Un piacevolissimo allestimento ha toccato nel segno per il “Così fan tutte” di Mozart -Da Ponte, non nuovo alle grandi imprese, nell’opera buffa in due atti oggi alla prima fiorentina dell’OF, sotto la direzione e maestro al cembalo Roalnd Boer. Nell’atmosfera anni cinquanta la storia dell’intreccio d’amore di Dorabella e Fiordiligi ha ricevuto il tributo d’applausi che meritavano dopo tre ore d’indimenticabile musica dell’ultima collaborazione tra Mozart e l’abate Lorenzo Da Ponte. I due non s’incontreranno più. Mozart chiuderà la sua amata passione per l’opera con la Clemenza di Tito e il fantastico Flauto Magico. Da Ponte concluderà la sua vita in America, molti anni dopo la morte di Mozart. Il successo di oggi, dei suoi interpreti, della sua scenografia, non ci lasciano di stucco nonostante tutto, ormai, nelle opere si segue il gusto di modernizzare la scena. Per Mozart è ancora più vero, e il “Così fan tutte” ha più di ogni altra opera il diritto a essere considerata un’opera buffa moderna. Così non era al tempo di Beethoven. Era considerata un enigma fuori da ogni logica e probabilmente di cattivo gusto. Invece la storia è divertente e comprensibile alla nostra logica di uomini contemporanei. Anzi, ci sorprende per la sua luminosità di vita otre che per la meravigliosa musica. Mozart non si ripete mai, e dopo i grandi successi delle “Nozze di Figaro” e “ Don Giovanni”, compone dal libretto di Da Ponte un capolavoro di sensualità e umana vita, tra il sorriso e l’ammiccante gioco amoroso dello scambio di coppie, che riporta vicino alla vita dei nostri giorni rendendola vera e piena di vibrante passione e simpatia. Amare è gioia, anche se non c’è rosa senza spine, ma il buon senso di Don Alfonso educa i suoi giovani e focosi amici Guglielmo e Fernando a essere più filosofi perché in fondo “ Così fan tutte”. Finirà tutto in un grande positivo sentimento, dove le ragazze scambiate per scommessa saranno di nuovo amate perché in verità a indurle all’errore, se così, vorrete chiamarlo, erano stati proprio loro. Finisce così tra gli applausi le gesta rinnovate dalla voce di Anna Goryachova per Dorabella, e Carmela Remigio per Fiordiligi o Fior di diavolo, come dirà Guglielmo colto nel momento del tradimento. Neppure un giorno dalla partenza degli amati ed anche Fiordiligi cede alle avance del turco come la più smaliziata Dorabella. Due donne, due modi differenti di amare, e Mozart riesce a dare a quel libretto licenzioso, lo spessore non psicologico, ma di carattere proprio delle due sorelle così differenti, ma così umane verso l’amore gioioso e giocoso. Tra un coro e tocco proibito non nuovo in Mozart, si sciolgono delicate e vive romanze d’incantevole fattura, da tutte le parti protagoniste. Despiana, poi, intrepretata dalla Semenzato, raggiunge una piacevole quando sorridente immagine, quasi da rock star vestita d’intimo nero, come Madonna in Papa dont’preach, nella romanza “ Una donna a quindici anni”. Eppure la musica di Mozart permette anche danzare come allora era inimmaginabile nella nuova coreografia con la regia di Lorenzo Mariani: l’amore giocoso è eterno e ora in questa epoca incerta ha il suo specchio, dove riconoscersi; non è l’amore ineluttabile, tragico del romanticismo ma solo scanzonato scettico illuminismo musicale al crepuscolo di un’epoca che si era già chiusa poco prima della rivoluzione francese. Tre ore di musica senza fatica, dove Juan Francisco Gatell, Fernando, è stato apprezzato non meno del soprano, o dei suoi colleghi compagni d’avventura e di scommessa; se Ormar Montanari ha avuto la scena per mostrare la filosofia e la maniera ruffiana del Don alfonso, i costumi hanno reso facile e divertente la storia che in fondo spiega che così fan tutti fino a prova contraria.
Quando Mozart fa l’occhiolino
Pubblicato in : MusicaTag: anni, buon senso, filosofi, fiorentina, giovani, mozart, scambio
Info Enrico Martelloni
Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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