
Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato ieri sera a Dushanbe per una visita di Stato di tre giorni in Tagikistan. In passato Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan nell’ambito dell’URSS, è uno Stato dell’Asia centrale. Confina a sud con l’Afghanistan, a est con la Cina, a nord con Kirghizistan e Uzbekistan e a ovest ancora con l’Uzbekistan; è dunque uno Stato senza sbocco al mare. Il leader del Cremlino è stato accolto sulla pista dell’aeroporto dal presidente tagiko Emomali Rahmon e ha poi partecipato ad una cerimonia ufficiale sulla Piazza Dusti, nel centro della capitale. A Dushanbe Putin parteciperà ad un vertice Russia-Asia Centrale e a una riunione dei capi di Stato dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, che riunisce 9 delle 15 ex repubbliche sovietiche. Il suo portavoce Dmitry Peskov, citato dalla Tass, ha detto che Putin avrà un incontro con Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaigian, dopo un raffreddamento avvenuto negli ultimi mesi nei rapporti tra i due Paesi. Una parte “importante” delle discussioni al prossimo Consiglio Europeo sarà “incentrata sul sostegno finanziario all’Ucraina” e sulle modalità per mobilitare ulteriori fondi “utilizzando i beni russi immobilizzati”, con diverse delegazioni che invitano il presidente Antonio Costa “a definire il lavoro da svolgere su questo tema”. Lo afferma un alto funzionario europeo.
La discussione si baserà sulla roadmap che la Commissione e l’alto rappresentante presenteranno la prossima settimana e l’attenzione sarà rivolta “ai progetti e alle tempistiche” nell’ambito delle capacità prioritarie individuate a livello Ue, in piena coerenza “con la Nato e con un approccio a 360 gradi”. Le sanzioni internazionali contro Mosca stanno riducendo al collasso le compagnie aeree russe, che entro il 2030 rischiano di perdere centinaia di velivoli. Lo scrive Rbc-Ukraine, che cita un’analisi del servizi di intelligence estero dell’Ucraina. L’aviazione civile russa, infatti, è esclusa dall’importazione di nuovi aeromobili, di pezzi di ricambio e di servizi di manutenzione a causa delle sanzioni internazionali. Il rapporto dell’intelligence rileva che i piani della Russia di incrementare la produzione nazionale di aeromobili sono falliti. Tra il 2022 e il 2025, i produttori russi hanno consegnato solo 13 nuovi velivoli invece dei 120 previsti. Nel 2025, dei 15 velivoli previsti per la consegna, solo uno è stato effettivamente consegnato dalle fabbriche. Per compensare la carenza, Mosca ha cercato di noleggiare aerei all’estero. Dopo i rifiuti di Kazakistan, Qatar, Kuwait ed Etiopia, le compagnie aeree russe hanno iniziato a utilizzare le riserve interne. “Le truppe russe hanno ricevuto l’ordine di assaltare a tutti i costi le posizioni ucraine in direzione di Pokrovsk.
È una città dell’Ucraina orientale. Questo ha comportato un aumento significativo delle loro perdite. Lo ha scritto su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo l’incontro con il capo dei servizi di sicurezza di Kiev, Vasyl Maliuk. Le politiche di Angela Merkel verso la Russia sono state ”un totale fallimento”. Premesso che forse alcune sue parole sono state ”equivocate”, il governo di Varsavia non fa sconti all’ex cancelliera tedesca, che nei giorni scorsi, parlando con un sito ungherese, ha accusato Polonia e Paesi baltici nel 2021 di essersi opposta a una nuova ”piattaforma di dialogo” con Mosca sull’Ucraina per andare oltre il formato di Minsk è la capitale e principale città della Bielorussia. Il governo olandese intende aprire “dopo l’estate 2026” un’area di prova permanente per droni sul Mare del Nord, tra Katwijk (è una città dei Paesi Bassi situata nella provincia dell’Olanda Meridionale) e il porto di Rotterdam. Lo ha riferito il segretario di Stato alla Difesa, Christophe Tuinman, ai microfoni dell’emittente Nos Radio1, evidenziando “l’urgenza” di sperimentare droni autonomi per prepararsi a possibili minacce, come mostrano “la guerra in Ucraina e i recenti attacchi agli aeroporti europei”. Almeno cinque civili sono stati uccisi e altri 37 feriti in attacchi russi in tutta l’Ucraina nelle ultime 24 ore, durante le quali le forze di difesa ucraine hanno abbattuto 154 droni – fra Shahed e ‘droni-esca’ – su un totale di almeno 183 lanciati, 22 dei quali sono andati a segno, colpendo 11 località. Sembrate tutti così confusi, incerti, vaghi: ciechi che camminano nel buoi. Si direbbe che non sappiate che fare, dove andare presidente Volodymyr Zelensky.
Giuseppe Basilico

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