Con la presentazione del libro “Crisi e rinascita del liberalismo classico” di Antonio Masala, prende il via a Firenze il ciclo di incontri promossi dal Circolo Gobetti sul liberalismo nel nostro secolo.

Quante varietà di liberalismo si sono accumulate nella storia del pensiero? Quali tra di esse hanno patito o superato – a seconda dei casi – il vaglio, la prova della storia degli uomini? Quali sono o dovrebbero essere gli elementi distintivi di una filosofia e quindi di una “prassi” (per usare’ provocatoriamente un termine mutuato da altra ‘scuola’) liberale? E quale potrebbe o dovrebbe essere l’agenda politica (con la “p” figurativamente maiuscola) dei liberali contemporanei in relazione alla crisi dello Stato (nazionale) moderno e dei sistemi di welfare? Come si può comprendere le domande sono ambiziose e non c’è la pretesa di fornire una risposta (se non altro per la complessità dell’argomento) bensì di contribuire a tenere viva la discussione e il confronto – rintracciabile peraltro in una miriade di micro-contesti, soprattutto nel mondo di internet ove non è difficile la formazione di conglomerati virtuali, identitari o tematici.
Il primo appuntamento di questa riflessione è fissato per sabato 22 febbraio 2014 alle ore 16,30 presso la Sala Conferenze della Biblioteca delle Oblate di Firenze, dove si presenterà il libro “Crisi e rinascita del liberalismo classico” di Antonio Masala, ricercatore di filosofia politica all’IMT Alti Studi di Lucca – di cui peraltro ho già avuto modo di parlare anche in queste pagine. Le tesi dell’opera saranno discusse da David Mazzerelli, fondatore e coordinatore Tea Party Italia e da Francesco Colonna, giornalista e i loro interventi daranno la stura al pubblico dibattito.
La prima tappa di questo programma è dunque dedicata al liberalismo classico e, in particolare, al contributo che ha dato alla sua “rinascita” la Scuola austriaca, con Ludwig von Mises e Frederick von Hayek in testa. Nello sviluppo dell’opera è centrale l’attenzione anche alla ‘lezione’ di un altro grande scienziato sociale – stavolta italiano -, Bruno Leoni: la sua considerazione del problema della modernità come il progressivo cedimento della sovranità individuale a favore delle scelte collettive porta direttamente ad affrontare il nodo problematico di fondo del liberalismo politico degli ultimi decenni; che non è altro che il confronto con il modello dello Stato democratico occidentale e con gli sviluppi critici, contraddittori rispetto a quelle promesse di libertà che ne avevano accompagnato la nascita e l’affermazione.

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