• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quando Matteo non fa rima con Mineo

di Chiara Boriosi | 15 Giugno 2014

Al netto di narcisismi, insulti, ritrattazioni e meschinità varie, qualche considerazione va pur ricavata da questa patetica vicenda, tanto per fare il punto politico della situazione in casa Pd.

Corradino-Mineo“Sono finite le rendite di posizione” ha chiosato Renzi, a commento dell’esito dei ballottaggi che, laddove ha dato risultati opposti tra il voto europeo, largamente a favore del Pd, e quello amministrativo a favore di altri partiti, ha dimostrato nei fatti e senza possibilità di equivoci la differenza di percezione e valutazione dell’elettorato riguardo la dirigenza nazionale del partito, ritenuta credibile e convincente, e quelle locali ancora incistate in un sistema bloccato ed ancorato alle vecchie liturgie corporative ed autoriferite.

Appare quindi paradossale, ma niente affatto sorprendente, la battaglia di mera retroguardia messa in scena dai tredici senatori che si sono autosospesi dopo la sostituzione di Mineo nella Commissione Affari Costituzionali, evocando “epurazioni” e facendosi scudo di alti principi fra cui addirittura quello della libertà di coscienza, ma in realtà dimostrando niente altro che uno strenuo quanto indifendibile attaccamento ad un concetto di partito che ha definitivamente perso la sua partita con le elezioni politiche dello scorso anno e con gli eventi che ne sono seguiti.

Perchè nessuno lede la libertà di questi signori di sedere in Aula e di votare contro un provvedimento, se non lo condividono, nessuno limita la loro ampia – fino all’abuso ed allo sfinimento – libertà di espressione, nessuno li espelle da nulla, e le nomine nelle Commissioni sono revocabili quando non seguano la linea del partito, dunque gli allarmi sull’autoritarismo sono solo piccoli espedienti per alzare polveroni mediatici e distogliere l’attenzione dal vero campo di battaglia che è e resta il partito. Quello che fu, e non è più, non per volontà di un singolo ma per scelta degli stessi elettori. Quegli elettori che avevano abbandonato il Pd causando la sconfitta di un anno fa, che avevano scelto il nuovo Segretario prima nei circoli e poi con le primarie, e che sono tornati a votare il loro partito tre settimane fa, concedendogli ampia ed indiscutibile fiducia. E che hanno dimostrato di saper distinguere con chiarezza tra la conservazione e l’innovazione, spingendo decisamente sulla seconda opzione, consapevoli che il Pd, oggi, è altra cosa rispetto a prima, e dimostrando con il voto di sentirsi pienamente rappresentati dal nuovo corso politico intrapreso. Certo, con maggiore capacità di analisi rispetto ai tredici “resistenti” che invocano la democrazia mentre, paradossalmente, la rinnegano nei suoi principi basici, a cominciare da quello che stabilisce una maggioranza ed una minoranza, arroccati su una rendita di posizione che è l’unico vero oggetto della loro battaglia.

Dunque, al netto di narcisismi, insulti, ritrattazioni e meschinità varie, qualche considerazione va pur ricavata da questa patetica vicenda, tanto per fare il punto politico della situazione in casa Pd:

