E’ stato quando ho avuto la certezza che all’interno delle “nuove” formazioni politiche non esistevano differenze ideali. E, sopratutto, nemmeno i giovani facevano il loro dovere.

Non siamo in un cul di sacco perchè la gente non va più a votare e i “grandi” partiti quasi non raggiungono più i numeri a due cifre di consenso elettorale qualora si tenga conto degli elettori e non soltanto di coloro che si recano ai seggi.
Naturalmente (e purtroppo) è vero il contrario. Dopo avertli visti all’opera per un ventennio, dei nuovi partiti la gente ha capito due cose. La prima è che non sono affatto nuovi: alcuni non lo erano fin dalla nascita, essendo solo la continuazione di vecchie esperienze sotto simboli e sigle diversi( sopratutto nel campo del centro sinistra); altri, se mai lo sono stati, da tempo non lo sono più (e questo riguarda il centro destra).
La seconda cosa che la gente ha capito è che questi partiti non hanno al loro interno la spinta e gli uomini per cambiare. Dunque, meglio abbandonarli.
Ed è quest’ultimo l’aspetto più grave e pericoloso. Perchè crea una cesura nel ciclo virtuoso della democrazia che è funzionante quando sprigiona la sua capacità di autorigenerarsi.
Privilegiando il metodo della cooptazione e del familismo, i partiti della “seconda repubblica” hanno modellato il sistema su loro stessi.
Il momento in cui, personalmente, ho capito che questo sistema era spacciato, è stato quando ho avuto la certezza che all’interno delle “nuove” formazioni politiche non esistevano differenze ideali. Gli scontri sapevano troppo di lotte di potere. E, sopratutto, nemmeno i giovani facevano il loro dovere.
In questi giorni la convinzione mi si è rafforzata in seguito a due episodi. Il primo è personale. A Pontedera, città della Toscana vivace sotto il profilo industriale (basti citare la Piaggio) e politico (è la città del presidente della Regione Enrico Rossi che la ha amministrata per dieci anni) ho partecipato alla presentazione del libro di Andrea Pannocchia “Quelli che…la Sezione”, che ricostruisce attraverso dieci testimonianze (tra le quali la mia) la vita delle sezioni dei partiti (quando esistevano). C’erano diversi giovani in sala ed uno persino al tavolo degli oratori, che la fisognomica e il look mi hanno suggerito di classificare “di centrodestra”. Anche in seguito ad una mia battutaccia, il giovane al tavolo dei relatori, venuto il suo turno, premette amabilmente che si trova accanto a dei “dinosauri” e si scatena in una intemerata contro il mondo intero che non si fa da parte per lasciare il potere alle nuove generazioni. Mentre parla, vedo le sue sembianze mutarsi progressivamente per assumere esattamente quello di un Bocchino, di una Bindi o di un Di Pietro negli infausti e troppo abbondanti “dibattiti” televisivi: incazzoso, vacuo nei contenuti e determinato a rivendicare il suo buon diritto a detenere almeno una parte del potere. Contenuti, idée? Zero, salvo un pasticciato riferimento al fatto che ci vuole più mercato e meno Stato (se ho capito bene).
Era la conferma dei miei timori, divenuti certezza quando il giorno dopo ho letto i resoconti dei cosidetti “formattatori” o di coloro che vogliono “ripartire da zero”, inchiodare alle loro reponsabilità i dirigenti del PDL e prenderne il posto in nome del loro giovanilismo.
Silenzio assoluto, invece, sulle proposte innovative necessarie a risolvere i problemi italiani.
Ecco: questo silenzio è il solito osservato dai giovani di tutti i partiti, di destra, sinistra e centro, quando veniva fatto strame della democrazia, instaurato un parlamento di nominati, ridotti ai minimi termini i presìdi per deboli e bisognosi, complicata oltre ogni limite la vita ad imprese e privati da chi contraddiceva la promessa di instaurare più libertà e meno tasse. In questi venti anni di “seconda repubblica” i giovani dei partiti, di tutti I partiti, hanno rinunciato a fare i giovani. Non si sono differenziati con proposte alternative rispetto agli “anziani”. Tutti buoni e in fila, in attesa di prenderne il posto o di diventare il “delfino” di qualcuno. Ed oggi, se ai più appare impossibile una resurrezione di questi partiti, è sopratutto colpa loro. Svegliarsi quando l’edificio frana e contestare chi ha perso il potere è troppo comodo e non rende credibili.
A dimostrazione del fatto che in politica più danni ancora dei dinosauri li fanno I camaleonti.

Se non si riscopre la Politica, non se ne esce. Ed, invece, vi sono concretamente i presupposti perchè si ripetano gli errori di venti anni fa.
