
A proposito di irresponsabili, ho sentito dire in TV, da uno dei soliti noti, che la responsabilità degli scontri è da ascrivere alla politica del Governo, con ciò avallando gli inaccettabili saccheggi dei pochi criminali infiltrati tra i pacifici manifestanti, salvo poi invocare leggi più dure per la repressione di questi crimini.
Appunto, i pacifici manifestanti si dichiarano “indipendenti” dai partiti politici e, anche se delle bandiere di partito si sono viste nel corteo, è credibile che si tratti di persone non dirette dagli usuali organi politici. Ma, se è vero questo, allora il pericolo è maggiore. Infatti, negli anni sessanta e settanta le proteste e i cortei si dotavano di un servizio d’ordine proprio per impedire
infiltrazioni pericolose per lo stesso movimento. Adesso chi lo fa il “servizio d’ordine”?
Senza un controllo interno a una manifestazione pacifica, in momenti come questi, dove gli animi sono già abbastanza alterati, è sufficiente un gruppuscolo qualsiasi per creare il caos. Proprio quel caos che abbiamo visto sabato scorso, 15 ottobre 2011.
E’ vero che ci sono stati dei piccoli gruppi di manifestanti pacifici che hanno tentato di isolare, allontanare o denunciare i “senza identità riconoscibile”, ma in questa azione, purtroppo, esiste il rischio mortale che gli scontri degenerino ancora di più (ma non esisteva una legge che vietava di nascondersi il viso?). Forse lo scopo dei provocatori è proprio quello di approfittare della gente, scesa in strada per manifestare democraticamente, al fine di fomentare scontri popolari contro i quali le forze dell’ordine nulla potrebbero, perché non saprebbero più chi fermare. Sarebbero i prodromi di una guerra civile.
Le forze dell’ordine, poi, non sembrano avere avuto l’efficacia che in altre occasioni hanno mostrato. Eppure la TV ci ha fatto vedere che i gruppetti di criminali potevano essere circondati e chiusi, spalle al muro, contro le stesse pareti architettoniche che stavano distruggendo. E com’è possibile lasciare isolato, in mezzo a una folla minacciosa, un veicolo dei Carabinieri con due agenti che rischiano di essere linciati? Genova non ha insegnato? Non sarebbe forse il caso che anche gli agenti si nascondessero fra la gente per individuare subito i violenti e isolarli?
Di fronte a questa hybris, a questa tracotante violenza, la Ragione alza bandiera bianca. E i politici (“si fa per dire”, come ironicamente sottolinea l’amico Adalberto) che fanno? Non trovano di meglio che dividersi anche su questo, con alcuni di loro che rifiutano perfino di condannare chiaramente i facinorosi (nonostante il sollecito in tal senso degli intervistatori, fanno giri di parole, evadono la domanda, ammiccano….ma non rispondono a tono), forse per un loro gioco demagogico e antidemocratico.
La politica, l’informazione, l’economia, il mercato e la magistratura (tutti “per modo di dire”), ognuno per la propria parte, ha contribuito a creare questo clima dove “Politica” è ormai una parola sporca. E, nello stesso giorno degli scontri, alcuni telegiornali ci hanno fornito ragguagli sulla nuova pedana mobile del Papa, sugli immancabili gossip dei reali inglesi e presidenziali francesi…. (è proprio questo che chiede l’utente televisivo?). Se l’esempio non viene dato da chi dovrebbe essere d’esempio (e, in questo, va detto che i richiami del Capo dello Stato e della Chiesa ci sono), chi potrà mai controllare la folla che, in quanto tale, non è propensa al ragionamento?
Chi emergerà allora da questo kaos, da questo fare esclusivamente il personale interesse, fregandosene degli altri? Forse uno stato teocratico, o uno dittatoriale, o uno oligarchico, o un nuovo regime del tipo “Grande Fratello” orwelliano?
Una cosa è certa: lo Stato Democratico appare oggi un nostalgico retaggio del passato.

Lascia un commento