
Per colpa del mio amico Paolo Armaroli, da qualche giorno non posso fare a meno di arrovellarmi sul concetto di sovranita’.
Come qualche lettore di Pensalibero forse ricorda, il prof Armaroli, illustre docente di diritto costituzionale e parlamentare, ha scritto un libro, “Lo strano caso del signor Fini e il suo doppio, nell’Italia che cambia”. Racconta tutte le anomalie della nostra politica negli ultimi tempi, non solo quella di Fini che, da presidente della Camera era anche capo di un partito che sparava a palle incatenate contro il governo.
Qualche giorno fa lo ha presentato a Firenze, in Palazzo Vecchio, chiamando a discettare della ormai anomala situazione italiana persone non solo di grande cultura giuridica, ma, anche e sopratutto, di grande indipendenza e onesta’ intellettuale: Ginevra Cerrina Feroni, Enzo Cheli, Carlo Fusaro e Giuseppe Morbidelli, moderati dal direttore de La Nazione, Gabriele Cane’.
Una cosa e’ apparsa subito chiara. Quando i professori, che tali sono i sunnominati, parlano da professori e non da politici quali troppe volte diventano, la verita’ viene a galla, eccome.
Non faccio il resoconto dei singoli interventi, tutti apprezzabili, ma vi dico che il quadro del nostro Paese che ne e’ venuto fuori, e’ quello di un vero e proprio bordello, altro che “istituzioni democratiche”. La verita’ e’ che non ci si capisce piu’ niente.
Alla fine quella di Fini e’ stata una anomalia da ridere, rispetto a tutto il resto.
Negli ultimi anni non ci siamo fatti mancare niente. Infatti, mentre il povero Fini si attirava tutti gli strali e tutta l’attenzione con la sua anomalia, era successo, succedeva e sta ancora succedendo che:
1) – il popolo era espropriato di ogni sovranita’ perche’ non decideva chi fossero i suoi rappresentanti e nemmeno le maggioranze parlamentari, visto che con meno del 30 per cento dei voti i partiti potevano ottenere un numero esorbitante di parlamentari;
2) – tutte le istituzioni di garanzia, presidenza della repubblica, presidenti delle Camere, magistratura e persino la corte costituzionale, dismettevano la loro funzione arbitrale per gettarsi attivamente e in maniera determinante nel rissoso campo da gioco della politica italiana e addirittura risultavano determinanti per orientare e completare i processi legislativi;
3) – i presidenti del consiglio ( e persino alcuni ministri) venivano scelti dal presidente della repubblica non tenendo conto delle consultazioni previste dalla Costituzione ma della volonta’ di governi, autorita’ e circoli finanziari internazionali;
4) la degenerazione e’ a un punto tale che mentre i presidenti delle Camere delle altre democrazie sottolineano il loro essere neutrali con un rigoroso riserbo e centellinando le loro esternazioni in pochissime occasioni legate al loro ruolo, da noi le dichiarazioni su tutto di Grasso e Boldrini eguagliano per insulsaggine solo la loro quotidiana inesorabilita’.
Si potrebbe continuare. Ma basta e avanza per concludere che tutto il sistema e’ scombiccherato. E che ai partiti che si apprestano a chiederci nuovamente il voto, per le elezioni europee e forse anche per il Parlamento italiano, e’ d’obbligo formulare due precise domande.
La prima: quale e’ il vostro impegno per ripristinare le regole della nostra democrazia?
La seconda: vi impegnate, in Europa, a nominare rappresentanti che non concepiscano il loro incarico come occasione di ben retribuito turismo ma siano strenui difensori dei nostri interessi? E a fare capire che l’epoca delle decisioni a nostro danno, mentre certi nostri rappresentanti sonnecchiavano o si beavano dell’interessato plauso dei colleghi degli altri Paesi e’ finito? E che se permangono penalizzazioni non compensate pretendiamo di rinegoziare?
