Quelli che pensavano che era tutto immobile e immutabile. Ci ha pensato un Berlusconi, gasatissimo in una piazza gasatissima, davanti e in mezzo a una ressa peroniana, a dare la stoccata: nuovo partito, nuova linea, dialogo a tutto campo. Perfino un governo con Veltroni, possibile. Scene da cambio di era. Da caduta del muro, da testa che esce dalle teste della folla. Quelli che ci ripensano. Quelli che credevano che l’Italia fosse sanata dal bipolare malato. Ma era è un bipolare? Quelli che pensano, come Sartori. Sempre stata bipolare, come dice il Professore, questa Italia dal 1948, ma nel senso che si è sempre divisa tra sinistra e altri, tra comunisti e non comunisti, nella ripartizione dualistica del voto. Come dire il proporzionale era il sistema elettorale ma il risultato è sempre stato bipolare. Quelli che scoprono che abbiamo buttato via 15 anni? Quelli che come Bruno Tabacci, anche nel suo ultimo libro “Politica e Affari”, scritto con Sergio Rizzo del Corriere della Sera, lo dice e lo diceva da anni: non è questione di etichette e di slogan, ma un sistema che taglia perfettamente in due quelle aeree, che invece possono convergere e governare, è una sistema malato. Comunque si chiami. Berlusconi in questo è il principe dei revisionisti, alla maniera più popolare, dove si dimostra che si puo’ cambiare idea da un giorno all’altro, e senza creare particolare scandalo sulle cosiddette coerenze. Ma quali sono le coerenze in politica tra progetto e realismo? Rileggere gli anni di Giolitti, rivedere De Nittis, ripensare ad Andreotti. Dunque, quelli che ci ripensano. Addio Gianfranco, addio Silvio, ma poi fra qualche mese chissà. Come su altri fronti di stretta e strenua attualità. Quelli che per carità no al nucleare e poi vent’anni dopo, vent’anni persi, si era meglio il nucleare. Chicco testa ambientalista uno per tutti: “Senza il nucleare l’Italia non ha futuro -ha dichiarato – e abbiamo sbagliato, e dobbiamo fare marcia indietro. L’energia atomica è l’unica possibile”. Quelli che,evviva!, ci ripensano. Quelli che ah ma chi l’ha detto che il petrolio è destinato ad esaurirsi, tra quelli che… stiamo attenti mettiamo pale eoliche ma non risolviamo niente. Fanno a volte più paura quelli che pensano che quelli che ci ripensano. Quelli che …oddio le staminali e poi quelli che …ah la sana provincia italiana e poi in pochi mesi scopri poco poco i contorni inimmaginabili delle tragedie di Erba, di Garlasco e di Perugia. Perversioni, droghe, sesso, sangue, stranieri, colori e colorati, ah ma a Perugia è un paradiso, a le piccole città. E non finisce qui. Quelli che il calcio però è in fondo sano, quelli che lo Stato deve fare di più per i bisognosi, quelli che stiamo attenti alle frontiere, quelli che meglio aperture. Quelli che on vedono cosa succede sui marciapiedi anche di giorno e ci vuole un ministro a mettere il dito nella piaga più lercia di questa società di “quelli che” e cioè la piaga purulenta della prostituzione minorile, del gioco del corpo, dove tutto si vende tra maschi e femmine ad una età nella quale dovresti vederli studiare Dante e fare le equazioni di secondo grado. Quelli che …ah Milano è tornata quella da bere, ma no che mangiano ancora tutti. Quelli che pensano e ci ripensano ah era meglio una volta e forse non se lo ricordano più. Com’era triste una volta.
Fabrizio Binacchi
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