
Ieri Wall Street ha chiuso la sessione con una price action contenuta, nella quale, il Dow Jones ha perso lo 0,38% a 47.560 punti, mentre l’S&P500 ha chiuso in calo dello 0,09% a 6.841 punti. Segno più, invece, per il Nasdaq (+0,13% a 23.576 punti). Oggi è il giorno della Fed, che con ogni probabilità, ridurrà il costo del denaro al 3.75%. Appuntamento quindi alle 20.00 ora italiana per seguire la decisione e alle 20.30 con la conferenza stampa di Jerome Powell. A questo punto però, analisti e investitori, sposteranno la loro attenzione sulle proiezioni economiche aggiornate della Fed, da cui si comprenderà la strada che la banca centrale Usa intraprenderà sui tassi. Prevale infatti, ancora l’incertezza sul ritmo dell’allentamento della politica monetaria nel 2026. I mercati attualmente scontano due tagli dei tassi il prossimo anno. Nvidia ha perso l’1% dopo le notizie secondo cui Pechino potrebbe limitare gli acquisti di chip nazionali, in seguito alla decisione del presidente Trump di consentire le spedizioni di processori H200 in Cina a condizione che il 25% del fatturato vada al governo degli Stati Uniti. Home Depot ha perso oltre l’1% dopo aver pubblicato una guidance sulla crescita degli utili per il 2026 inferiore alle attese. Gli investitori hanno anche monitorato la guerra di offerte in corso tra Paramount e Netflix per Warner Bros.
VALUTE.
Si aspetta il trigger, ovvero una buona ragione per muoversi, sul mercato dei cambi, ancora inchiodato nei trading range delle ultime settimane. EurUsd resta dentro 1.1600 – 1.1680, Cable invece compresso tra 1.3280 e 1.3380. UsdJpy che cerca la rottura di 157.00, senza per ora riuscirci. Il mercato rimane in leggero risk on anche se per il momento l’appetito al rischio rimane contenuto. Oceaniche in correzione rialzista, ancora incapaci di invertire il trend di ribasso, anche se ci stanno provando. Rimaniamo dell’idea che il dollaro tenga i supporti chiave, prima di un ritorno al rialzo nel 2026, specie contro Euro. Il delta tasso farà ancora la differenza.
INDICE NIKKEI.
L’indice Nikkei 225 è sceso dello 0,3%, rompendo quota 50.500, mentre il più ampio indice Topix ha perso lo 0,1% a 3.380 mercoledì, interrompendo un rialzo durato due giorni, mentre i segnali aggressivi della Banca del Giappone hanno pesato sulle azioni nazionali. Il governatore della Banca del Giappone, Kazuo Ueda, ha indicato avvisato i mercati che la banca centrale si sta avvicinando al suo obiettivo di inflazione, suggerendo un potenziale aumento dei tassi a breve termine. I mercati stanno scontando un possibile aumento la prossima settimana, con attenzione alle dichiarazioni post-riunione di Ueda per le indicazioni sulla politica monetaria del prossimo anno. Nel frattempo, uno yen più debole ha fornito un certo supporto, migliorando le prospettive di profitto per le industrie ad alta intensità di esportazione e rendendo gli asset giapponesi più attraenti per gli investitori stranieri.
MERCATO DEL LAVORO USA.
Secondo ADP Research, i datori di lavoro privati statunitensi hanno creato in media 4.750 posti di lavoro a settimana nelle quattro settimane concluse il 22 novembre 2025, dopo tre periodi consecutivi di calo. I dati suggeriscono che le perdite di posti di lavoro si sono attenuate a metà novembre. Nel frattempo, il rapporto ufficiale sulle buste paga di novembre ha mostrato un calo di 32.000 posti di lavoro, segnando il calo mensile più significativo da marzo 2023, dovuto principalmente a un calo di 120.000 posti di lavoro nelle piccole imprese.
Saverio Berlinzani

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