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Proposta alla Rosa nel Pugno per uscire dalla crisi

Faccia dimettere Emma Bonino e sia il perno di un processo di aggregazione di tutti i soggetti laici, liberali e socialisti: con questa scelta coraggiosa, la Rosa nel Pugno acquisterebbe credibilità e darebbe al progetto unitario una grande forza di attrazione.

di Red | 30 Giugno 2006

C’è una via di uscita alla crisi sempre più evidente della Rosa Nel Pugno. Una via che farebbe dell’attuale impasse una occasione per rilanciare un progetto unitario addirittura più ampio.
Tutto ciò a condizione che i principali protagonisti della nascita del nuovo soggetto riflettano con serena onestà sul percorso che li ha portati all’attuale situazione.
La RNP è il risultato di una operazione varata in gran fretta dai gruppi dirigenti dello SDI e del partito radicale per superare, assieme, lo sbarramento previsto dalla legge elettorale e per traghettare i voti radicali dal centro-destra al centro-sinistra.
L’obbiettivo è stato raggiunto, ma a costi che almeno uno dei due contraenti, lo SDI, non è più in grado di sopportare.
Infatti è chiaro che il ruolo che il nuovo soggetto svolge nella maggioranza e nel governo è del tutto marginale perché il premio di maggioranza ha fatto si che i deputati della Rosa non siano numericamente determinanti alla Camera. E al Senato, almeno per ora, non hanno seggi.
La marginalità si è evidenziata subito, quando si è formato il governo, con l’attribuzione di un ministero di seconda o terza fascia. E si traduce in frustrazione nelle scelte di politica estera ed economica perché Prodi si dimostra preoccupato di non scontentare l’estrema sinistra, a tutto danno delle posizioni più ragionevoli e moderate.
In queste condizioni, restare al governo è controproducente. Nessuno chiede alla Rosa nel Pugno un cambio di campo, cioè di tradire gli impegni con gli elettori. Ma stare dentro il governo per avallarne posizioni non più condivisibili rappresenta un sacrificio senza alcuna prospettiva politica.
Faccia dimettere Emma Bonino e sia il perno di un processo di aggregazione di tutti i soggetti laici, liberali e socialisti: con questa scelta coraggiosa, la Rosa nel Pugno acquisterebbe credibilità e darebbe al progetto unitario una grande forza di attrazione.
Mi permetto di suggerire, sulla scia di quanto emerso all’assemblea per il Polo laico e liberalsocialista tenutasi a Firenze, alcune iniziative che porterebbero subito a cementare sul campo l’aggregazione con gli altri soggetti del campo laico-socialista: fine del bicameralismo perfetto; forte riduzione di deputati e senatori; rafforzamento dei poteri del premier; nuova legge elettorale con il ripristino delle preferenze, il vincolo di coalizione e la sfiducia costruttiva; semplificazione e razionalizzazione degli enti locali con l’eliminazione delle province.
Su questi ed altri punti concreti si potrebbe, da subito, raggiungere una immediata unità di azione dei laici liberali e socialisti ovunque si trovino attualmente collocati e preparare la nascita di un soggetto autonomo nel quale la fusione e contaminazione delle diverse esperienze conferisca il carattere della novità.
L’assillo di dover scegliere con chi stare sarà problema del poi, da risolvere tutti assieme, visto oltre tutto che ci sono evidenti segni di scomposizione dei due poli. Nel frattempo si saprebbe che laici, liberali e socialisti stanno dalla loro parte e si stanno preparando finalmente per tempo ai prossimi appuntamenti.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Primo piano