– partito e Segretario: il Pd ha vissuto un passaggio fondamentale che era fin qui mancato completamente dalla sua fondazione, facendone non solo una incompiuta ma addirittura l’esatto opposto della vocazione con cui era nato. Il partito assembleare, sublimato nella Ditta bersaniana, è stato in realtà nient’altro che la fragile copertura di una accozzaglia di correnti interne buone solo a bloccarsi a vicenda, nell’ambigua eterna discussione mai approdata a posizioni certe, a scelte chiare, ad azioni efficaci, che ha determinato la poca incisività del Pd in questi anni. Il logoro e certo misero collante del solo antiberlusconismo non solo non ha dato risultati apprezzabili, ma non è servito – e certo non poteva essere diversamente – a trovare un punto di equilibrio e di collaborazione fra le proprie componenti che, alla prova di governo, sono puntualmente esplose, facendo cadere Prodi sul campo sanguinoso della rivalità interne e della assoluta mancanza di una unità di intenti e di programmi condivisi. La falsa retorica del confronto interno, mai sboccata in decisioni condivise ma solo ripetuta in eterno ad uso e consumo del mito del partito collettivo, con un Segretario nominato solo per fare da arbitro e mai da uomo di sintesi e di azione, ha portato il Pd ad essere sempre più autoreferenziale, sempre più lontano dalla propria base, sclerotizzato in riti immutabili ed in spocchie inemendabili che hanno segnato una parabola discendente con la segreteria Bersani, ultimo e rovinoso atto di un partito vecchio di idee e di persone, di una sinistra incapace di rinnovarsi e dunque, cosa ancora più grave, del tutto incapace di riallacciare un rapporto stretto con il proprio elettorato. L’avvento di Renzi ha cambiato tutto, ha messo le basi di una sinistra riformista contemporanea, ha riaperto un canale di comunicazione diretto con gli elettori, ha finalmente affermato la vocazione maggioritaria e, soprattutto, ha dato un termine logico e ragionevole alle discussioni, non più eterne ma finalizzate ad un ovvio risultato, ovvero quello di prendere delle decisioni e rispettarle. Due direzioni nazionali hanno votato a larga maggioranza il progetto di riforme istituzionali, cinque riunioni dei gruppi parlamentari hanno dato lo stesso esito, dunque che ora il Segretario agisca di conseguenza, applicando quanto stabilito democraticamente all’interno del partito, può sconvolgere solo i vecchi boiardi di partito o i vecchi arnesi di una sinistra rigida e bloccata su posizioni parolaie mai declinate in programmi di governo. A dimostrazione che l’idea della politica come mestiere a vita è sbagliata, dannosa e nociva, specie quando una dirigenza ha fallito su tutta la linea e dovrebbe avvertire almeno il senso di responsabilità che ne deriva, scegliendo di farsi da parte oppure, in alternativa, di sostenere costruttivamente chi va nella direzione opposta con l’avallo di un risultato elettorale storico e, prima ancora, di una elezione a Segretario decretata dagli elettori sulla base di un preciso progetto di riforme e di una idea di partito nuova e moderna, finalmente.

– democrazia interna: pare difficile da capire, per chi si è fatto forte della eterna ambiguità delle correnti, del galleggiamento eletto a scelta politica inconcludente, del falso mito dell’unanimità usato come una coperta stesa sopra le divisioni interne, che le primarie, e le direzioni nazionali con le loro votazioni, abbiano espresso chiaramente una maggioranza ed una minoranza, come accade – ma pensa – in democrazia. Dove il confronto di posizioni diverse si conclude con un voto che stabilisce quale sia il progetto da seguire. Dove la minoranza accetta l’esito di questo voto, senza rinunciare a rappresentare le proprie divergenze ma senza spacciare per divieto di dissenso quello che invece è solo un meschino espediente, altrimenti noto come ricatto o potere di veto, per difendere la propria piccola quanto preziosa rendita di posizione. Scomodare valori e principi, come hanno fatto i “ribelli”, comporterebbe prima di tutto un esame di coscienza per dimostrare di esserne all’altezza: il senatore Mineo, ad esempio, potrebbe spiegarci come mai la linea del partito è ottima quando decide di candidarlo in un listino bloccato al Senato, esimendolo dal disturbo di sottoporsi a primarie e di dover cercare voti non proprio scontati a sostegno della propria candidatura, mentre lo stesso partito è autoritario se gli chiede di rispettare in Commissione la linea decisa e votata dalla maggioranza della direzione nazionale. Ed il senatore Chiti, dopo dieci anni in Parlamento, potrebbe dirci come mai ha partorito di colpo un progetto di riforma del Senato di cui non si era mai interessato prima, e lo ha fatto senza presentarlo all’esame della direzione del suo partito, ovvero rispettando quelle procedure di democrazia interna che, a quanto pare, valgono solo quando le invoca a sua tutela, altrimenti si possono ignorare bellamente.

Ed è inutile dire che tutti costoro, se sottoposti al vaglio degli elettori senza scudi, deroghe e protezioni di alcun genere, in una bella tornata di primarie sui territori, ne uscirebbero con le ossa rotte – che Matteo non faccia rima con Mineo, gli elettori lo sanno da un pezzo, qualcuno lo dica amichevolmente anche ai diretti interessati e spieghi loro che la democrazia, quella vera e non quella random che fa comodo a loro, ancora non prescinde dall’esercizio del voto, ma può fare benissimo a meno delle loro battaglie di retroguardia. Il Pd ha voltato pagina, se ne facciano una ragione.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    21 Giugno 2014 alle 09:58