Ha ragione un dinosauro come Giuliano Amato quando dice che, oltre quanto viene elargito ai partiti, occorre guardare a come questo denaro viene utilizzato. Certi finanziamenti dovrebbero essere dati solo se finalizzati alla formazione, piuttosto che ad operazioni di marketing ed a sondaggi costosi (per limitarsi alle cose lecite).
Di improvvisazione ne abbiamo avuta fin troppa per permettercene dell’altra.
Caro Direttore,
In USA, dove ho lavorato per molto tempo, vota meno del 30 percento di cittadini. chiedendo ai miei colleghi mi sono sentito dire che il votare era una cosa poco importante poichè i programmi delle due fazioni si differenziano talmente poco che poi il bene del paese era rispettato da tutti. Una differenza tra noi e loro: I cittadini USA hanno una esperienza di vita in comune di 400 anni, e, a parte gli Indiani, vengono da tutte le parti del mondo. Hanno al loro attivo una guerra civile fatta per alcune idee diverse, sono in un paese ricchissimo, con densità media molto bassa, hanno sovranità sul dollaro e voglia di lavorare.
E’ facile governare in quelle condizioni ed è facile essere governati.
Perciò le direi che chi manca è l’Italiano, cittadino di uno staterello giovane, povero, e fatto da 15 repubblichette da teutoniche ad arabe. I giovani sono inculturati da una scuola che obbedisce ad alcuni ordini, la Chiesa è sotto tentativo di eliminazione perchè sarebbe facile vivere con amore, fratellanza ed obbedendo a 10 leggi contro le 880.000 italiane ma non porterebbe ricchezza ai Padroni Nascosti. le accludo due link, presenti anche sul mio profilo Facebook, interessanti per alcuni commenti sul moderno “diciamo vivere” italiano e sulla chiesa cattolica.
http://www.ilgiornale.it/cronache/alleuropride_roma_licona_gay_lady_gaga_con_concerto-comizio/europride-gaga-lady-comizio-concerto-roma/06-06-2011/articolo-id=527690-page=0-comments=2
http://www.ilgiornale.it/spettacoli/messaggera_satanagli_islamisti_annullanoil_concerto_lady_gaga/islamisti-satana-lady_gaga-indonesia-tour-concerto-giacarta/15-05-2012/articolo-id=587941-page=0-comments=2
Il mio nome nei commenti è i1tmh
Sergio
Caro Marzio,
io sono meno pessimista di te. Spero ancora in quella massa di giovani che, rimasti ai margini della politica, non hanno contratto (ancora) il virus del carrierismo e non sono omologati. Ma resto veramente sbalordito dai giovani che in questi partiti ci sono stati. O cooptati al vertice, in parlamento e nei consigli regionali, o, in silenzio, in attesa del loro “scatto di carriera”.
Sono rimasto veramente colpito da una considerazione :”Viviamo in una religione più squallida della religione da cui ci siamo liberati “…e conseguentemente mi chiedo se valeva la pena di sforzarsi in una operazionee deleteria ! Ma forse anche la logica ha perso valore…
Sì Nicola, i giovani non esistono più e non solo in Italia, ed è un dramma antropologico di fronte a cui naufraga ogni cura politica. Non siamo più nemmeno nell’assenza di idee, quanto nell’impossibilità materiale e storica di pensare il nuovo. Viviamo in una religione più squallida della religione da cui ci siamo liberati e i giovani possono solo starnazzare e atteggiarsi. Una tragedia.
Gentile Signor Marzio Siracusa,
Mi spiace, la Chiesa ha resistito a 3000 anni ed è sempre viva, cosa manca sono le persone che si definiscono Cristiani, (il 93 percento degli italiani) ma non lo sono, spinti da una politica affarista e incapace.
Non voglio dirlo io ma si legga un commento al link che le allego, un commento che spiega chi combatte mon solo contro la Chiesa, ma contro il buon senso e la morale dell’ umanità. Pag 2 #4 Un mio commento è anche sul mio Profilo Facebook: Sergio Centroni
http://www.ilgiornale.it/spettacoli/messaggera_satanagli_islamisti_annullanoil_concerto_lady_gaga/islamisti-satana-lady_gaga-indonesia-tour-concerto-giacarta/15-05-2012/articolo-id=587941-page=0-comments=2
Cordiali Saluti
Sergio Centroni.
Caro Direttore,
la Sua analisi a mio avviso è talmente veritiera che se da una parte sono contento della lucidità ed ironia con la quale è stata esposta dall’altra mi fa venire i brividi perché è una fedele fotografia dei tempi che stiamo vivendo.
Purtroppo i camaleonti sono sempre stati una costante della storia politica e l’urlo “giovinezza giovinezza” molte volte nasconde solo il vuoto scimmiottare dei concetti banali, grande confusione mentale ed aridità di sentimenti. Per non parlare del fatto che molti “giovanotti” son più affamati dei più navigati dinosauri.
Se questo è il futuro…