Era scritto. Che cosa c’entra il muro? Nulla, ma il nostro piccolo mondo antico è davvero nel caos. Con o senza muri. Di cemento armato o di gomma.
Come ti giri ti fulminano. Noi no , certo, noi comuni mortali siamo immuni. Basta stare zitti zitti buoni buoni. E allora si va alla grande. Magari senza arrivare a fine mese, e non son pochi, ma finchè c’è trippa per gatti si procede.
Dunque, è anche difficile cominciare la narrazione se pur bignamica di questa Italia che non ha più nè capo nè coda. Che si arrotola su se stessa un giorno sì e l’altro pure.
Cominciamo dunque dal tormentone del giorno, o della settimana, massimo un mese fino alle amministrative, che daranno il colpo di grazia o saranno salvifiche. Quello di Matteo e issubabbo. Che ha surclassato e messo in un angolo quello della Mariele e issubabbo.
Anche se qualcuno fa loro dire papà. Ma noi siamo fieri di un termine che ci è tanto caro, nonostante alcuni amici terroni abbiano fatto notare che il termine babbo dalle loro parti significa babbeo, tontolone scemo cretino. Idiota insomma. Ecco, questo non glielo consentiamo e allora pancia in dentro petto in fuori tiriamo fuori tutto il nostro orgoglioso campanilismo e urliamo babbooo!
Tutto ciò esposto cerchiamo di insinuarci in questo bailamme di beghe familiari e poi ce la mettiamo tutta per venirne fuori.
Tempo fa si diceva dopo Silvio toccherà a Matteo. E ne eravamo convinti.
Ora, consideriamo che, se la Ruby rubacuori avesse avuto 18 anni compiuti anzichè 17 anni e 364 giorni non bisestile, il vecchio Silvio sarebbe rimasto in piedi come ercolino e ci saremmo risparmiati, probabilmente, le odierne amenità. Ma la Signora era minore, almeno apparentemente e ha cambiato la storia d’Italia. Altro che la contessa di Castiglione di francigena e cisalpina memoria. D’altronde anche la Mariele in qualche modo ha influito sta influendo e probabilmente influirà sull’andamento politico del bel Paese.
Si diceva del tormentone. Perfino le nonne sono state scomodate nella saga intestina della famiglia più famosa di Rignano sull’Arno.
Conosco Tiziano. Lui e la Lalla, persone deliziose e squisite. Pur non condividendo la parte politica, meglio partitica, il rispetto reciproco ci fa essere amici. Li ho conosciuti per motivi totalmente avulsi dalla politica, casualmente, dopo che avevo riconosciuto in Matteo già sindaco, che ovviamente non avevo votato, un diverso, quasi una mosca bianca fra gli uomini e donne, (guai a dimenticarle) del piddì fiorentino, che avevo conosciuto nella mia pur modestissima esperienza politica di consigliere della circoscrizione Uno centro storico.
Sono stata perfino a una festa a Rignano, dell’Unità naturalmente, dove Matteo, non ancora premier, è arrivato alla zitta/ sordina per una partita di calcetto. E dove la Lalla mi disse “”ora ti fotografo mentre passi davanti al manifesto del partito e mando la foto ai tuoi amici. Ecco, così conosco i Renzi e gli voglio bene. Per il resto non so.
Certo è che il babbo la moglie fra poco la mamma e perfino la nonna, pagano le conseguenze per averlo come figlio, come marito, come nipote.
Questa è la colpa e questi sono i bersagli preferiti di chi vuole attaccare Renzi.
“Matteo ha premiato la fedeltà assoluta a scapito della competenza, e si è ritrovato a governare il Paese circondato da camerieri. Il personaggio è intelligente e astuto , basti pensare che decide tutte le mosse del Governo Gentiloni da Rignano”, per dirla con lo Sceriffo.
Se, come alcuni sostengono, Matteo sapeva dell’intercettazione, ed è probabile ma non provato, perchè avrebbe citato Luca, presumibilmente Lotti?
E se non sapeva, possibile che non l’abbia almeno ipotizzato, con un’indagine in corso. E perchè citare comunque il Ministro.
Come la si mette si mette , qualquadra non cosa…
E come poteva immaginare che quel simpaticone di marcolillo l’avrebbe pubblicata compiendo atto illegittimo. Supportato dall’altro esilarante Marchino.
Qualche personaggio in cerca d’autore.
Carla Ceretelli

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