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Con quella bocca puo’ dire cio’ che vuole ( soprattutto adesso…)

Berlusconi è stato, per tutta la sua vita, un mentitore seriale. Con il grande vantaggio di mentire sapendo di mentire. E di dire, in sequenza, tutto e il contrario di tutto. Negando tranquillamente, all’occorrenza, l’evidenza dei fatti.

di Alberto Benzoni | 11 Febbraio 2018

Silvio Berlusconi liberale ? Forse; ma sicuramente coni suoi amici e protetti.
Silvio Berlusconi liberista? Sì ma nell’interpretazione guzzantiana del termine: ognuno faccia quello che gli pare e tutto andrà per il meglio.
Silvio Berlusconi libertario ? Nel suo intimo sicuramente; all’esterno bisogna pure far finta di difendere la religione e la famiglia.
Silvio Berlusconi libertino ? Su questo non c’è alcun dubbio: e non parliamo qui della sua condotta privata ma del suo stile politico.
Il Nostro è stato, infatti, per tutta la sua vita, un mentitore seriale. Con il grande vantaggio di mentire sapendo di mentire. E di dire, in sequenza, tutto e il contrario di tutto. Negando tranquillamente, all’occorrenza, l’evidenza dei fatti. Liberi poi gli elettori di ritenere veritiere le menzogne che più gli aggradano; e, conseguentemente, di ignorare le altre.
Di fronte a lui, la sinistra accigliata e insipida del “politicamente corretto”, incapace di vincere veramente una sola elezione e capace di sconfiggerlo ( una volta per tutte?) solo grazie ai magistrati e all’Europa.
Oggi, il Nostro è di nuovo in campo. Con un armamentario di promesse e di menzogne ancora più sfacciato: flat tax, moneta parallela, cancellazione/revisione/modificazione della legge Fornero, aumento generalizzato delle pensioni minime, sostegno alle famiglie e via discorrendo, e, a completare il quadro i “bau bau”: i grillini, “più pericolosi dei comunisti” e, soprattutto, i “seicentomila immigrati clandestini”( contrapposti a trentamila profughi regolari) che ci avrebbero invasi “togliendoci pane e lavoro”. Quest’ultima sparata come assist al suo fratello/coltello Salvini in difficoltà per la vicenda di Macerata.
Ora, la grande novità è che tutto questo passa sotto il più completo silenzio. Abbracci commossi da parte di chi, in Europa, gli rideva dietro; silenzio sulle sue vicende giudiziarie passate e, possibilmente anche future; riconoscimento del suo ruolo di salvatore della patria contro i “populisti” ( ai quali si contesta finanche l’uso del congiuntivo); silenzio sulle sue esasperate menzogne e, soprattutto, sulla sua copertura nei confronti della Lega e sul suo potenziale criminogeno.
Un silenzio vomitevole. Ma, prima di correre verso la toilette più vicina, sarebbe bene interrogarsi sulla sua natura.
Per concludere che non si tratta soltanto del silenzio dei complici. Ma anche, e soprattutto, del silenzio degli impotenti.
E valga per tutti, il caso di Macerata. Da una parte gli avvelenatori di pozzi capitanati non dal novello Mussolini ma dal Trump italiano: meno tasse, più aiuti per i poveri italiani, armi per tutti, via i clandestini e, per la proprietà transitiva, via gli attuali e futuri immigrati. Dall’altra il politicamente corretto dell’accoglienza e, per i più volonterosi, i cortei antifascisti. In mezzo, quel vecchio signore che, intervistato a Macerata, condanna tutto ciò che va condannato ma conclude dicendo più o meno questo: che non gli sta di vedere la piazza centrale dove c’erano le giostre e i giochi per bambini invase, tanto a renderle impraticabili da pusher e mendicanti.
A questo signore Salvini e Berlusconi hanno molto da dire di sbagliato e di odioso; la sinistra dei buoni sentimenti nulla. Perchè ha proclamato a parole l’accoglienza ( salvo poi passare dal far entrare gli immigrati in arrivo sino all’impedirgli di partire…) ma non ha fatto nulla, rigorosamente nulla per l’integrazione. E per i ceti popolari in difficoltà.
“Ma come ?”, ci risponderanno indignati, “abbiamo nominato la Boldrini presidente della Camera e la Kyenge ministro, proprio come segnale ecc, ecc “!
Il fatto è che scambiare i segnali per i fatti e sostituire le cose con i nomi è, di per sè, una manifestazione di falsa coscienza. E, perciò di impotenza. Come volevasi dimostrare.

 

Alberto Benzoni    (da Facebook)

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, europa, indignati, integrazione, lavoro, lega, manifestazione, mussolini, natura, pensioni, presidente della camera, religione, silvio berlusconi, sostegno, tasse

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

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