In poche parole, vorrei che si potesse non nutrire dubbi sui due perni che reggono una democrazia rispettata e rispettabile: la sovranita’ dello Stato e la legittimazione di tale sovranita’ da parte del popolo.

La “trequandata” di turno sembra sorvolare sul fatto che si starebbe piuttosto discutendo di un “sistema ” politico e partitico “scombiccherato” …il che appare come una valutazione benevola. La nostra Costituzione ( la quale ,mi sembra ,prevede l’ esistenza anche dei Patti Lateranensi , per due Stati indipendenti e sovrani ) è stata messa alla corda per altri motivi ,cui ben accenna Nicola Cariglia , Sovranità e legittimazione : sono queste le cose da reclamare , è inutile sviare il discorso su questioni tra l’altro mal comprese …di malaffare si tratta non di altro !
Il periodo risorgimentale italiano, con porta Pia, ritenne di aver raggiunto lo scopo della unificazione italiana dandola corona ai Savoia. Con il “Non expedit”, successivamente, la massima autorità religiosa italiana impedì ai cattolici italiani di partecipare attivamente alla cosa pubblica. Il “patto Gentiloni” tra liberali e cattolici vinse le elezioni per la prima volta allargate ad una fascia di elettori significativa ( da poco piu’ di tre milioni si passuo ad oltre sette milioni di aventi diritto al voto). Ci provò don Sturzo a portare ancora i cattolici al voto, ma venne il fascismo, purtroppo. Nel 1927 Mussolini e Gasparri firmarono i “Patti lateranensi”. Quasi cinquant’anni dopo, Craxi rinnovò gli accordi con le gerarchie vaticane. Oggi ci sono nello stivale ben due capi di stato, uno dei quali regala speranza e riempie le piazze. Il popolo si stanca e non ha piu’ tempo per il potere laico. Ecco perchè non ne verremo mai a capo. Due stati in un unico territorio, questo è il problema. O lasciamo il potere alle tonache o ce lo riprendiamo, come dal 1870 al 1920
E visto che di europee si tratta aggiungerei anche la richiesta di fare chiarezza sul loro posizionamento nell’emiciclo europeo, dato che non si tratta di mera ideologia (o almeno non dovrebbe), ma di un patrimonio di valori come strumento per essere credibili nella realizzazione del secondo delle proposte/richieste dell’articolo.
Analisi inappuntabile a prescindere dal debito: come ogni famiglia od azienda ultraindebitata non è più padrone del suo destino, così uno stato..a meno che la soluzione non sia quella della zecca.
La soluzione? rispettare la Costituzione: a partire dall’art. 81.
Analisi corretta, conclusione (forse) un “poino” ingenua: sperare di “contrattare” impegno ed onestà, condizioni di revisione dell’accordo elettivo con questi partiti che mai, dico mai arrossiscono dalla vergogna, è vana speranza. Da un osservatorio estero l‘Italia è nei versi del Verdi: …(o mia Patria si bella e perduta). É ben triste quando anche la fiammella della speranza si spegne. E questo per la politica Italiana è avvenuto da un pezzo. Mi dispiace per i nostri figli, destinati in terra straniera.
Caro Nicola, appena letto il tuo articolo mi son detto: “ Ecco il MOSE’ italiano che potrà guidare gli italiani a uscire dalla gabbia dell’Unione Europea”. Nell’articolo che ti ho inviato qualche minuto prima che leggessi il tuo ho scritto che in Italia manca il MOSE’ per portarci fuori dall’Ue. Ora sono convinto che Tu possa fare molto con i tuoi convincenti articoli per riscattare la sovranità dello Stato italiano. Un vero articolo patriottico.
Perché le vere democrazie rinascano è anche necessario che muoiano. Ciclo vitale da cui sono esenti le democrazie immutabile da secoli, non perché virtuose ma perché false. Se abbiamo terrore che la democrazia ogni tanto muoia accontentiamoci della falsa democrazia che vuole l’accantonamento di tutte le discrasie elencate nell’articolo.