Ci viene chiesto talvolta con chi Punto e a Capo farà alleanze alle prossime elezioni comunali di Firenze, al primo turno o al ballottaggio se il voto lo richiederà. La domanda, quando non è ingenua, è pretestuosa. Poteva essere legittima prima della introduzione della elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini, quando vigeva il sistema proporzionale. Si eleggevano i consiglieri comunali che poi procedevano a scegliere sindaco e assessori. Era moralmente giusto chiedere e dichiarare prima del voto, ai partiti, con chi intendessero stipulare alleanze e valutare se i programmi fossero tali da consentire di allearsi e dare vita ad un governo cittadino rispondente ai propri desideri.
Oggi, invece, l’elezione del Sindaco e la sua legittimazione avvengono direttamente ad opera dei cittadini, e nessuno potrebbe ingannarli. Il che già dimostra la pretestuosità di quella domanda. Che dovrebbe essere rivolta ad altri, dal momento che Punto e a Capo, ad oggi, è l’unica lista che ha fatto conoscere con largo anticipo la sua visione di città. Delle altre, ancora niente si sa sui programmi, sulle alleanze che intendono stipulare, sui loro candidati. Punto e a Capo ha in mente un capoluogo centro di una vasta area collegata da un sistema di mobilità che consenta ai cittadini delle province di Firenze, Prato e Pistoia di vivere come in una unica città. Offrendo una gamma di opportunità di lavoro, cultura, istruzione, residenza assai più ampia rispetto ad oggi. Una città sicura, nella quale ogni violazione sia fortemente scoraggiata e perseguita. Che ponga nella scala delle priorità i soggetti più deboli per motivi di età e di salute. Capace di gestire il fenomeno epocale delle migrazioni senza cedere all’autoritarismo ed al razzismo e senza derogare in niente dallo Stato di diritto. E che restituisca respiro internazionale ai settori vitali della cultura e della imprenditoria.
Sappiamo bene che il nostro programma richiede una nuova interpretazione del ruolo di Sindaco. Al primo cittadino chiederemo capacità di dialogo e di stimolo con altre autorità: statali per la sicurezza e la legalità; locali, per la nuova e più grande Firenze; regionali per l’attenzione maggiore ai temi della sanità e dell’assistenza. Così come chiederemo di coinvolgere non episodicamente i mondi dell’imprenditoria, del volontariato, del terzo settore e della cultura.
Chi vuole sapere da che parte staremo, non ha che da confrontare il nostro con i programmi delle altre liste, che ancora sono avvolti dal mistero. Sapendo che è nostra ferma volontà realizzarne la maggiore parte possibile.
Nicola Cariglia e Graziano Cioni

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