Ci volevano le elezioni a ridosso per ridare fiato alla ricorrenza del 25 Aprile, anniversario della Liberazione. Dopo anni in tono minore, la data ha nuovamente acceso le passioni: nel modo peggiore. I fischi e le contestazioni per il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha partecipato alle celebrazioni milanesi e, quando ha lasciato il palco, e’ stata ‘salutata dai fischi’, hanno offerto l’occasione a Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, di dire che “anche la ricorrenza del 25 aprile conferma il fatto che la sinistra italiana continua ad alimentare la divisione civile” e che “Le dichiarazioni di quelli dell’Italia dei Valori, la stessa tendenza di Bersani ad alzare i toni in modo dipietresco, fino all’estremismo dei gruppi che arrivano a fischiare la gloriosa Brigata Ebraica: tutto cio’ allontana irrimediabilmente la possibilita’ di avere in Italia una sinistra liberale, riformatrice, europea”. Altre “furbate” in chiave elettorale, quelle del leghista Mario Borghezio (“il 25 aprile e’ una festa da cancellare”) e di Fabio Granata, FLI (“la Lega ha ragione: il 25 aprile non e’ unificante, ne’ credo lo sara’ mai”).
QUESTO NON E’ PAESE DA 25 APRILE
I fischi e le contestazioni per il sindaco di Milano, Letizia Moratti e “turbate” in chiave elettorale di Lega e FLI: a tanto si è ridotta la Festa della Liberazione.

Purtroppo però lo diceva Capezzone, che non ha alcun titolo ad esprimersi su questo argomento
Troppe persone hanno dovuto accettare questa festa anche se in realtà questa festa non l’hanno mai digerita ed al momento giusto ecco uscire le verità . Purtroppo hai assolutamente ragione a dire che siamo lontanissimi da una sinistra socialista e liberale di ispirazione europea.