Lo avevamo detto, dalle colonne di Pensalibero, che la nuova legge elettorale avrebbe finito per favorire gli stessi che la avevano avversata.
Prima di tutto perché un sistema di tipo proporzionale, per essere tale, deve prevedere, come il nome stesso suggerisce, l’assegnazione dei seggi sulla base della percentuale elettorale ottenuta alle urne da ogni singolo partito.
Ciò non è vero, almeno alla Camera, per l’attuale legge, che assegna alla coalizione vincente un premio di maggioranza di 340 deputati che prescinde dall’effettiva percentuale ottenuta.
Alla base del ragionamento dei think – tank berlusconiani, la convinzione di una vittoria risicata, invece che di Prodi, della Casa delle Libertà, che in questo modo avrebbe aggirato l’ostacolo della difficile governabilità che una sua esigua maggioranza avrebbe certamente comportato, considerati i già numerosi impedimenti dovuti al massiccio ostruzionismo unionista nell’ultima legislatura.
Nulla di più lontano, quindi, da una democrazia che deve essere il meno possibile mediata e deve vedere una partecipazione il più possibile attiva del cittadino – elettore.
Se la maggioranza non è tale da assicurare governabilità perché è minimo lo scarto tra la percentuale ottenuta dall’una e dall’altra coalizione, non è accettabile diversa soluzione dalle urne o dalla Grosse Koalition alla tedesca: diversamente viene meno quella trasparenza necessaria affinché l’Esecutivo sia pienamente legittimato dall’elettore, e da esso abbia il mandato per governare il Paese.
Così, dunque, non sarà per quello che, se finirà la querelle giudiziaria sulle schede nulle, sembra essere il nuovo Governo di Romano Prodi, con 67 deputati in più per un vantaggio dello 0,07% e due senatori in più con l’ 1% in meno della Cdl nella media nazionale: l’elezione dei senatori avviene infatti su base regionale.
Quella sporca dozzina del film di Aldrich, dunque, permetterà all’Unione di Prodi di andare al Governo del Paese dei campanelli praticamente senza esserne legittimata, con una larga maggioranza di deputati derivata, lo ripetiamo, da una percentuale dello 0,07% – pari, mediamente, al peso elettorale di una lista civetta.
Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.
Giulio Laroni
g.laroni@pensalibero.it

D’ accordo , Caruso…ma per “ dire “ davvero “ le cose con il loro nome ”, bisogna riconoscere che il nostro italico “ ceto politico “sembra respirare solo per coltivare il potere come fine ,più che come mezzo .In Europa e forse nel mondo i “rappresentanti” italiani sopravanzano di molte lunghezze i colleghi di altri Paesi ,quanto a prebende e benefici vari. Fateci caso, e ricordatelo! Il vero guaio a mio parere sta massimamente in questo fenomeno .Ed è difficile pensare a riforme che rendano i manovratori più consapevoli dei propri compiti e meno attenti alla “botta di vita” che rappresenta in Italia la cooptazione nella vita politica.
“Questo “pasticcio” ha nomi e cognomi. Non dimentichiamolo. Sulle spalle del Premier….”…io non getterei solo al Berlusca la colpa di questa legge elettorale. Guardando all’esperienza della Regione Toscana , mi sento di sostenere che il maggior “merito” sia da attribuire a vassallini ed alleati :tutti così preoccupati di mettersi a tavola da sorvolare su troppe altre cose. Mi ripeto ,lo so ,ma vorrei che questo aspetto non venisse sottaciuto , tanto da offrire scappatoie di servizio ai soliti “grandi uomini” ! Alla fin dei salmi ,cerchiamo davvero di non restare “istupiditi”…..
La pessima legge elettorale, da me commentata molto negativamente l’anno scorso proprio su questo sito, peggiore addirittura del “mezzo maggioritario” introdotta dal 1994, ha confermato che il “diavolo fa le pentole ma non i coperchi”.
In Italia non si segue la via maestra della democrazia: o maggioritario con il doppio turno…così ci si presenta con il proprio volto di partito politico e poi si fanno le alleanze o proporzionale con sbarramento nazionale minimo al 3% sia alla Camera e sia al Senato. Questo “pasticcio” ha nomi e cognomi. Non dimentichiamolo. Sulle spalle del Premier, che pure ha recuperato molti consensi con una campagna elettorale legittima per carità, ma da forsennato l’onere di subire il contrappasso. E del resto se anche vincesse…rovesciando di qualche migliaio di voti il voto della Camera, cosa che è difficile, come finirebbe il suo terzo governo? Il Centrodestra deve scegliere: o modello alla francese con tre quattro partiti divisi ma alleati, oppure la costruzione di un partito popolare italiano europeo o di uno conservatore sullo stile del partito repubblicano degli Usa. Tertium non datur. E questo in modo contrapposto potrebbe valere per il Centrosinistra che deve scegliere: o modello alla francese con tre quattro partiti divisi ma alleati, oppure la costruzione (ormai tardiva) di un partito socialista italiano europeo o uno progressista sullo stile del partito democratico degli Usa. Tertium non datur. Solo che siamo in Italia…le regole della politologia classica sono inquinate da altri fattori: l’ultraconservatorismo di settori di Centrodestra, il massimalismo estremista di settori di Centrosinistra, i timori delle gerarchie cattoliche che hanno individuato soprattutto nell’Udc l’unico interlocutore certo…la debolezza dei laici, inghiottiti e sepolti in Forza Italia, emarginati nei Ds, vivi, ma solo in un ramo del Parlamento nel caso della Rosa nel Pugno…sempre che non torni a dividersi, nei prossimi mesi.
Questo è lo stato dell’arte in un Paese sbilanciato, diciamo le cose con il loro nome: più egoista e instupidito da un ceto politico che, salvo qualche eccezione, non ha quel respiro che serve per uscire da questi toni truculenti e male auguranti.
A PARITA’ DI VOTI, PARITA’ DI SEGGI!
AL MASSIMO SI PUO’ TOLLERARE UNO SBARRAMENTO DEL 2-3%.
LA CLASSE POLITICA ITALIANA E’ IRRESPONSABILE E PORTERA’ L’ITALIA ALLA ROVINA.
E’ un po’ di tempo che “c’é da piangere”,se vogliamo essere precisi .Questa normativa ,comunque,appare ridicola anche per l’eliminazione delle preferenze,e la garanzia della “elezione”ricercata dai nostri eroi …é proprio vero che il voto deve essere libero e segreto !
Dobbiamo trovare il modo di concludere come Cyrano de Bergerac : ..”giunto al fin della licenza ,io tocco !”…La partitocrazia spinta non mi pare cosa buona , e secondo me dovrebbe essere fatta fuori….