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Quel gran guazzabuglio delle elezioni siciliane

di Claudio Bellavita | 2 Settembre 2012

Adesso aspettiamo con fiducia che un pm siciliano metta sotto accusa l’esercito USA per aver fatto un accordo con la mafia prima dello sbarco del 1943.

Diciamo che Miccichè e Crocetta si possono giocare il premio, che è di 10 seggi più il presidente alla lista che raccoglie il maggior numero di voti. Quella che viene dopo , prende 1 seggio di premio, gli altri 78 sono divisi per propozionale pura,. Ma l’uno o l’altro vincono col 21 o 22%, e poi devono trovare altri 20 deputati regionali da aggiungere ai 27-28 della loro lista. Faccenda più facile a Miccichè che a Crocetta, che decolla con le maledizioni degli integralisti della sinistra antimafia collegati a Fava, e che comunque anche tutti insieme sono pochini. Insomma, Crocetta potrebbe anche vincere ma non riuscire a fare una giunta, oppure farla, ma tirandosi addosso le scomuniche della lista Fava, che avrà pochi o nessun consiglieri ma tanto da dire, e soprattutto da insegnare.

Alle scorse elezioni, il listone di Lombardo prese il 65,3%, 1863000 voti, di cui circa 500.000 per le due liste di Lombardo. quello della Finocchiaro 866.000 di cui 581.000 per le due liste della Finocchiaro (e un misero 46000 per IDV, nessun seggio, come per i grillini che correvano da soli) arcobaleni e Borsellino, nel listone Finocchiaro, presero 131000 voti, e se ho capito bene, nessun seggio.

Già che ci siamo, partirei dal modesto successo dei professionisti dell’antimafia (Orlando è un caso a parte, perchè ha l’aura dell’uomo che ha successo, importantissima in campagna elettorale, specie in Sicilia, mentre gli altri hanno l’aura degli sfigati tignosi) per una piccola considerazione. Della mafia nel resto d’Italia e del mondo non si sente più parlare, di camorra e ‘ndrangheta molto, anche a livello di finanza. Non dico che sia il momento di abbassare la guardia, ma di concentrare le risorse dove c’è più pericolo direi di si. Calabresi e campani si sono ben guardati dall’ammazzare magistrati e politici di prima linea, han pensato a espandersi ovunque senza darsi una struttura verticistica, che in mano a un pazzo come Riina ha ridotto la mafia ai minimi termini. Lasciando una corposa professione di specialisti dell’antimafia che, forse avendo poco da fare , vanno a rinvangare vecchie storie difficili da provare e spesso prescritte. Come il bacio tra Riina e Andreotti e adesso una trattativa, che probabilmente non c’è stata, e anche fosse, non mi sembra quel gran reato , tolto che per gli integralisti dello stracciamento delle vesti. Adesso aspettiamo con fiducia che un pm siciliano metta sotto accusa l’esercito USA per aver fatto un accordo con la mafia prima dello sbarco del 1943, e che i nostri professionisti dello sdegno giustizialista, con coro di giornalisti che non si azzardano ad affrontare argomenti importanti, ci spieghino che di fronte a tale reato bisogna intercettare il Papa e il presidente USA.

Pubblicato in : Primo piano

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

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