
Non c’era frase più prevedibile che dire, subito dopo i disordini della manifestazione a Roma, che i ”black bloc” erano solo una minoranza, non politicizzata, che nulla c’entravano con lo spirito della manifestazione, e con i cosiddetti ”indignati”. Certo, come se i ”casini” li abbiano fatti solo i black bloc. Loro hanno creato disordini, tirato molotov, distrutto negozi, di tutto. Non ci piove. E’ vero anche che non avevano bandiere, erano accomunati solo dall’odio e dalla violenza, quasi come hooligans da stadio, anzi, almeno quelli un ideale ce l’hanno, ed è quello della loro squadra calcistica. Ma è anche vero che la negatività della manifestazione (se possiamo chiamarla così, anche se preferirei ”guerriglia”) non sta solo nei disastri provocati dai caschi neri, ma nell’altra stragrande maggioranza della folla, politicizzata al massimo, con le bandiere rosse della federazione dei comunisti italiani (ci sono i video), che anzichè manifestare pacificamente per la disoccupazione giovanile e la giustizia sociale, hanno sputato, tirato oggetti, e lanciato insulti pesantissimi contro una persona anziana, di ottanta anni, esponente politico, con così tanta coerenza, grinta e coraggio da presentarsi in piazza assieme al popolo. Questa persona risponde al nome di Marco Pannella, leader storico del Partito Radicale, colpevole di non aver dato il proprio contributo populista nel colpo di mano dell’opposizione per la sfiducia del governo. Nel video disponibile su internet e fatto circolare in tv, nei telegiornali e trasmissioni politiche, si evince chiaramente la politica della manifestazione: demagogia e populismo, odio e violenza, simboli e bandiere. Tutto il contrario di quella che sarebbe dovuta essere: pace e giustizia sociale, apoliticità e fitta presenza di giovani. Nulla di tutto questo. Odio, violenza, criminalità, politica. O meglio, antipolitica, come al solito. Del resto di cosa vogliamo stupirci, la protesta sarebbe dovuta essere quella che era, giusta e democratica. Peccato per quei quattro ultrà di estrema destra, che si sono infiltrati tra la folla comune e pacifica, ed hanno cercato di sabotare la manifestazione, riuscendoci bene, provocando feriti ed atti di vandalismo mimetizzandosi tra la povera gente, e cercando di far passare il messaggio che le manifestazioni politicizzate dalla sinistra italiana comportano solo disastri e crimini. Sabotaggio, ecco la parola d’ordine. Sabotaggio della destra, cercando di farsi passare per brigatisti di sinistra in mezzo alla folla. Ed ecco il risultato: molti feriti e manifestazione assolutamente fallita. Solo una parola mi viene in mente dopo tutto questo disastro: Berlusconi, dimettiti!

Per completezza mi sembra evidente che se l’articolo terminava con Pannella sarebbe stato memorabile.
Invece qualcuno deve avergli ipnotizzato il cervello che dopo la tesi ci vogliono antitesi e sintesi e il seguito dell’articolo, rovina tutto quello già scritto.
Invece non c’è logica, non ci sono antitesi, le parole occorre lasciarle vivere per sempre, bastava finire su: “Si evince chiaramente la politica della manifestazione: demagogia e populismo, odio e violenza, simboli e bandiere.”
Avrei commentato: Grande!
Caro Nicola,
Quando ho scritto sapevo,che sarebbe probabilmente scattato in te il riflesso condizionato di difesa, per chi fa con te il suo dovere.
Sapevo anche che c’è un dovere più grande, non lasciare mai una penna scrivere in maniera poco incisiva, ogni volta che Beppe scrive, che sia indimenticabile o ha toppato: La testa levò dal fiero pasto.
Beh, questa volta hai toppato Trevigiano. Non hai colto l’ironia di Giuseppe. O forse io non ho colto la tua (in questo caso divento, e non è la prima volta, quello che ha toppato).
Ciao Giuseppe,
Tu si che hai capito tutto, gli ultrà dei Black Block erano sabotatori di estrema destra che cercarono di farsi passare da brigatisti della sinistra se non fosse che la tua intelligenza superiore ha scoperto chi erano: Silvio, Piersilvio e Marina.
Per ogni oste i conti che si merita: Ma va metter topi nella zuppa dei bambini con Rosy Crudelia.