche i popoli sono narcotizzati.
qualcuno d voi ha una qualche ricetta salvifica che non sia “la rivoluzione”? ma anche, pur in attesa che ci taglino la gola, qualche piccola proposta che ci faccia tornare l’idea e la voglia di fare qualcosa insieme, non si sa mai? l’uninominale di Nicola o l’australiana di Einaudi, la legalizzazione di qualche proibizionismo di troppo all’ odore di incenso, uno qualsivoglia dei 31 punti di Fiuggi per la rosa nel pugno, o dei cento e uno di Bertinoro uno-due-tre? Occuparsi piuttosto che preoccuparsi, era la risposta di Giacinto detto Marco.
e vorrei ricordare che i “talebani” distruttori ci sono sempre stati e sempre ci sarano, i fiorentini distrussero Volterra e tutta la sua magnifica architettura…..la storia si ripete, ma l’Uomo non impara mai dal passato.
infatti a nulla valgono le nostre lamentazioni da qualunque parte provengano. l’Uomo non ama le esperienze altrui e vuole sbagliare da solo. ma vivere da morti non ha senso.
ma su questo, Marzio, sono assolutamente daccordo con te! Ho in fin dei conti, detto le stesse cose diversamente. Basta vedere le elezioni USA per rendersi conto delle bufale da entrambe le parti, o basta vedere il colpo di stato patacca di Erdogan che ora cambia il nome del ponte sul Bosforo in ponte dei martiri del 15 luglio, vabbé, lasciamo perdere.
Tanto il Mondo continuerà a sbagliare, a nulla servono le nostre opinioni.
Paolo, le rivoluzioni alla Gandhi o alla Mandela sono bufale mediatiche raccontate da quasi un secolo di recita ” politically correct “, che infatti iniziò la sua storia ipocrita nella Hollywood del new deal a metà anni trenta, mentre gli States si riarmavano più della Germania di Hitler. Le rivoluzioni vere piaccia o no prevedono passaggi spiacevoli, altrimenti sono barzellette, E se anche tu implicitamente ammetti che si tratta di lotta di classe di popoli che non hanno più lo statuto di nazioni e non possono quindi scatenare le guerre tradizionali, non vedo come la lotta di classe vera possa essere fatta in guanti bianchi. Dal secondo dopoguerra l’occidente ha massacrato milioni di civili nel terzo e quarto mondo. Non dimentichiamo che noi occidentali siamo profondamente e cupamente odiati, nonostante le vernice del ” politically correct ” dei media, d’una Boldrini o delle varie associazioni di parassiti deil’ONU. Allora vogliamo educare i cosiddetti migranti a odiarci sì, ma da perbenisti, vale a dire vogliamo corromperli per fingere che abbraccino i nostri valori presunti? Ricordo sempre la frase di Kafka ” Uno dei mezzi del male è il dialogo ” ( Confessioni e Diari, I Meridiani, p.717 ).
Le risposte date dai politici vanno nel senso opposto a quello che dovrebbero, basta ascoltare le farneticanti affermazioni di Hollande dopo l’attentato di Nizza.
Mi spiace, ma chi la fa l’aspetti. Chi si è preso la responsabilità di far fuori Gheddafi? Chi di bombardare la Siria? Sarkozy, Blair, Bush……quante morti hanno provocato le bombe di questi signori? Faccio questa domanda alla Ceretelli. Noi facciamo le guerre pulite, mirate, senza sporcarci le mani, loro, alcuni, si vendicano. Mi sembrerebbe strano il contrario.
Marzio, non si combatte questo fenomeno con le guerre e le armi, ma con un lavoro che nessun politico, inseguendo gli estremi che facilmente in questi casi creano adepti, vuole fare.
Il nemico è in casa, che sia siriano, afgano, tedesco o francese, è una popolazione quella europea umiliata da scelte economiche sbagliate, dove le diseguaglianze si accentuano ogni giorno di piu. Sarebbe il momento di una nuova rivoluzione, non solo per combattere i terroristi tarati mentali, ma anche per detronizzare una classe politica incapace, volta solo a proteggere la casta e rendere la popolazione piu povera, economicamente e culturalmente.
Carta, le convulsioni che descrivi hanno come unico scopo la salvaguardia costi quel che costi del “politically correct” multiculturalista, l’unico schemino ossessivo ammesso dal mercato.per illudersi di razionalizzare e spiegare il presente. Ma è un autoinganno che sta andando in soffitta, cerchiamo allora altri schemi.