Come sempre quando c’è di mezzo la politica, la stampa ha compiuto il suo massimo sforzo per confondere le idee agli italiani nei resoconti sul video di Fini che avrebbe dovuto fornire i chiarimenti da tempo richiesti al presidente della camera sulla casa di Montecarlo ereditata da una contessa come contributo alla causa politica di AN, venduta non si sa a chi e abitata dal “cognato” del co-fondatore del PDL.
Il contenuto del video è stato presentato come “sincero” e “onesto”contributo di Fini dai giornali contrari a Berlusconi; “imbarazzato” ed “evasivo” dai giornali che sostengono il premier.
Giova, dunque, allo scopo di diradare la nebbia, concentrarsi solo su un paio di punti: i più rilevanti.
– 1– Quello di Fini è stato un discorso tutto teso a limitare i danni. Non era in grado di chiarire e non ha chiarito. “Se dovessi scoprire che la casa è di Tulliani, mi dimetterei da presidente della camera” è palese dimostrazione di difficoltà, un modo di mettere le mani avanti e di prendere tempo. Non sapere a chi è stata venduta la famosa casa è cosa incredibile e controproducente: o si tratta di una bugia o è qualcosa di peggio, cioè incredibile sprovvedutezza. I giornali benevoli con il presidente della camera si soffermano sul lato torbido della vicenda: il “dossieraggio”, i ricatti, la martellante campagna della stampa posseduta o vicina a Berlusconi. Ma la casa c’è, la vendita a prezzo incongruo (o non totalmente dichiarato) pure, e così il cognato. Quanto alle “campagne di stampa” e alla fabbrica dei dossier, ne è piena la nostra storia lontana e vicina e scagli la prima pietra chi è senza peccato.
– 2- Berlusconi, piaccia o non piaccia, ha certamente la maggioranza in un ramo del parlamento, il senato. Significa che il governo tecnico, cioè il marchingegno tanto caro a chi vorrebbe disfarsi del Cavaliere senza prendersi la briga di batterlo nelle urne, è pura illusione. Dunque, al momento, Berlusconi è in una botte di ferro: o il suo governo dura, oppure si va alle urne. E Berlusconi non è messo peggio del PD e dello schieramento di centrosinistra.
La consapevolezza che Berlusconi ha di questo vantaggio e il logoramento irreversibile dei rapporti con Fini spingono fortemente verso le elezioni anticipate.
Sono elezioni che non risolverebbero nulla perché tutti gli equilibri di potere economico e politico della cosidetta “seconda repubblica” sono irrimediabilmente saltati o logorati ed il Paese è precipitato in una crisi dalla quale non si esce attraverso gli attuali protagonisti ( PDL e suoi alleati, PD e suoi alleati).
In tutti questi anni noi di Pensalibero e una intera galassia di altri soggetti, piccoli giornali, associazioni, club, ognuno per proprio conto, abbiamo cercato di tenere vivo un dissenso ed una ipotesi alternativa all’intero sistema. Abbiamo sottolineato, ed i fatti ci hanno confermato, la sostanziale non differenza fra centrodestra e centrosinistra: sui temi del lavoro, sulla mediocre visione di politica estera, sulla laicità dello Stato e sulle sue implicazioni, sulla degradata qualità della nostra democrazia alla quale mancano bazzecole come il diritto dei cittadini a decidere, regole certe nei partiti, una equa legge elettorale. Abbiamo “testimoniato” in mille modi e con numerose iniziative, persino affrontando competizioni elettorali senza disporre di finanziamenti, pur di marcare la nostra estraneità al sistema. Ma non abbiamo saputo costruire un qualcosa, ancorchè piccolo e minoritario, che potesse guadagnarsi il diritto di svolgere un ruolo di un qualche rilievo sulla scena della politica.
Oggi siamo più che mai convinti che dalla palude non si esce senza un qualcosa di nuovo. Perciò siamo disponibili ad appoggiare iniziative e movimenti capaci di innescare processi di vero rinnovamento: nelle idee ma anche nelle nomenclature. E proseguiremo nella iniziativa delle primarie obbligatorie per legge per sottolineare il tema prioritario del recupero della sovranità popolare.
Nicola Cariglia

Caro Nicola,da vero giornalista ci hai spiegato che cosa sta succedendo in Italia.Gli altri si nascondono dietro parole confuse e inutili.Politicamente siamo al tuo fianco per cercare di migliorare questo Paese.E’ una battaglia lunga e difficile che deve essere combattuta.
Certo…
Certo ,Berlusconi non appare messo peggio del PD ;ma quando ,a parte i distratti e gli smemorati di Collegno presenti nelle istituzioni, facciamo vedere che sono MInistri ( accanto a buonissimi elenti ) anche personaggi come Bossi ( a parte il “trota” ,la battuta spqr finisce per offendere tutti gli elettori ,cui è stato affibbiato simile “ministro”) ,ho sentore che la paura del peggio (ove possibile!) non riesca nuovamente a trattenere dal votare contro .
p.s.: avete notato come la politica in Italia si risollva oramai nel votare contro ,anzichè a favore ? Stiamo arrivando al ” contro tutti “…
Caro Nicola,
È davvero un piacere leggere quello che scrivi perché rendi chiaro quello che prima era confuso e nessun altro giornalista ci aveva indicato le conseguenze inevitabili, della maggioranza in un ramo, del Parlamento.
Quanto alla palude in cui siamo, però, ascolta un Veneto che nelle paludi ci vive da sempre.
Non c’è destra o sinistra che comanda in Italia, ma il legame Val d’Aosta, Piemonte(con Sardegna e satelliti), Roma: è questo il sistema, sai che in Val d’Aosta le accise sulla benzina sono la metà? Berlusconi da Milano fa già scandalo.
La galassia del dissenso non ottiene nulla e non vede in questa palude chi sostiene lo status quo, credetemi il Sud, Toscana ed Emilia, Nord Est insieme possiamo farcela SOLO creando un diversivo che divida Roma dagli altri, da questo le mie note posizioni.