Cinquanta anni fa Leonardo Sciascia scriveva Il giorno della civetta e colui che alcuni, per fortuna pochi, pseudo critici letterari definivano “il maestrino di Regalbuto” seppe dare quella valutazione della mafia che fino a quel momento nessuno aveva auto il coraggio di dare.
I suoi testi , apprezzati da Calvino fino dal 1954, furono conosciuti, apprezzati e pubblicati da quella che allora era una piccola casa editrice, divenuta poi sempre più raffinata sotto la guida di una grande signora quale Elvira Sellerio, mancata in questi giorni.
La serietà di approccio al “problema” valse a Sciascia l’emarginazione sia letteraria che politica, fino ad arrivare alla sua esclusione dalla Storia della letteratura italiana curata da uno studioso come Asor Rosa, almeno nella prima edizione. Non so se poi si è rimediato all’errore ma da allora, mi perdoni lo studioso, pur continuando a stimare Asor Rosa per le sue battaglie sulla difesa del paesaggio, non leggo più i suoi testi letterari, anche perché certe sviste,se sono tali, non riesco a perdonarli.
Quanto poi alla vita politica le reazioni al suo libro furono scomposte da parte di coloro che arrivarono ad accusarlo di essere troppo vicino alla mafia. Chissà forse anche da certe prese di posizione si arriva all’isolamento di chi contro la mafia ha lottato finchè, la mafia stessa, ha posto fine alla loro vita.
Forse se si fossero letti con più attenzione i suoi testi e si fosse dato più credito alle sue percezioni, cosa che ha saputo fare meglio il cinema adattando per lo schermo molti dei suoi romanzi, da Damiani (Il giorno della civetta) a Petri (Todo modo) a Amelio (A porte aperte) si sarebbero fatti meno errori di valutazione, sotto tutti i punti di vista.
Sciascia, pur essendo uno spirito schivo è stato anche deputato del Partito Radicale; sul loro sito si possono reperire interventi, pensieri, dichiarazioni di questo piccolo grande uomo.
Maria Rita Monaco

per fortuna ebbi come professore di liceo Tommaso di Salvo, dantista e sciasciano
e poi…un altro piccolo merito della banda radicale