    A margine di tante chiacchiere vanno registrati gli spasmi d’uno stato in fase terminale, nonostante i pannicelli Napolitano, Renzi, Bergoglio. Quel ” non c’è bisogno che lei capisca “, che la signora magistrato ha risposto a Berlusconi è di una volgarità, supponenza e iattanza riscontrabili solo nelle magistrature autoreferenziali e asservite del nazionalsocialismo o dello stalinismo. In una nazione civile una simile risposta data ai legittimi dubbi di qualsiasi imputato, figuriamoci di un teste, basterebbe per avviare un procedimento disciplinare fino all’espulsione. Ma tutta l’informazione in mano a vigliacchi prezzolati, leggi sereni, tace.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    21 Giugno 2014 alle 09:48

    A margine di tante chiacchiere vanno registrati gli spasmi d’uno stato in fase terminale, nostante i pannicelli Napolitano, Renzi, Bergoglio. Quel ” non c’è bisogno che lei capisca “, che la signora magistrato ha risposto a Berlusconi è di una volgarità, supponenza e iattanza riscontrabile solo nelle magistrature autoreferenziali e asservite del nazionalsocialismo o dello stalinismo. In una nazione civile una simile risposta data ai legittimi dubbi di qualsiasi imputato, figuriamoci di un teste, basterebbe per avviare un procedimento disciplinare fino all’espulsione. Ma tutta l’informazione in mano a vigliacchi prezzolati, leggi sereni, tace.

    Rispondi
  3. paolo francia

    20 Giugno 2014 alle 14:01

    questa la dura verità Chiara, accettala e fanne qualcosa di giornalistico.

    “Oltre 1.200 fallimenti al mese: è il bilancio dei primi cinque mesi del 2014 che ha visto crescere in Italia le procedure fallimentari del +18,9% rispetto allo stesso periodo del 2013. Vale a dire che da gennaio a maggio 6.342 imprese sono entrate in fallimento. E’ quanto emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese.

    A livello territoriale, si registra una variazione più evidente di nuovi fallimenti in Abruzzo con un aumento del 67,1% rispetto allo scorso anno, seguono la Liguria e l’Umbria dove si registrano rispettivamente +46,2% e +44,4% fallimenti. In termini assoluti l’incidenza è più elevata in Lombardia dove si sono iscritte, tra gennaio e maggio dell’anno in corso, 1.404 procedure fallimentari (+15,9% rispetto al 2013). Seguono Lazio, Veneto e Campania.

    Rispondi
  4. paolo francia

    19 Giugno 2014 alle 18:04

    No Chiara, sei te completamente fuori dalla realtà! Queste 80 euro, te l’ho già scritto ma fai finta di non capire, non servono a nulla, si tratta solo di una propaganda perché in realtà le tasse aumentano, quindi trattasi ti ripeto di propaganda e mistificazione, si fosse preoccupato di far pagare REALMENTE meno, altro che 80 euro la gente avrebbe risparmiato!
    Sei completamente abbacinata, impossibile ragionare!
    Il governo Renzi, checché tu ne dica, nei suoi primi cento giorni non ha fatto niente!
    Tranne una mancia per vincere alle elezioni (per i beoti che ci son cascati), un progetto di riforma elettorale schifoso e una riforma del Senato indegna di una democrazia.
    Questi sono i fatti, il resto rincitrullimento.

    Rispondi
  5. Chiara

    19 Giugno 2014 alle 15:45

    Hai ragione Paolo, ottanta euro al mese in più in busta paga sono inutili, non si capisce cosa se ne possano fare i lavoratori……..sei fuori dalla realtà, al pumto che neanche ti rendi conto di quello che scrivi.

    Rispondi
  6. Luigi Marchiorello Dal Corno

    19 Giugno 2014 alle 14:07

    Desculpe Hiara,
    No puedo vivir como ti, Taliano fassista ni tampoco escribir fassista, si Talia non echuca mi pueblo sin non sangre, estarà mucho sangre, si quieren oceanos de sangre, oceanos estaran, y tu puede conseguirme una fuente historicamente viable.

    Rispondi
  7. paolo francia

    18 Giugno 2014 alle 18:18

    Appunto Chiara, i fatti non ci sono! Solo dell’agitazione convulsa, tranne le propagandistiche e inutili 80 euro, una riforma elettorale schifosa (peggio dell’attuale) che ancora è di la da venire, cosi come la ridicola e antidemocratica abolizione del Senato, Il resto è un NULLA gigantesco, parole al vento, una inconcludente agitazione, poi se te sei tanto contenta, tanto meglio per te,

    Rispondi
  8. Chiara

    18 Giugno 2014 alle 12:26

    Alla prova di quali fatti?! E qui casca il tuo asino, Paolo, perchè fatti non ne citi mai, solo opinioni personali suffragate da nulla ed intrise di pregiudizio.
    Luigi, vedi, esiste una cosa, che tu ignori ma io non si chiama controllo delle fonti, segna il confine fra una notizia certa ed una bufala. Il dato elettorale in Veneto è la notizia certa, i dati da te citati non hanno nessun fondamento. Quindi, di immaginario, qui, vedo solo quanto scrivi tu.

