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Quando il buongiorno si vede dal mattino

La prova del fuoco avviene alle 7.00 del mattino, quando ci si guarda allo specchio appena alzate e si medita su una repentina conversione all’Islam, che con il burqa – diciamolo – ha veramente liberato le donne dall’incubo di affrontare l’avanzata inarrestabile delle rughe:intanto l’uomo……

di Redazione Pensalibero.it | 19 Ottobre 2006

Se è vero che gli Uomini vengono da Marte e le donne da Venere, e questo basterebbe già a giustificare la loro assoluta incapacità di comunicare, ci sono però persone, come la sottoscritta, che non rientrano nella regola generale e costituiscono un caso a parte. Probabilmente, alcuni provengono direttamente dal pianeta Sfiga, che si muove in maniera del tutto aleatoria all’interno del sistema solare, e ad ogni rotazione crea sommovimenti in grado di abbattere la vita di chiunque, peggio delle legnate di Padoa (te possino) Schioppa.
La prova del fuoco avviene alle 7.00 del mattino, quando ci si guarda allo specchio appena alzate e si medita su una repentina conversione all’Islam, che con il burqa – diciamolo – ha veramente liberato le donne dall’incubo di affrontare l’avanzata inarrestabile delle rughe, i capelli impazziti durante la notte e disposti come un carciofo spampanato, la pelle color muffa di fungo e la discesa minacciosa delle palpebre. Così, mentre montiamo i ponteggi ed apriamo il sempre più operoso cantiere di restauro quotidiano, pensieri di elevata ascesi mistica ci accompagnano, non disgiunti da un empito democratico di stampo bertinottiano: sotto il burqa, le donne possono essere ciospe quanto gli pare, e si arrangino poi quelli che si arrischiano a prendere il pacco a sorpresa. Forti di questa nuova convinzione religiosa, ma soprattutto incalzate dall’orologio, ci spariamo fuori casa con la stessa classe, signorilità e portamento di una profuga in fuga da un incendio, ed un sinistro scricchiolio sottolinea la nostra corsa scomposta – no, non è l’artrosi alle ginocchia che peraltro neanche il burqa può mascherare, ma un improvviso e maledetto cedimento strutturale della protesi che ci tiene in piedi, ovvero il terrificante tacco 10 che dovrebbe fare di noi delle imperdibili strafigone modello Sex and the City, ed invece ci fa crollare azzoppate come il cavallo scosso del Palio di Siena.
Che fare? Si chiese Lenin in un momento molto meno drammatico a confronto del nostro – come poter paragonare, infatti, i risvolti della Rivoluzione d’Ottobre alla tragedia di avere un tacco rotto, una scarpa in mano e non poter assolutamente tornare indietro a cambiarsela perché l’autobus sta partendo senza di voi e l’autista – un uomo che certamente ha iniziato la sua giornata litigando con la suocera – vi fissa con un ghigno da farvi rimpiangere i sorrisi di Moggi alla Domenica Sportiva?! Si sale e si attende solo il momento di poter rimettere piede – appunto – a terra per entrare in un negozio e procurarsi una protesi di ricambio. Ora, se il primo negozio in cui ci si imbatte, purtroppo, si chiama Calzature Pelino, la domanda è d’obbligo: si può entrare e chiedere “Per piacere, vorrei un paio di scarpe un Pelino più resistenti, atte almeno a trasportarmi fino all’ufficio”?! Il dilemma squisitamente letterario viene brillantemente risolto dalla commessa: sono le 8.45, ha appena aperto, si sta leggendo l’astroroscopo del giorno e la vostra presenza le è gradita quanto quella della Guardia di Finanza. Inizia un duello all’ultimo sangue: lei, che forse ha diciott’anni, attacca con un “Signora” preso pari pari dalle epigrafi tombali etrusche per farti sentire di avere la stessa età; la sottoscritta, in pieno trip adrenalinico da “oddio ho una riunione fra dieci minuti”, risponde con un “Cara” più acido del detersivo per i piatti al limone, ed alla fine riesce a spuntarla e ad uscire dal negozio con un paio di scarpe nuove e la convinzione che forse è meglio darsi allo Zen e trovare finalmente un significato alle proprie altrimenti inesplicabili disgrazie.
Ora, se alle 7.00 si medita una conversione all’Islam ed alle 9.00 una allo Zen, cosa mai potrà accaderci entro l’ora di pranzo?!

La versione maschile
“Mi sto facendo la barba – che noia, che stress, che due palle”.
“Dove cavolo sono finiti i miei calzini-camicia-cravatta-portafoglio-auricolare-scarpedacalcio-chiavidellamacchina. In questa casa non si trova mai niente!”.
“Gr2 Sport, ultime di calcio mercato. Moratti è stato a cena con …”: ops, cena?! “Cara, guarda, mi sono dimenticato di dirti che stasera ho invitato otto persone a cena. Vabbè, semmai puoi uscire prima dal lavoro, no?!”.

Pole la donna essere uguale all’omo?!

Chi.Bo.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Antonio Dani

    20 Ottobre 2006 alle 09:29

    Non arrischio risposte alla domanda finale, ma la tua prosa è ottima e denuncia bene la compiaciuta simpatia che vernicia stili di vita tanto disperati. Antonio Dani

    Rispondi

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