Info Red

Interazioni del lettore

Commenti

  1. malabrocca

    21 Luglio 2006 alle 15:00

    C’è una “piccola” differenza fra il liberalismo di destra e quello di sinistra.
    Il liberalismo di destra, vuol dire lasciare liberi i cittadini di arraffare ricchezza esentasse, accumulare da parte dei più forti, dei più fortunati,perchè no, dei più attivi e dei più bravi, ricchezze a volte inestimabili, senza dover rendere conto a nessuno ne del come , ne del quanto, ne del quando , tanto meno al fisco.
    “Io sgobbo come un negro, guadagno, arricchisco, a nessuno deve interessare e nessuno deve partecipare e/o condividere le mie fortune per nessun motivo.(ilsig. B. docet.)
    Il liberismo di sinistra, ammette che chiunque, per capacità, fortuna e/o bravura può arricchirsi purchè rispetti le regole, e contribuisca, tramite il pagamento delle tasse, chi più guadagna più contribuisce, al mantenimento dello stato ed in particolar modo af finanziamento dello stato sociale affinchè i meno fortunati possano comunque permettersi il minimo indispensabile per vivere e curarsi, in modo dignitoso.
    In poche parole, la differenza sostanziale tra uomini di destra e uomini di sinistra è che adestra si pensa e si agisce in singolare,IO. A sinistra si pensa e si agisce al plurale,NOI,(niente a che vedere, naturamente, col famigerato “noi” del ventennio).
    Questo, se ce ne fosse bisogno, spiega il perchè quando l’economia va bene e anche il ceto medio-basso naviga in buone acque le destre( gli egoismi esentasse) aumentano, quando c’è crisi ed aumenta il disagio le sinistre( ridistribuzione del reddito) avanzano.
    Un socialista deve restare al di sopra dei flussi e riflussi e deve sempre porsi come meta l’ eliminazione del disagio e dell’assistenza dei più deboli.
    Qualcuno sicuramente battezzerà questo principio come “retorica retrò”, questo qualcuno sicuramente non è non e stato e non sarà mai un socialista.

    Rispondi
  2. davide

    7 Luglio 2006 alle 17:10

    chi osa ad invirae i liberalsocialisti a destra è davvero un irresponsabile. non abbiamo una destra matura in Italia: è sotto gli occhi di tutti!!! La casa della libertà è una massa di illiberali, conservatori e clericali! Ma con quale faccia andare a destra!!!

    Rispondi
  3. Antonio Dani

    3 Luglio 2006 alle 18:05

    Concordo con Tarditi. I grandi punti vendita sono frequentati al 70-80% da consumatrici, o comunque da coppie in cui lei decide. Ora è noto che le donne comprerebbero cerotti e aspirine anche per i gerani con l’influenza, quindi….I provvedimenti per i consumatori sono operazioni di facciata. Le vere rendite parassitarie sono altrove, c’è nell’economia italiana un buco nero gigantesco chiamato cultura, nel centro e nella periferia, con connivenze di assesorati, fondazioni, università, editori. enti d’ogni tipo. I giornali, le case editrici, i teatri di prosa e di melodramma, e tutto ciò che non si regge sulle proprie gambe deve chiudere e non essere più sostenuto in nome di valori che con l’arte e l’intelligenza non hanno nulla a che vedere. Allora si smetterebbe di produrre un indotto di socialmente illusi e deviati, di registi, attori, musicisti, scrittori, artisti, filosofi e creativi dell’obbligo fasulli. Certo un grande silenzio calerebbe finalmente nelle notti italiane e sull’italica metastasi, il turismo, ma chi sarebbe tanto stupido da scambiarlo per morte? E poi quanti decessi in meno sul lavoro se si andasse a letto almeno a mezzanotte anziché alle quattro. Ma siatene certi, Bersani si guarderà bene dal toccare la cultura, vero brodo di bacilli per coltivare voti e clientele, ma soprattutto per quegli atteggiamenti di massa che sono l’unico cavallo vincente della sinistra. E poi Rutelli dovrebbere tornare alla sua naturale vocazione, il ragazzo del bar. Per la Rosa nel Pugno infine continuo a non capire come si possa parlarne.
    Antonio Dani (a.dani@hotmail.it)

    Rispondi
  4. Emanuele Tarditi

    3 Luglio 2006 alle 09:26

    non avrebbe alcun senso ormai la RnP è “sputtanata”
    nbe l sesno che un progetto nato per il centro sinistra e altro non può essere. il punto è che sembra che si stia spettando come prevedibile beh, insomma metti sotto lo stesso tetto un Demartiniano doc (Boselli e Signorile per esempio) ed un radicale liberale…in cocktail è esplosivo funge sui giovani in campagna am si spacca nelel istutzioni….

    sottolineo l’ultima presa per i lculo ke hanno fatto a tal coso: le meidicine nei supermarket: sembra un gesto di liberalizzazione in realtà è una legge pro Coop voluta dalla lobby di questi vendditori per avere + utili!

