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Quando i sondaggi sbagliarono sul referendum della “scala mobile”

Io no so se questi sondaggi che circolano e che vedono il NO in netto vantaggio (oggi il Corriere ne pubblica uno in grande spolvero di Pagnoncelli, ieri ndr) siano o meno attendibili. Del resto lo scopriremo tra poco più di tre settimane. Ma c’è un precedente storico. E riguarda una consultazione cruciale come quela odierna: il taglio della scala mobile. A fine marzo 1985 (quindi circa due mesi e mezzo prima del voto), il settimanale Panorama pubblicò un’indagine realizzata dall’istituto SWG su un campione di 1.561 persone (rilevazione 15-17 marzo 1985). I risultati indicavano: 50,2% intenzionato a votare Sì (cancellazione del decreto) 10,1% intenzionato a votare No (conferma del taglio) circa 40% di indecisi.

di Stefano Pillitteri | 6 Marzo 2026

Io no so se questi sondaggi che circolano e che vedono il NO in netto vantaggio (oggi il Corriere ne pubblica uno in grande spolvero di Pagnoncelli, ieri ndr) siano o meno attendibili.

Del resto lo scopriremo tra poco più di tre settimane.

Ma c’è un precedente storico. E riguarda una consultazione cruciale come quela odierna: il taglio della scala mobile.

A fine marzo 1985 (quindi circa due mesi e mezzo prima del voto), il settimanale Panorama pubblicò un’indagine realizzata dall’istituto SWG su un campione di 1.561 persone (rilevazione 15-17 marzo 1985).

I risultati indicavano: 50,2% intenzionato a votare Sì (cancellazione del decreto) 10,1% intenzionato a votare No (conferma del taglio)

circa 40% di indecisi.

Gli analisti dell’epoca commentarono che il divario appariva difficilmente recuperabile in così poco tempo e che molti indecisi avrebbero probabilmente scelto il Sì.

In alcune sedi politiche (soprattutto tra i promotori del referendum, PCI e CGIL) circolavano stime ancora più favorevoli, che arrivavano a parlare di un 80% a sostegno dell’abrogazione.

Tuttavia questi sondaggi si rivelarono molto imprecisi. Il risultato finale fu:Sì (abrogare il taglio) → 45,7%

No (mantenere il taglio) → 54,3%

Affluenza → 77,9%

Si trattò quindi di una delle più clamorose “sorprese” (o errori) della storia dei sondaggi italiani: nonostante le previsioni molto ottimistiche per il fronte del Sì, prevalse nettamente il No, segnando una pesante sconfitta politica per il PCI di Berlinguer e per la CGIL.

Stefano Pillitteri

Pubblicato in : Editoriale

Info Stefano Pillitteri

Stefano Pillitteri, avvocato e politico milanese. Figlio dell’ex sindaco di Milano e parlamentare Paolo Pillitteri e nipote di Bettino Craxi ha respirato la politica attiva sin da bambino. Consigliere comunale di Milano con sindaco Gabriele Albertini è stato Assessore ai Servizi demografici e all’Innovazione Tecnologica nella giunta del sindaco Letizia Moratti. Grande esperto di musica classica e rock, oltre la professione forense è un attento osservatore della politica italiana ed internazionale.

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