
“Lo zar Putin continua a scalpitare con la sua prepotenza e con il suo modo perentorio, impunito e dittatoriale”. Il Donbas è “territorio russo, questo è un fatto storico”, ha affermato il presidente Vladimir Putin, citato da Ria Novosti. La Russia, ha aggiunto il capo del Cremlino, sta cercando di mettere fine a una guerra cominciata con un “colpo di Stato” a Kiev, nel 2014, ed è obbligata a farlo con mezzi militari. “Questo territorio è importante, è un nostro territorio storico, la Russia è stata creata in modo tale che questa terra è sempre stata parte della Russia”, ha affermato Putin.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha osservato, nel corso di un briefing on-line (riunione telefonica), che l’idea di concessioni da parte dell’Ucraina della parte occupata della regione di Donetsk nel quadro di un “accordo di pace” appartiene alla Russia, non al team di Trump. Lo scrive la Ukrainska Pravda è un giornale on-line ucraino. È stato chiesto al presidente se potesse confermare che gli Stati Uniti chiedono all’Ucraina di ritirarsi dalla regione di Donetsk senza combattere, come parte di un potenziale accordo di pace. “Per prima cosa, non gli Stati Uniti: l’autore di questa idea è stata la Russia, affinché rinunciassimo ai nostri territori. Ho già risposto a questo. Naturalmente, vogliamo che l’America sia dalla nostra parte in questa questione, in questo argomento – ha detto Zelensky – la Russia vorrà che rinunciamo ai nostri territori e noi difenderemo i nostri interessi”. L’Ucraina sta attualmente negoziando tre documenti con i suoi partner internazionali: un accordo quadro in 20 punti, un accordo sulle garanzie di sicurezza e un piano per la ricostruzione. Lo ha confermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rispondendo alle domande dei giornalisti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ukrinform ucraina.
Zelensky annuncia e sottolinea se gli Usa assicurano sicurezza, voto in 60-90 giorni. L’Ucraina potrebbe essere pronta a tenere elezioni durante la guerra se gli Stati Uniti e i partner europei garantissero la sicurezza del voto. Lo ha dichiarato ieri sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ai giornalisti. “Chiedo ora agli Stati Uniti di aiutarmi, magari insieme ai nostri colleghi europei, a garantire la sicurezza delle elezioni. In questo modo, l’Ucraina sarà pronta per le elezioni entro i prossimi 60-90 giorni. Chiedo ai nostri parlamentari di preparare proposte legislative sulla possibilità di modificare la legge sulle elezioni durante la legge marziale”, ha dichiarato Zelensky, così come riporta il Kyiv Independent. Se si andasse alle urne oggi, solo il 20,3 per cento degli ucraini voterebbe per Volodymyr Zelensky, anche se il presidente in carica resta – seppur di poco – il potenziale candidato più popolare. A sostenerlo è un sondaggio di Info Sapiens pubblicato dal Kiyv Independent. L’inchiesta e’ stata condotta a meta’ novembre, nei giorni successivi all’esplosione dello scandalo tangenti nell’azienda di Stato per l’energia atomica, Energoatom, (è la società statale, controllata dal governo, che gestisce le quattro centrali nucleari dell’Ucraina (Zaporizhzhia, Rivne, Pivdennoukrainsk e Khmelnytskyi) per una capacità installata totale di 13,8 gigawatt. La società soddisfa il 55 per cento del fabbisogno elettrico nazionale ed è la più grande produttrice di energia nucleare al mondo, come si legge sul sito. Nel 2024 ha registrato un fatturato di circa 5 miliardi di dollari) che ha portato alle dimissioni di due ministri e del potente capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak. Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev (Kiis) all’inizio di questo autunno, il 60% degli ucraini attualmente si fida del Presidente, ma solo il 25% ritiene che dovrebbe rimanere in carica dopo la fine della guerra. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz respinge la strategia di sicurezza nazionale di Donald Trump, che pure nella sostanza non lo sorprende, soprattutto per le parti relative alla libertà di espressione in Europa e le migrazioni. Già nei mesi scorsi, intervenuto alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vice presidente americano JD Vance aveva fatto un durissimo rimprovero contro le politiche europee, sostenendo che l’Ue stia rinunciando al potere ai suoi valori. “Una decisione sull’Ucraina senza l’Ucraina è impensabile, come lo sarebbe una decisione sull’Europa senza l’Europa”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il premier armeno. “Una pace diktat, imposta resta inconcepibile”.
Giuseppe Basilico

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