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QUANDO I PRESIDENTI SI DIMETTEVANO.……

Fini dovrebbe dimettersi non per la telenovela della casa a Montecarlo ma perché diventato, per sua scelta, uno dei protagonisti principali della contesa politica. Stranamente, ma non troppo, la stampa ha mancato di citare l’unico precedente in materia che si attagli al caso. Il precedente di Giuseppe Saragat

di Giuseppe Saragat | 8 Ottobre 2010

La permanenza di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera e l’atteggiamento agnostico della maggior parte della stampa su un tema che sarebbe spinoso per qualsiasi democrazia parlamentare, sono un altro parametro per misurare quanto la democrazia italiana sia offesa da atteggiamenti inadeguati degli attuali esponenti della classe politica ma anche dal disinteresse dei media e della pubblica opinione.
E’ pacifico che il presidente di un ramo del parlamento deve essere al di sopra delle parti: di più, al di sopra di ogni sospetto di parzialità. Dunque Fini dovrebbe dimettersi non per la telenovela della casa a Montecarlo ma perché diventato, per sua scelta, uno dei protagonisti principali della contesa politica.
Stranamente, ma non troppo, la stampa ha mancato di citare l’unico precedente in materia che si attagli al caso. Il precedente di Giuseppe Saragat, eletto, il 25 giugno del 1946 presidente dell’Assemblea Costituente con una larghissima maggioranza (401 voti su 468 votanti) e dimessosi dall’incarico il 13 gennaio 1947, subito dopo la scissione di Palazzo Barberini e la creazione, su sua spinta, del PSLI, poi PSDI.
Saragat venne sostituito nell’incarico da Umberto Terracini.
Altri tempi e altri uomini. Che, come fece Saragat all’atto del suo insediamento, potevano rivolgersi ai parlamentari con parole di questo tenore: “…Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presideio di quello sovrano della nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti tra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani essa non è che la maschera di una nuova tirannide”. (n. c.)

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Saragat

è stato un politico e diplomatico italiano, quinto Presidente della Repubblica Italiana e primo socialista a ricoprire la carica.
Protagonista della convulsa storia italiana del secondo dopoguerra, leader storico della famiglia socialista e, in particolare, del Partito Socialista Democratico Italiano, Saragat fu anche Presidente dell’Assemblea Costituente, più volte vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli affari esteri; ambasciatore a Parigi.
Come Capo dello Stato ha conferito l’incarico a quattro Presidenti del Consiglio: Aldo Moro (del quale ha respinto le dimissioni di cortesia presentate nel 1964), Giovanni Leone (1968), Mariano Rumor (1968-1970) ed Emilio Colombo (1970-1972); ha nominato quattro senatori a vita, Vittorio Valletta nel 1966, Giovanni Leone ed Eugenio Montale nel 1967 e Pietro Nenni nel 1970; e tre Giudici della Corte costituzionale, nel 1966 Luigi Oggioni, nel 1968 Vezio Crisafulli e nel 1969 Paolo Rossi.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Michele Camarrota

    8 Ottobre 2010 alle 13:40

    Saragat è stato forse il politico più moderno, illuminato e coraggioso della piccola e provinciale Italia dell’immediato dopoguerra. Un leader, dunque, moderno, coraggioso e con un immenso, straripante senso dello Stato. Quasi un alieno, in Italia. Si capisce che la nostra toponomastica sia zeppa di Vie Lenin, Stalin, Togliatti e donvattelapesca ed abbia dimenticato il fondatore della socialdemocrazia italiana.

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