    Rispondi
  9. paolo francia

    17 Giugno 2014 alle 21:43

    Cara Chiara, sarai te che presto, credendo di averle azzeccate tutte, ti risveglierai dal torpore nel quale sei sprofondata da quando il principe neoso ti ha fatto l’incantesimo.
    Il fatto che tu “azzecchi” non cambia di una virgola il giudizio sulla persona che ti ha stregato, là casca l’asino (appropriato, quel tipo di “principe” si sposta piu col somaro che col cavallo bianco).
    Perché, purtroppo, alla prova dei fatti il giudizio è negativo, quindi il tuo coi paraocchi (e ritorna il cavallo….).

    Rispondi
  10. Chiara

    17 Giugno 2014 alle 14:01

    Elio, come vedi non esiste argomento e/o ragionamento con Paolo, Egli sa per personale ed insindacabile certezza, Egli presume e prescinde da ogni ragionamento, Egli possiede verità sconosciute a noi poveri mortali – e quindi permane il mistero: Egli non ne azzecca una da anni, neanche per sbaglio, ma questo è del tutto secondario……
    Luigi, il Veneto tre settimane fa ha votato largamente per il Pd, cosa mai accaduta in passato. E questo è un dato CERTO, al contrario delle cifre immaginarie che citi tu. Quindi, ho come l’impressione che qualche sana e ragionevole riflessione sul Veneto debba farla tu.

    Rispondi
    • Luigi Marchiorello Dal Corno

      17 Giugno 2014 alle 17:02

      OK Chiara se le mie cifre sono immaginarie tu sei una girnalista immaginaria, risentiamoci quando deciderai di fare questo lavoro sul serio, hasta la vista chica!

      Rispondi
  11. Luigi Marchiorello Dal Corno

    17 Giugno 2014 alle 10:48

    @Chiara già che sei dalla parte di Renzi, per razionale profonda analisi, vedi anche di capire che se non vuole finire a Piazzale Loreto, occorre che abbia un approccio democratico alla questione Veneta.
    E non fare le sceme orecchie da mercante a riguardo, che dopo un Plebiscito all’89%, indagini a campione del 70% e il Referendo di indipendenza deliberato dalla Regione, contro solo il PD, la scelta tra democrazia o fascismo totalitario, non può più essere ignorata.
    BASTA AL PD FASCISTA!!! Come in Gran Bretagna Renzi faccia propaganda per il NO ma indica il Referendum Nazionale che il Veneto, anche quello che lo ha votato chiede, con vari suicidi al giorno.
    I FASCISTI CESSINO DI COMANDARE L’ITALIA, non potete pensare di farcerla col 70% dei Veneti che vi ODIANO, facciamo il Referendum DEMOCRATICAMENTE e cercate di VINCERLO, o l’Italia democratica è già morta.

    Rispondi
  12. paolo francia

    16 Giugno 2014 alle 23:02

    Questa è la migliore…..perché il patriota Matteo pensa agli interessi degli italiani o dei suoi e dei suoi fedeli?!? Se c’è uno che pensa al suo “partocolare” questi è Renzi Matteo.

    Rispondi
  13. elio

    16 Giugno 2014 alle 14:35

    Però, che giudizio fulminante e intuitivo: capire che dopo 115 giorni il governo Renzi è già fallito.Neanche Nostradamus ce l’avrebbe fatta! Lei dovrebbe augurarsi da buon cittadino che l’Italia esca dalla palude, anche per una migliore salute dell’Europa tutta che tanto bene non sta. Ma si sa il patriota italico pensa machiavellicamente al proprio “particulare”. p.s. non immaginavo che il ministro dell’economia Padoan così stimato nell’Ocse e all’estero divenisse mediocre solo perchè membro dell’esecutivo italiano….

    Rispondi
  14. paolo francia

    16 Giugno 2014 alle 11:48

    e, aggiungo per Elio, se non avessi avuto l’intuito, la capacità, la fortuna di aver lasciato l’Italia ormai quasi 14 anni fa, ora farei la fame e avrei una vita personale e lavorativa scadente, degradata e senza speranze.
    Ancora cordialemente.

