
Un paio di secoli fa, un accordo segreto franco-spagnolo conteneva una clausola che, con gli occhi di oggi, appare “curiosa”. Infatti, la Toscana fu scambiata con un vastissimo territorio corrispondente al c.d. Midwest degli attuali Stati Uniti, dai confini del Canada a New Orleans.
Si trattava della Louisiana spagnola, che comprendeva i territori degli attuali Stati del Montana, Wyoming, la parte orientale del Colorado, il nord-est del New Mexico, North e South Dakota, Nebraska, Kansas, Oklahoma, Minnesota, Iowa, Missouri, Arkansas e Louisiana.
Il trattato di San Ildefonso, stipulato il 1° ottobre 1800 (poi recepito dalla pace di Lunéville nel 1803), stabiliva che sarebbe tornato alla Francia questo territorio lungo le rive del Mississippi (stimato in 2.140 mila kmq, all’incirca un quarto degli attuali Stati Uniti, Alaska esclusa), che era denominato Louisiana francese e che, nel 1763, a seguito della guerra dei Sette Anni, era stato assegnato alla Spagna.
Napoleone, che era in posizione di forza, ne ottenne la restituzione, ma il re di Spagna Carlo IV chiese come compenso che il Granducato di Toscana venisse elevato a Regno d’Etruria e concesso al genero Ludovico, il quale rinunciava al ducato di Parma che fu incorporato nella Francia. Al Regno d’Etruria venne aggiunto anche lo Stato dei Presidi.
Il Granduca di Toscana Ferdinando III di Lorena, a sua volta, sarebbe stato “compensato” con il Granducato di Salisburgo e, poi, dal 1806, con quello di Würzburg.
Le cose sarebbero però cambiate rapidamente. Nel 1803 Napoleone, che si era reso conto della difficoltà di amministrare un territorio non solo lontano ma in buona parte ancora da colonizzare (“civilizzare”, dicevano all’epoca), tanto che anche i suoi confini erano incerti, vendette l’intero territorio agli Stati Uniti, la cui estensione non andava oltre la linea che dal Wisconsin e dall’Illinois arriva all’attuale Stato del Mississippi, e che con tale acquisto assunsero tutt’altro rilievo. L’imperatore aveva peraltro urgente bisogno di denaro per la guerra contro l’Inghilterra. Mentre presidiare questo immenso territorio con una catena di fortificazioni (sempre in funzione anti-inglese) era molto costoso. Più comodo, quindi, cederlo al nuovo Stato americano, con cui la Francia aveva ottimi rapporti, in modo da evitare una possibile conquista britannica.
Quanto al Regno d’Etruria, sarebbe rimasto ai Borbone Parma solo fino al 1807, perché, a seguito del deterioramento delle relazioni franco-spagnole, Napoleone lo avrebbe di fatto unito alla Francia e assegnato alla sorella Elisa. Poi, nel 1814, dopo la caduta di Bonaparte, sul trono di Firenze sarebbe tornato Ferdinando III, accolto trionfalmente il 17 settembre.
Gabriele Parenti

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