    Emanuele Tarditi
    autore di Italia Laica
    http://www.italialaica.splinder.com

    Rispondi
  5. Gino Di Maro

    2 Luglio 2006 alle 12:54

    Per Malabrocca:
    L’assemblea Socialista si terrà ad Ottobre a Milano.
    Se vuoi saperne scrivimi al gidm@libero.it
    saluti
    Gino Di Maro

    Rispondi
  6. malabrocca

    1 Luglio 2006 alle 17:23

    FINALMENTE, finalmente qualcosa di sinistra! Le misure adottate per decreto dal ministro Bersani in favore dei consumatori, sono la prima iniziativa di sinistra messa in atto da 20 anni. Spero che ora si abbia la forza ed il coraggio di affrondare le lobby e le corporazioni a muso duro e convertire in legge il tutto. Spero anche che questo decreto sia il punto di partenza per altri ben più drastici provvedimenti che occorrono per spazzar via i provilegi e le posizioni di rendita che impestano questo nostro paese. I consumatori, ne hanno le scatole piene di sopprusi e vessazioni messe in atto da chi , grazie ai vari monopoli, grandi e piccoli, non ha bisogno ne di invesire ne di ingeniarsi e tante volte nemmeno di lavorare per guadagnare cifre considerevoli e magari esentasse. Bravo Bersani, dunque, e andiamo avanti così, che siete sulla strada giusta.
    Se non altro si è usato il buon senso invocato,giustamente da Milena Samà nel post precedente.
    Gino De Maro, fa cenno nel suo post, ad una assemble socialista in Milano, a settembre; non ho capito se si tratta di un auspicio, condivisibile, o di un appuntamento già deciso e/o programmato.
    Qualora questa assemblea si tenesse, parteciperei con molto piacere.

    Rispondi
  7. Milena Samà

    1 Luglio 2006 alle 15:08

    Sono perfettamente d’accordo con Nicola Cariglia sulla necessità di far dimettere Emma Bonino ed uscire ,così,da questo governo sfilacciato e ridicolo ,ostaggio di una concezione politica di estrema sinistra da un lato e di forte clericalismo dall’altro.Dove sono andati a finire i principi liberali,laici e progressisti da sempre portati avanti dai radicali e,per questo ,da me votati,salvo che alle utime elezioni ? E,così,tantissime persone che non si sono riconosciute in una Rosa nel Pugno i cui valori non possono,certo,identificarsi con quelli dell’On.le, Diliberto o di altri esponenti dell’attuale maggioranza.Ben vengano,quindi,le dimissioni della Bonino e l’uscita,finalmente,dall’attuale governo.Uniamoci con chi ha le nostre stesse idee,la nostra onestà (non solo intellettuale),la nostra voglia di far politica nell’esclusivo interesse del l ‘Italia ,in quanto facente parte della U.E .Cerchiamo di cancellare l’etichetta del “Paese di Pulcinella” che ci siamo fatti cucire addosso da tutto il mondo,terzo compreso,a causa,anche,di un potere giudiziario spesso non proprio al servizio della Giustizia…Insomma,ricominciamo da capo con una generazione di politici giovani desiderosi,non di una poltrona purchè sia,ma di operare affinchè il nostro Paese,viste le mani ed i piedi sporchi,abbia almeno la faccia pulita!
    Il terzo polo a cui fa cenno Nicola Cariglia mi pare un’ottima occasione da non perdere .La Rosa nel Pugno non sottovaluti quella fetta di elettorato che ha le idee chiare,ma che non le ha viste recepite in nessuno dei due schieramenti,che lavora,che paga diligentemente le tasse,che anela ad avere un’amministrazione,non dico perfetta,ma,almeno decente,che adotti in ogni provvedimento,anche quello più modesto,il metodo del…. buon senso.Basterebbe così poco!
    Milena Samà

