• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Expo 2015 e caso Mose: cambiare la testa dei politici e degli imprenditori altro che riforma della Pubblica Amministrazione

di Cesare Mannucci | 15 Giugno 2014

“Gli è tutto da rifare!”. E mai come oggi suonano attuali le poche e stringate considerazioni di quel monumento del ciclismo e dello sport che è stato Gino Bartali.

++ Shoah: Gino Bartali Giusto tra le nazioni ++Aveva ragione da vendere il grandissimo Ginettaccio nazionale quando a metà anni Settanta interrogato dai giornalisti sulla situazione politica italiana senza mezzi termini sosteneva con chiarezza e veracità gigliata: “Gli è tutto da rifare!”. E mai come oggi suonano attuali le poche e stringate considerazioni di quel monumento del ciclismo e dello sport che è stato Gino Bartali, all’indomani delle clamorose inchieste giudiziarie che hanno scoperchiato e portato alla luce (ma solo i ciechi non se ne erano accorti) gli scandali corruttivi degli appalti dell’Expo 2015 di Milano e della realizzazione del complicato sistema Mose per salvare Venezia dalle alte maree. Due episodi stimolano delle amare considerazioni questa settimana che pur portate alla ribalta delle cronache da quotidiani e telegiornali non sono state approfondite a sufficienza a nostro modesto modo di vedere. Il primo fatto: l’ammissione di aver ricevuto soldi provenienti dalle tangenti lagunari del Mose e la richiesta di patteggiamento dell’ormai ex sindaco di Venezia il professor Giorgio Orsoni, il quale era convinto di poter proseguire normalmente il suo mandato di primo cittadino della città più unica e più bella del mondo. Lascia davvero senza parole che un uomo della cultura di Orsoni, il professore accademico prestato alla politica non abbia sentito naturalmente e spontaneamente la necessità di rimettere il mandato dopo essere risultato all’interrogatorio di rito, in seguito all’ordinanza di custodia cautelare, reo confesso per aver accettato soldi provenienti dal sistema consolidato di finanziamenti illeciti provenienti dal Mose e aver sostenuto la tesi di essere stato convinto dalla alta dirigenza del Partito Democratico ad incassare o utilizzare quei “contributi” per la campagna elettorale per la corsa alla carica di sindaco di Venezia. I casi sono due: Orsoni pensava che con la chiamata di correo del “tutti colpevoli, nessuno colpevole” si potesse legittimare un sistema che vede coinvolti indistintamente centro-sinistra e centro-destra veneti (ricordiamo la richiesta di arresto per l’ex presidente della Regione ed ex ministro forzista Gian Carlo Galan giacente all’ufficio delle autorizzazioni a procedere del Senato) e quindi “cari giudici lasciateci lavorare nell’interesse dei veneziani”.  Oppure bastasse trincerarsi nella puerile scusa io non sapevo che quei fondi erano illeciti, e perciò per l’”ignorante” professore raggirato da quei “cattivoni e sporchi” politici che infangano la sua immacolata posizione con la semplice “ammenda” del patteggiamento avrebbe potuto rimanere al governo della “gondola” veneziana. Noi crediamo che dopo l’orgia giudiziaria e il “terrore” instaurato 20 anni fa dai “super magistrati” di Mani pulite sia stato spazzato un vecchio sistema logoro della cosiddetta Prima Repubblica, sostituito dalle sue seconde e terze linee e dalla pletora di “Nani e Ballerine” che hanno fatto ben peggio di quella nomenclatura che dagli anni Sessanta ci aveva proiettato prima nel boom economico e poi nella stabilità e nel benessere dei paludati governi di centro sinistra del vecchio pentapartito. La seconda osservazione che ci è balzata agli occhi nei giorni scorsi è stata la “pelosa” reazione di censura di Confindustria a questi nuovi scandali ed episodi di corruttela. A tal proposito vale la pena di citare l’articolo su La Repubblica dell’ottimo Luca Pagni che ha commentato l’intervento di Giorgio Squinzi all’assemblea milanese di Assolombarda : “Non ci interessa sapere se gli imprenditori che corrompono lo fanno perchè obbligati o per vero e proprio spirito doloso – ha detto il numero uno di Confindustria – : essi non possono stare tra noi, questo deve essere chiaro”. “Fin qui la dichiarazione di Squinzi che ha ribadito una posizione già espressa nei giorni scorsi – ha scritto Pagni – . Ma non ha aggiunto fatti concreti: come e in che termini? Dopo quale grado di condanna? E perché non ci sono mai state regole di questo tipo fino ad ora se si tratta di pratiche che danneggiano la libera concorrenza che dovrebbe essere una  delle pietre di paragone dell’agire degli imprenditori? Così, il presidente Squinzi dopo aver ribadito (a parole) il suo vade retro, ha subito dato la colpa al solito Stato inefficiente – ha rintuzzato il giornalista – .Prima ha definito “cronache sciagurate” quanto accaduto all’Expo, ma ha subito messo il governo della cosa pubblica sul banco degli imputati: “Stiamo assistendo alla crescente incapacità dello Stato e delle procedure pubbliche di realizzare grandi infrastrutture rispettando tempi e programmi”. Gli imprenditori che corrompono devono stare fuori dalla porta, ma l’impresa che ha vinto l’appalto con l’inganno deve andare avanti, per evitare un disastro maggiore: dare forfait a dieci mesi dall’inaugurazione”. E allora che dire in conclusione se non dare ragione al nostro amato Gino Bartali. “Gli è tutto davvero da rifare” qui per salvare l’Italia per davvero altro che riforma della Pubblica amministrazione bisogna cambiare l’intera classe politica e, perché no, anche la testa dei nostri imprenditori con  la semplice formula (a parte la scontata onestà) che “vale il merito e non l’arte di arrangiarsi a scapito del diritto e della rettitudine”.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti