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Quelle “sardine” tanto indigeste alla destra

Questo movimento, nato da poco e dal futuro ancora indecifrabile, potrebbe avere innescato il processo che porta alla definitiva messa in soffitta della “seconda” e del progetto di “terza” repubblica.

di Nicola Cariglia | 25 Novembre 2019

Schiumano di rabbia i giornali di destra al dilagare delle piazze inondate di “sardine” ormai in ogni angolo di Italia. Hanno fiutato il pericolo, che è duplice. Le probabilità di vittoria del centrodestra in Emilia Romagna si assottigliano. E le adunate di Salvini non hanno più il ritmo di una marcia trionfale ma rischiano di assumere quello di una via crucis.

Gli stessi giornali e leaders politici che ogni giorno descrivono in stato comatoso il PD, ora lo accusano di “essere dietro” alle piazze nelle quali ragazze e ragazzi, donne e uomini, si stipano come sardine. Dunque, il PD sarebbe tanto morto da riuscire, senza che ce ne accorgiamo, a manipolare decine di migliaia (per ora!) di persone, fino ad instradarle in raduni affollatissimi: molto più di quanto lo siano le adunate salviniane. Non è un ragionamento semplicemente demenziale, è molto peggio. E’ un ragionamento che da per scontato che milioni di persone che hanno già bevuto ogni tipo di panzana (a destra come a sinistra, grillina o salviniana o di vattelappesca chi) berranno anche questa.

E, invece, la novità è proprio la ricomparsa esplicita e messa in piazza, non più sommessa e timida, del dubbio: una categoria che in un Paese poco incline alla laicità temevamo si fosse talmente affievolita da non contare più niente. “A gareggiare tra i puri – diceva il vecchio Nenni – troverai sempre qualcuno che ti epura”. Così, questo movimento delle sardine, nato da poco e dal futuro ancora indecifrabile, potrebbe avere innescato il processo che porta alla definitiva messa in soffitta della “seconda” e del progetto di “terza” repubblica. Le grida e l’incitazione all’odio di Matteo Salvini, come il Vaffa di Grillo, le campagne contro la “casta” di certi giornali, giornaletti e giornaloni, e prima ancora il tifo becero per le manette ai tempi di Tangentopoli, avevano determinato la vittoria dell’antipolitica sulla politica. Ora le sardine ci dicono che l’antipolitica, di cui Salvini è diventato il simbolo più evidente, non può rappresentare il futuro. Con il loro dissenso, vivaddio, hanno rotto anni di conformismo e di certezze immotivate. E’ una pagina bianca tutta da scrivere. Ma è pur sempre una pagina nuova.

Nicola Cariglia

 

 

 

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, emilia romagna, futuro, giornali, italia, laicità, movimento, nato, pd, persone, processo, repubblica

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. LUIGI PIETRO FILIPPI

    27 Novembre 2019 alle 12:30

    …dunque, per le sardine “l’antipolitica, di cui Salvini è diventato il simbolo più evidente, non può rappresentare il futuro”. Fin qui la parte più facile, quella “destruens”,. Ma la più utile, quella “construens” dove e da chi comincia?…

    Rispondi
    • nc

      27 Novembre 2019 alle 19:12

      Lo chieda alle sardine. E anche a Salvini magari…

      Rispondi
  2. marco bonavia

    26 Novembre 2019 alle 09:32

    Caro Direttore, via.. una volta tanto camminiamo dalla stessa parte!! Sono convinto, anzi sicuro, che la maggior parte delle sardine sia rappresentata da splendide persone che si stringono quando arriva l’onda più grossa; immagino facilmente tra loro una moltitudine di elettori che non vanno a votare da chissà quanti anni… e che si guardano tra loro un po’ smarriti perché smarrita hanno la strada dell’impegno civile e della speranza di un domani migliore. Detto questo, mi piacerebbe affiancarLa nella viva speranza che qualcosa possa accadere, ma negli ultimi vent’anni (come precisamente da Lei evidenziato) abbiamo assistito a tanti tentativi di bellaciao, di vaffa, di mani pulite e di girotondini che si sono persi in breve anche dalla memoria degli italiani. Resto convinto della bontà del pensiero pentastellato, della necessità di “pulire” il mondo politico, di togliere rendite di posizione, promuovere la meritocrazia, ecc. (altro non aggiungo per non rubare gradito spazio epistolare) ma mi accorgo che nonostante i buoni propositi, l’italiano medio legge i giornali e ascolta tanta, tanta televisione Ahimè! Per questo, sabato scorso non ero tra le 3500 sardine in piazza a Perugia.
    Cordialmente attento, saluti cari

    Rispondi
    • Nicola CARIGLIA

      26 Novembre 2019 alle 12:37

      Capisco , caro Bonavia, che anche le delusioni politiche richiedono tempo per consolarsi.

      Rispondi
  3. Pasquale HAMEL

    26 Novembre 2019 alle 05:25

    Credo, con tutto il rispetto per l’autore dell’articolo, che qui ci troviamo di fronte al momento più alto dell’antipolitica, al trionfo del movimentismo che travolge definitivamente le regole.

    Rispondi
    • marzio siracusa

      26 Novembre 2019 alle 09:17

      D’accordo con Hamel. Se le ” sardine ” fossero il ritorno alla politica, avrebbero bisogno di emulare le Dandini o i Vauro, o addirittura i Grillo? Se le “sardine ” fossero qualcosa di nuovo dalla sinistra spiritosa, si sarebbero accorte che “Bella ciao” è una canzoncina ripetitiva e pure bruttina, con un’epica da Grand Hotel, e magari avrebbero assunto a propria bandiera la assai più trascinante ” Fischia il vento..”. Ma le folle in cerca di protagonismo finiscono sempre per emulare il peggio.

      Rispondi

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