La permanenza di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera e l’atteggiamento agnostico della maggior parte della stampa su un tema che sarebbe spinoso per qualsiasi democrazia parlamentare, sono un altro parametro per misurare quanto la democrazia italiana sia offesa da atteggiamenti inadeguati degli attuali esponenti della classe politica ma anche dal disinteresse dei media e della pubblica opinione.
E’ pacifico che il presidente di un ramo del parlamento deve essere al di sopra delle parti: di più, al di sopra di ogni sospetto di parzialità. Dunque Fini dovrebbe dimettersi non per la telenovela della casa a Montecarlo ma perché diventato, per sua scelta, uno dei protagonisti principali della contesa politica.
Stranamente, ma non troppo, la stampa ha mancato di citare l’unico precedente in materia che si attagli al caso. Il precedente di Giuseppe Saragat, eletto, il 25 giugno del 1946 presidente dell’Assemblea Costituente con una larghissima maggioranza (401 voti su 468 votanti) e dimessosi dall’incarico il 13 gennaio 1947, subito dopo la scissione di Palazzo Barberini e la creazione, su sua spinta, del PSLI, poi PSDI.
Saragat venne sostituito nell’incarico da Umberto Terracini.
Altri tempi e altri uomini. Che, come fece Saragat all’atto del suo insediamento, potevano rivolgersi ai parlamentari con parole di questo tenore: “…Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano. Ricordatevi che la democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza, non è soltanto un armonico equilibrio di poteri sotto il presideio di quello sovrano della nazione, ma è soprattutto un problema di rapporti tra uomo e uomo. Dove questi rapporti sono umani, la democrazia esiste; dove sono inumani essa non è che la maschera di una nuova tirannide”. (n. c.)
QUANDO I PRESIDENTI SI DIMETTEVANO.……
Fini dovrebbe dimettersi non per la telenovela della casa a Montecarlo ma perché diventato, per sua scelta, uno dei protagonisti principali della contesa politica. Stranamente, ma non troppo, la stampa ha mancato di citare l’unico precedente in materia che si attagli al caso. Il precedente di Giuseppe Saragat

Saragat è stato forse il politico più moderno, illuminato e coraggioso della piccola e provinciale Italia dell’immediato dopoguerra. Un leader, dunque, moderno, coraggioso e con un immenso, straripante senso dello Stato. Quasi un alieno, in Italia. Si capisce che la nostra toponomastica sia zeppa di Vie Lenin, Stalin, Togliatti e donvattelapesca ed abbia dimenticato il fondatore della socialdemocrazia italiana.