Sarà che il tempo non è più quello caldo caldo di luglio. Sarà che sono giorni infrasettimanali d’inizio agosto ma ancora tanti lavorano. Sarà che i bagni sono troppi e non tutti adesso scelgono il bagno organizzato. Sarà la crisi che non passa. Sarà la voglia di estero. Insomma sarà tutto questo, ma spiagge così deserte, a inizio agosto sulla Riviera Romagnola anche i più vecchi non se le ricordano. Dieci quindici coppie di lettini e ombrelloni aperti su 80 o 100. Na débacle direbbero tra Roma e Parigi. Quello delle vacanze marine nostrane finirà, se non stanno attenti, come il mercato dell’auto: meno 26 per cento di prodotto fiale in un mese. Vedere chilometri di spiaggia tra Savio e Riccione animati da vacanzieri che solo a maggio o settembre trovavi, beh fa un po’ impressione, E siamo alla prima settimana d’agosto. “Per forza”, dice un signore della Valtellina che dice di venire a Cesenatico più per amore che per convenienza, “Sa cosa le dico: due lettini e un ombrellone 20 euro al giorno e mia figlia in Croazia ne paga 4 di euro al giorno, La gente fa i suoi conti”. E’ già. La gente fa i “suoi” conti. Ma la sorpresa è grande. Cesenatico centro una sera di metà settimana di inizio agosto: viali vuoti e bar chiusi. Sembra di sognare una catastrofe nucleare. Boh. “Tre anni fa qui c’era la movida anche a giugno, adesso non c’è nessuno”. Boh. Tappa a Milano Marittima, infrasettimanale. Beh si qui la gente, i giovani del triangolo Pineta-Rotonda-Esibizione ci sono. Ma sono indiscutibilmente meno e tutti raggruppati in un trapezio super griffato e profumato di 400 metri quadrati. Come un giardino di casa. Fuori da questo perimetro, il quasi vuoto. Boh. Ma dove son andati i vacanzieri di questo enigmatico 2010? “All’estero” dicono subito tutti quelli che son rimasti qui ma che appena potranno ci vanno anche loro. “Se lei pensa che un pacchetto in Grecia a Kos o a Rodi ci costava 345 euro a persona e noi qui abbiamo pagato 180 euro per una notte in albergo a tre stelle, capisce la vera differenza”: Eh sì, si capisce sì. “Tenga conto che qui il mare è quello che è. Mare sempre un po’ verdastro”. Già. Non si capisce come e perché ma quest’anno questo mare attorno ai lidi storici dei bagnini “ciapponi” è sempre un po’ verdastro. Anche a 50 metri hai l’insalata che ti accarezza caviglie e piedi e non a tutti piace. Esci dal tuffo in mare con le tasche dei pantaloncini-costume piene di verdi filamenti. Sembra che esci da un bosco non da una nuotata. Proviamo al Papete, santuario vippistico. Gente che guarda le foto, pochissima gente in spiaggia, vabbè è un po’ tardo pomeriggio ma qui una volta a quest’ora saltavano in 500 sui lettini a ballare (come nelle foto ricordo) e adesso manco una musica di sottofondo. 30 avventori affezionati al bar per esibire l’ultimo paia d’occhiali arancioni e uno che timidamente acquista l’ultima compilation del Papete Beach, anche questa non proprio scoppiettante come quella degli anni scorsi. Meglio il Caimanointour. “I prezzi so troppo arti”, dice una signora romana senza sbuffare.” Ma qui come ce se move so dieci euri“. E’ inizio agosto, magari nella settimana di Ferragosto scoppia il finimondo di vacanze. Ma l’aperitivo non è promettente.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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