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Quando la qualità dei servizi è solo guadagno per pochi

Innovazioni tecnologiche ed infrastrutturali, che a pieno ritmo potrebbero essere una conquista democratica, sono messe in opera con rispetto umano ed ambientale?

di Vincenzo Donvito | 14 Agosto 2026

Innovazioni tecnologiche ed infrastrutturali, che a pieno ritmo potrebbero essere una conquista democratica, sono messe in opera con rispetto umano ed ambientale?

Tra le  tante grandezze che ci siamo ritrovate grazie al passato, ci sono le piramidi d’Egitto. Senza di esse non conosceremmo nulla della civiltà egiziana. Sappiamo che migliaia di schiavi e lavoratori furono sacrificati per la loro costruzione, non certo godendone al loro tempo. 

Si potrebbe  dire altrettanto per le costruzioni Inca e Maya di quel continente americano che esisteva ed aveva una sua civiltà anche prima della sua “scoperta” nel 1492.

C’è una città italiana, Firenze (esempio tra i tanti), che da anni è stravolta nel suo tessuto umano ed economico. Non solo perché, vittima dell’overtourism, è incapace di organizzarsi, ma perché contribuisce a peggiorare la situazione. E non solo per responsabilità dei “faraoni” o “figli del dio Sole” che la guidano, ma anche per aver coinvolto in questa guida (si chiama democrazia) i suoi sudditi che, avendo una casetta in più per vari motivi, vogliono guadagnare solo per se stessi ignorando che il benessere base di una casa in città non è il possesso delle mura, ma anche la qualità urbana che la circonda. Insomma: sanno di contribuire alla “disneyzzazione”, ma non sono interessati a fare altrimenti. Non solo, ma questi “faraoni” o “figli del dio Sole”, visto il successo di quanto in essere, hanno pensato di estendere  il tram ovunque. Buona idea. Ma per farlo, visti i tempi e lo stravolgimento dell’esistente, creano terra bruciata economica ed umana, lì dove fanno posare i binari. Per cui – quando, di fatto, ancora non si sa – ci dovrebbero essere dei tram funzionanti, siccome non hanno il potere di fermare il tempo – sempre umano ed economico – funzioneranno sui cadaveri di quelli che in questi anni saranno stati espulsi, e per non si sa quali cittadini che dovrebbero esistere.

I leader dell’intelligenza artificiale (OpenAi e Anthropic per esempio) sostengono che questa tecnologia permetterà alle persone di dedicare meno tempo al lavoro (a parità di guadagno e anche di più), ma i loro dipendenti sono impiegati fino a 90 ore a settimana. Ben pagati, pare, ma in un contesto che, più che lavoratori, sono persone arruolate per una missione che – è bene ricordare – è soprattutto il business di chi li paga, sostenuti istituzionalmente dal capo del loro Paese (Usa) che lavora anch’esso per il proprio business. Contesto industriale che riesce a produrre distruggendo ambienti ecologici e urbani (materie prime “predate” con forza da Paesi poveri, energia, etc).

Dall’antico Egitto (che non sembra essersi molto riversato in quello attuale, con l’eccezione di sfruttamento economico del turismo) agli Inca e Maya (che sono anche spariti). Da Firenze “disneyzzata” e con tanti tram ai leader statunitensi dell’Ai. Qual è il filo conduttore?

Sembra che la qualità dei servizi si trasformi in guadagno per pochi. Forse – FORSE – con un domani luminoso per il valore intrinseco dei servizi. ma fruiti da chi, e messi in opera da lavoratori che fanno 90 ore a settimana? Che economia e che mondo stiamo costruendo?

W l’intelligenza artificiale. W i tram e il turismo. Siamo sicuri che, nelle mani di “faraoni” e  “figli del dio sole”, non ci stiamo condannando all’estinzione? Certo, gli umani (con ricaduta su animali ed ambiente) sono quelli che operano per il consumo/estinzione del Pianeta, ma se nel frattempo acquisiamo una certa conspevolezza per vivere meglio e bene noi che ci siamo, non ci sembrerebbe una scelta infelice.

Turismo di massa che non scada in overtourism, tram costruiti in settimane e non anni, tecnologia che non distrugga qualità del lavoro e dell’ambiente. Tutte cose possibili senza far venire meno qualità e innovazioni che ne dovrebbero derivare.

Vincenzo Donvito

Pubblicato in : Primo piano

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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