
Era l’ottobre 2006. Andammo a Praga per la presentazione di un progetto italiano all’aeroporto della capitale. Per l’Italia ospite d’onore e di grande caratura ironica e storica il Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, Senatore a vita. In carica, giusto per contestualizzare il periodo c’era il Governo Prodi 2. Ricordi definiti. Una battuta di Cossiga mi colpì subito alla cena di gala per la delegazione italiana: “Questo governo poggia sui pannoloni. Io sono uno di questi”.
È un Francesco Cossiga in gran spolvero quello che incontra imprenditori, politici, diplomatici, giornalisti nel salone delle feste di Palazzo Zolfin, centro di Praga. Si presenta un progetto tutto italiano di realizzazione di Outlet Airport Praha, frutto di una sinergia tra un gruppo di imprenditori bresciani, guidato da Claudio Zaniboni, con Unicredit e grandi marchi.
Si presenta un progetto tutto italiano di realizzazione di Outlet Airport Praha, frutto di una sinergia tra un gruppo di imprenditori bresciani, guidato da Claudio Zaniboni, con Unicredit e grandi marchi. Si vola a Praga. L’Outlet adesso è (era) solo una spianata di terra rossa a due chilometri dell’aeroporto, volano bassi qui gli aerei. La cordata bresciana conta di fare Piazza Italia in quindici mesi circa, 1° marzo 2008, inaugurazione. 50 mila metri quadri coperti. Moda, stile, vestiti, ma anche ristorazione, grande albergo e via citando. Cossiga coglie l’attimo, tra l’ambasciatore di Roma a Praga e il gran pierre Francesco Maria Gallo annuncia: “Meno male che usate gli ex capi di Stato non solo per i funerali ma anche per queste occasioni più liete.
Tra una domanda e una citazione il Presidente emerito della Repubblica Italiana è un fiume quasi in piena. Ride la sala di smoking e abiti da sera delle signore alla battuta del governo italiano che poggia sui pannoloni, ovvio riferimento ai Senatori a vita che al Senato fanno (facevano) la differenza. Se ci sono e votano per il centro sinistra il governo sta su, se non votano perché magari sono in bagno, il governo rischia. Ne ha per tutti.
Ricorda Cossiga, con il consueto sguardo sarcastico, che il vecchio Agnelli non credeva nell’investimento dei telefoni, gli scambi di doni e messaggi con Cuccia, i messaggi di Mosca alla Nato all’atto dell’invasione di Praga, i rapporti di amicizia con la Repubblica Ceca, con Havel, “che incontrerò qui a Praga”.
Chiede un giornalista, lei voterà la finanziaria di Prodi? Voterò la Finanziaria anche se è una manovra anticapitalista. Vede, in Italia non siamo come negli Stati Uniti dove si da agli imprenditori a patto che investano, in Italia tra statalismo assistenziale e libero mercato scegliamo sempre una via di mezzo.
Ricordo per il lettore in transito che eravamo nell’ottobre 2006. Sembra un’altra era storica. Mica sembra, lo era.
Battute su Telecom, sui ricchi e i poveri, e non era il gruppo musicale, e una sottolineatura storica: la DC in Italia è stata in realtà una grande forza socialdemocratica, in un Paese dove la politica ha dovuto mediare e trovare la strada giusta per evitare la lotta di classi e la continua crisi sociale. Accanto ha il sottosegretario ai rapporti col Parlamento Paolo Naccarato. Dice di lui. “Prodi ha messo un sottosegretario ai Rapporti col Parlamento ma essendo io quello che fa la differenza, l’on. Naccarato è sottosegretario ai rapporti con me.” . A Praga piove. Accanto al Presidente emerito anche un amico che non incontravo da tempo, Enzo Mosino, prefetto di Bologna del 1993- 94, “Come va a Bologna Binacchi, vi manco?. Ponte Carlo e tutta la Carlova sono pieni di turisti, c’è il mondo.
La basilica di San Vito è piena di giovani e gruppi che ammirano naso all’insù vetrate e marmi, colonne e insegne. Dal Castello si scorge il profilo della città, che serpa respirare, voglia di futuro. Pieno di italiani e di ragazzi e ragazze italiane, sulla Pariska che va dall’Inetrcontinental alla cosiddetta Piazza dell’Orologio, piazza Vecchia, sembra di stare a via del Corso. Aho dove magnano? Gli hot dog sono buonissimi, provati con Massimo Maggi dell’Espresso. E la birra pure.
Una delle nostre guide, Monica, biondissima, ricorda gli anni tristi del regime, mi hanno portato via tutto, ma si faceva tanto sport e tanta cultura, e adesso guida anche Capi di Stato e di Governo. “Sai a Berlusconi quando venuto, che parlava tanto lui, ho detto: stare zitto, prima ascoltare modo e modi di noi cechi e poi parlare”. Chapeau.
Fabrizio Binacchi

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