
Nei sistemi sociali anche appena appena evoluti, ogni istituzione dovrebbe essere ostacolata o fermata da un’altra col potere concreto di impedirle di sconfinare nella barbarie.
Ma di contrapposto alla guerra, e al suo carico sconfinato e sempre più ingovernabile di distruzione e morte, c’è soltanto la filosofia e la teologia della pace; col diritto inviolabile di almeno 6 miliardi di umani presunti pacifisti di aspettare (grattandosi l’ombelico) che i lampi e i tuoni della guerra finiscano, e sperando di non rientrare nel ricchissimo elenco delle vittime.
Dall’uomo scimmia ad oggi, non ci sono stati passi avanti. Andiamo in giro con le navicelle spaziali a contare le stelle e a misurare la febbre al sole; ma non abbiamo la contabilità di quanti umani finiscono trucidati, massacratici, bruciati, decapitati e insepolti, e di quante abitazioni e grattacieli con il loro carico umano finiscono ridotti in macerie grazie all’immutabile e “democraticissima” barbarie della guerra.
Quando i pacifisti la smetteranno di contrapporsi con la lingua e con la penna agli olocausti della guerra e del terrorismo; e in quanto maggioranza si riprenderanno il potere di rendere politicamente governabile la guerra?
Proprio come l’avrebbe voluta il Presidente del Consiglio francese Georges Clemenceau, che affermò a bruciapelo: “la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla ai generali”.
Ma lagnarsi dell’apocalisse della guerra, avendo solo il pieno potere Democratico, di:
“DICHIARARE GUERRA ALLA PACE”,
ma assolutamente mai
“GUERRA ALLA GUERRA”,
è come continuare dall’uomo scimmia all’uomo robot, ad abbaiare alla luna.
Franco Luceri

“Sono solito domandarmi, spesso meravigliato, cosa mai spinga, non dico i cristiani, ma gli uomini tutti, a tale punto di follia da adoperarsi, con tanto zelo, con tante spese, con tanti sforzi, alla reciproca rovina generale della guerra. Che altro infatti facciamo nella vita se non la guerra o prepararci alla guerra? Neppure tutte le bestie combattono tanto. E neppure queste combattono fra loro, ma solo se sono di specie diverse. Combattono con mezzi naturali. Non come noi con macchine escogitate da un’arte diabolica.”
Erasmo da Rotterdam
Nella nebbia della guerra e di prove tutt’altro che schiaccianti, vanno in scena i soliti schieramenti. A scapito di verità e diplomazia