Esiste un limite alle sparate estive della Lega Nord? Me lo chiedo da alcuni giorni, mentre assisto al crescendo di deliranti esternazioni degli esponenti leghisti contro l’Unità d’Italia, la Bandiera, l’inno nazionale.
Credo che siano gli esponenti leghisti che ricoprono incarichi istituzionali a doversi impegnare per frenare le esternazioni dei loro colleghi di partito, per non lasciare che il loro stesso ruolo istituzionale venga infangato.
Per questo, da consigliere della Provincia di Vicenza, all’opposizione nelle fila del Partito Democratico, ieri mattina ho protocollato un’interrogazione rivolta al Presidente leghista della Provincia Attilio Schneck. Da democratico e da liberale, ma prima ancora da italiano che si riconosce nell’Unità d’Italia, nel tricolore e nell’inno di Mameli, chiedo al presidente Schneck, quale uomo delle istituzioni, di prendere le distanze dagli atteggiamenti del suo partito.
Nello stemma della Provincia di Vicenza sono raffigurati i quattro ossari vicentini, simbolo dei tanti soldati morti in battaglia durante la prima guerra mondiale, storicamente considerata la conclusione del Risorgimento italiano. Morti in battaglia la cui memoria viene offesa continuamente dai proclami leghisti contro l’Unità d’Italia ed i suoi simboli.
Per questo chiedo al presidente della Provincia di guardare con attenzione lo stemma della Provincia che presiede e di prendere le distanze dalle dichiarazioni leghiste che leggiamo in questi giorni. Perché credo nelle istituzioni. E credo che le istituzioni debbano essere difese sempre, con coraggio, anche se minacciate dal “fuoco amico” dei colleghi di partito.
Matteo Quero

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