    Rispondi
  15. paolo francia

    16 Giugno 2014 alle 11:44

    Caro Elio, io non sono “esterofilo”, ma vivo semplicemente in un altro Paese Europeo, e mi sposto regolarmente e frequentemente per lavoro e tempo libero in Svizzera e Germania, posso quindi a maggior titolo analizzare la situazione reale almeno di questi 3 Paesi (Francia, Germania e Svizzera) e le posso dire che non è questione di essere o non essere jettatore, ma semplicemente realista e constatare che la pochezza umana che dirige l’Italia è una jettatura per lei medesima. Gli italiani che non lo capiscono, meritano di finire come sono.
    Si faccia un giro in Europa, e poi ritorni preparato per gli esami di settembre.
    Cordialemente.

    Rispondi
  16. elio

    16 Giugno 2014 alle 11:11

    Franza o Spagna, l’importante è che se magna: l”ineffabile sig. paolo vede vie d’uscita solo nella mangiatoia francese (dove forse si trova) e nn vede speranze per l’Italia, quando oggi lo stesso Grillo riconosce Renzi come fattore di cambiamento volendo riformare la legge elettorale con il giovane premier. Caro sig, paolo lei rientra a buon titolo nella categoria degli jettatori esterofili.

    Rispondi
  17. Chiara

    16 Giugno 2014 alle 10:02

    Caro Giampaolo, sono talmente liberale da riconoscere chi spaccia per libertà di espressione il potere di ricatto esercitato a fini personali. E da permettere a chi non ha argomenti, di ricorrere agli insulti nei miei confronti ogni settimana in nome di un pregiudizio che, per mia fortuna, non mi appartiene. Non so di quali dubbi tu parli, ma nella vicenda in questione si è vista bene la volontà di perpetuare quella eterna paralisi che ha dannato la nostra politica negli ultimi decenni, persino il prudente Panebianco, ieri, sul Corriere, ha scritto un editoriale per dire che la discussione deve poi portatread una decisione, e che decidere, guarda un pò, e quanto deve fare la politica per mandare avanti un paese.

    Rispondi
  18. paolo francia

    16 Giugno 2014 alle 09:15

    La ribollita, questo pezzo, come gli altri, é una zuppa fatta da ingredienti stantii, ri-riciclati, secchi o risecchiti.
    Se dovessi scrivere una frase lapidaria, direi che quella di Marzio andrebbe benissimo, ma scarna, piuttosto ….forza Corradino, abbasso Renzi, forza l’intelligenza e la capacità di decisione, abbasso la dittatura del ducetto.
    Ho modo di ascoltare il TG regionale dall’estero, che trasmette a giorni alterni la cronaca di tutte le regioni, e il quadro dell’Italia è di una desolazione allucinante.
    A Torino (tg Piemonte) dal primo gennaio sono chiuse 400 attività commerciali di tutti i tipi e livelli, gli italiano gabbati e abbacinati dagli 80 euro di mancia, sono tartassati come mai prima (gli stessi 80 euro escono con gli interessi dalle tasche degli italiani, per cui questa misura ipocrita poteva eesere evitata diminuendo la spesa alla radice invece di fregare dando questa somma per poi levarla dopo con tasse aumentate).
    Chiara, svegliati e smettila di parlarci del PD, che francamente agli italiani non frega un “mineo”, parlaci dei salari delle maestre, della situazione del mondo artistico italiano, di quello culturale, della situazione delle piccole e medie imprese, dei pensionati che sono nella piu parte dei casi obbligati a farsi aiutare dai figli (situazione parallela ai giovani che devono sopravvivere con l’aiuto dei genitori), parlaci delle tasse automobilistiche piu care d’Europa (te l’ho dimostrato con un esempio concreto, pagavo 596 euro l’anno con una delle assicurazioni meno costose in Italia, qui ne pago 265 con una assicurazione molto piu attenta ai miei bisogni e con coperture maggiori), insomma la lista è lunghissima.
    L’ottimismo renziano è pura stupidità, la riforma del senato e quella del sistema elettorale, due cavolate super mega galattiche delle quali nei tuoi pezzi non si intravede traccia.
    Svegliati e rinnovati Chiara, cominci a campare di rendita con pezzi davvero identici e ripetitivi.

    Rispondi
  19. marzio siracusa

    15 Giugno 2014 alle 22:39

    Chiara, fai pena.

    Rispondi
  20. Giampaolo Mercanzin

    15 Giugno 2014 alle 22:15

    Chiara, non sapevo che fossi cosi accanitamente pdrenziana.
    Ero invece convinto che fossi un’inguaribile liberal/laica con ampia facolta di dubbio.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti