“Non è giusto e mi dà un senso di angoscia per il nostro futuro vedere che chi difende i propri diritti viene pubblicamente sbeffeggiato….Se dovessimo considerare la mole di lavoro compiuto dalle casalinghe nel complesso della loro vita, ci troveremmo di fronte a cifre di ore lavorative superiori a quelle degli occupati nelle fabbriche e nei campi.” Leonilde Jotti.
Quello che le donne dicono.
Si pensa ma non si dice. Nessun uomo dica a donne cosa devono fare. Ecco le parole del nuovo candidato sindaco di Roma. Come darle torto. A proposito.. ma le femministe dell’ancient secle che fine hanno fatto…
Dopo 70 anni dal voto alle donne.. quanta strada da fare.. non per le donne ma per tutti.
2 giugno 1946 All’Assemblea Costituente vengono elette 21 Donne su 556 complesivi.
Oggi alla Camera dei Deputati siedono 198 Donne su 630, il 31,4%.
E le donne , le precarie della scuola di oggi, ricordano le mondine e i loro scioperi della prima metà del secolo scorso, 30 giugno 27, 17 maggio 44…
Mentre si dissertava su unioni civili omosex e stepchild adoption ci siamo dmenticati o abbiamo accantonato il nocciolo del problema. Il maschilismo che ancora si insinua e considera la donna nella sua specificità fisica prima che morale e intellettuale.
Meloni docet Insieme a Bedori sua eventuale, ma pare di no ormai, omologa milanese. Cari signori uomini.. non ce la fate, non tutti, a togliervi quella puntina di maschilismo che bene o male vi è rimasta appiccicata nonostante gli sport estremi delle signore. E alcuni non ce la fanno nemmeno a tapparsi la bocca quando è il momento di tacere, a non esternare ciò che eventualmente e liberamente si pensa, come si dice garbatamente e insulsamente oggi, a collegare il cervello con la bocca.
Si pensa ma non si dice.
E un candidato sindaco dell’urbe non se lo può permettere. Come le gazebarie.
E per citare una grande donna, Levi Montalcini, rare sono le persone che usano la mente, poche quelle che usano il cuore, uniche quelle che li usano entrambi.
Ora, in tutta sincerità, quello che si disse nei confronti di Madia, quando all’ottavo mese accettò un ministero fattivo e attivo, si fa per dire, si deve ammettere anche per Meloni. Chi sa che cosa significa essere mamma, prima durante e dopo, non può negarlo. Inutile arrampicarsi sugli specchi sostenendo che una donna è più brava e quindi se la cava. Che può usufruire di una tata svizzera a tempo pieno… inutile. Nel periodo della gravidanza e ancor più in quello puerperale, la donna si dedica totalmente, di cuore e di mente, alla creatura in una simbiosi che solo chi l’ha provata può comprendere. Dunque mi va di ripetere quello che pensai allora. Atro sarebbe stato, comunque, se già Madia fosse stato un ministro e se già Meloni fosse sindaco. Ma accettare un compito o candidarsi a un ruolo che oggi tutti considerano un salto nel buio.. ce ne vuole. Ora, Madia l’abbiamo già sperimentata e dunque, dolcemente, l’accantoniamo. La Giorgia sarebbe un’ottimo candidato, si, con l’apostrofo, e forse un bravo sindaco ma, come ha lei stesso sottolineato presa dal sacro fuoco della gravidanza appena iniziata, forse sotto effetto ormonale, non era il caso di candidarsi. Perchè fare un bambino e occuparsene richiede tempo e impegno. E inutile munirsi di tate e nonni, emozioni e pensieri sono legati indissolubilmnte alla culla, almeno i primi mesi. Non è per niente una facile decisione.
Ma se pensa di avere la forza di farlo…In bocca al lupo, deve essere sostenuta e non osteggiata più di tanto.
Se c’è davvero qualcosa che rende diversi i sessi, e non trattasi di sessismo, è appunto la gravidanza. Oggettivamente.
Ma, da qui ad accettare che un uomo dica quel che ha detto il Bertola, che più grezzo e rozzo non si può.. no, ce ne corre. Stai a casa a fare la mamma che è la cosa più bella del mondo…
Via orsù, si pensa, ma non si dice. A un alter ego, a un concorrente. Che non è chiaro se lo è interno o esterno alla propra parte.
Su Bedori, casalinga disoccupata e grassa, non si sa cosa dire. Tutti, ma proprio tutti, da Spadolini al divo Giulio per non parlare dei crozzati di oggi, i politici o comunque uomini (mi rifiuto di aggiungere donne, che da sempre son comprese nel termine homo e non cambia comunque il cervello di nessuno citandone il genere) pubblici sono stati ironicamente offesi e satirizzati a più non posso. Da sempre. Questo dimostra quanto i pentastellati buttati là senza avere un minimo di esperienza politica, siano inadeguati. Altrimenti saprebbero che non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. In politica ci sono troppi squali, sostiene colei che cade dal pero….e si toglie i sassolini dalle scarpe.
“Sghignazzano quando lo psicoguitto dà del ladro o dello psiconano a qualcuno.
Ma come vergini cucce alzano i loro lai e squittiscono “aita, aita” se qualcun altro sfotte per un po’ di ciccia…” commenta un caro amico feisbukiano.
Qui c’è un grande equivoco. Nessuno dice, almeno pochi lo dicono, che la donna deve smettere di lavorare se è incinta, che non è stato patologico salvo eccezioni. A parte i sindacati. Dipende dal lavoro. A questo proposito ho avuto in uesti giorni contezza di lavoratrici “usurande o usurate” che devono lasciare il lavoro obbligatoriamente quando si accorgono di esere gravide. Anche se stanno benissimo e continuerebbero a lavorare volentieri. Trattasi di chi lavora nell’artigianato, tipo saloni di coiffeur…
Ecco, questo sì che aiuta le donne.
Intanto Silvietto bello dà di matto facendosi plagiare dall’ex protettore civile, esortando a distribuire case e mandare a scuola i bambini rom..che chi vuole ce i manda già, e ripetendo che le mamme devono stare a casina loro a rimirar il bebè. Mentre la Giorgia e Matteo 2 ottengono consensi dalle alpi alla punta di Porto Palo di Capopasssero…

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