Ancora una volta ci si mette di mezzo Repubblica con in prima linea Scalfari e De Benedetti a dare consigli dei quali si farebbe volentieri a meno al PD. Una ridda di nomi per un possibile nuovo segretario al posto dell’appena eletto Pier Luigi Bersani. Siamo informati che il Fondatore e l’Editore sono in frenetica attività per consigliare un nuovo leader che possa sfidare Berlusconi interpretando umori e speranze della cosidetta società civile. Si fanno un sacco di nomi: Vendola ( Bonino no, ha fatto flop), Montezemolo, Saviano, Draghi, etc. Tutte persone degne, con un dato in comunje: avere poco a che fare con l’identità del PD e dei soci fondatori: DS e Margherita.
Colpisce, ancora una volta, la contraddizione. Repubblica ed il PD conducono da anni una non ingiustificata polemica contro il populismo di cui sarebbe, in Italia, il principale interprete Silvio Berlusconi. E cosa pensano per battere l’odiato avversario? Nient’altro che omologarsi a lui. Tirare fuori dal cilindro un leader, cioè un capo popolo, che tiri fuori dalle difficoltà come un deus ex machina. Non un processo di identificazione con i bisogni dei cittadini, le loro speranze, i loro sogni. Piuttosto un demiurgo capace di coprire debolezze e insufficenze.
Insomma: per battere Berlusconi, scegliere un suo clone, il più possibile avulso dal modo di pensare del popolo della sinistra. E qualcuno si meraviglia se la gente preferisce l’originale?

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