    Rispondi
  8. Gino Di Maro

    1 Luglio 2006 alle 12:21

    Rispondo a Nicola Cariglia ed a Antonio Bacchi sul ruolo della Rosa nel Pugno

    Su una cosa io, Nicola Cariglia e Antonio Bacchi, che ci stiamo confrontando sul sito http://www.pensalibero.it , concordiamo indirettamente: che la c.d. seconda Repubblica e per essa il bipartitismo Berlusconi/D’Alema ha compresso le forze laiche, liberali, socialiste e radicali che invece nella prima Repubblica avevano avuto un grande ruolo anche superiore alle stesse forze numeriche che esprimevano.
    Oggi, lo dico e lo ripeto dal 9 aprile, quel bipartitismo Berlusconi/D’Alema è in crisi. E lo sarà anche nel caso in cui ci saranno governi o mere convergenze di grande coalizioni su cui tifano alcuni settori, non ultimo e non a caso il partito de La Repubblica di Scalfari.
    Sarebbe un errore da parte delle forze laiche, liberali e socialiste non recuperare subito quegli spazi o arroccarsi in inesistenti terzi poli.
    Occorre quello che definivo “un ritorno alla politica” per il quale, concordo con il compagno Nicola Cariglia, è opportuno, in questa fase ed anche da parte della Rosa nel Pugno, avere una libertà di manovra per esercitare forza di attrazione anche a costo di lasciare, almeno per questa fase, incarichi di governo.
    Nella mia analisi sul “dopo Berlusconi” ho sostenuto, e sostengo ancora, che tutte le forze laiche, liberali e socialiste possono “incalzare questo processo”. Non ne ho nominate nessuna e, di conseguenza non me ne voglia Antonio Bacchi, neppure la Rosa nel Pugno cui è andato il mio voto il 9 aprile sia pure con qualche mal di pancia.
    Che “quel progetto politico” che seguo con passione con Nicola Cariglia e tanti altri “ha già compiuto grandi passi avanti nell’ultimo anno …” con … la Rosa nel Pugno è un argomento sul quale mi confronto con piacere con Antonio Bacchi.
    Premesso che il risultato elettorale della Rosa nel Pugno è stato molto deludente, sul piano politico chiedo chiarezza che oggi non c’è.
    Chiedo ad Antonio Bacchi e con Lui alla Rosa nel Pugno: rispetto al costituendo “Partito Democratico”, la Rosa nel Pugno dove si colloca?
    Confesso che, io attento da anni a tutte le sfumature della politica, non l’ho ancora capito. E mi converrà Antonio Bacchi che non è problema di poco conto. Non tanto per il “Partito Democratico” che non è un evento politico epocale (sinceramente mi interessa più la nascita del Partito Socialista Est Europeo), quanto alla più vasta problematica in atto di scomposizione dei poli e successiva composizione di altri.
    Io quella scelta l’ho già fatta, da Socialista e non sono solo.
    Se la scelta della Rosa nel Pugno sarà di non aderire/confluire nel “Partito Democratico”, e la c.d. “Fiuggi Due” potrà essere il luogo adatto per tale auspicabile chiarimento, Vi invito a prendere in considerazione la proposta del compagno Nicola Cariglia di uscire dal governo, a lavorare con chi, come gli autoconvocati di Firenze, puntano alla massima unità possibile delle forze laiche, liberali e socialiste ed a lavorare a quel PROGETTO “minimale” LIBERAL/SOCIALISTA di una decina di punti, che ho proposto con il lavoro di forum tematici che a breve si insedieranno, da porre per un confronto con il centrosinistra o, all’esito negativo, come base di una nuova opposizione in Parlamento e nel Paese.
    Propongo Marco Pannella nel forum sulla legalità e sulla “Giustizia veramente Giusta” e Daniele Capezzone ed Enrico Boselli nel Forum su lavoro precario, “a nero”, e lavoro mortificante nella più vasta problematica dello sfruttamento del lavoro e dell’immigrazione.
    Quanto all” “assillo di dover scegliere con chi stare” sollevato ancora da Nicola Cariglia, non solo concordo che sarà un “problema del poi”, ma sarà un problema soprattutto degli altri.
    Con i poli in via di scomposizione, nel momento in cui se ne dovranno comporre altri, saranno le altre forze politiche a doversi porre il problema di come collocarsi rispetto alle forze laiche, liberali e socialiste (soprattutto se cementate da un forte “Progetto Liberal/Socialista”) in termini politici, ma anche in termini di voti.
    Chiarisco fino in fondo il mio pensiero ed apro una ulteriore discussione:
    Se la scelta della Rosa nel Pugno sarà di non aderire/confluire nel “Partito Democratico”, la c.d. “Fiuggi Due” potrà non essere, di conseguenza, in contrapposizione con il lavoro degli “autoconvocati” iniziato a Firenze il 17/6/06 ed anzi essere il luogo di un confronto.
    Non sarà in contrapposizione con il nuovo corso del Nuovo-PSI di De Michelis, o ciò che resta del Nuovo-PSI, che anch’esso ha voluto una libertà di manovra staccandosi dalla “casa delle libertà”.
    Non sarà in contrapposizione con la richiesta del compagno Daniele del Bene, Presidente Nazionale della Costituente Pse, e del compagno Luigi Rocca, neo sindaco Socialista di Isola Capo Rizzuto, di “un grande partito del Socialismo come esiste in tutti i paesi europei”. Anche agli stessi porrò, e pongo già da ora, la stessa domanda lapidaria: rispetto al costituendo “Partito Democratico”, la Costituente Pse dove si colloca?
    Infine il tutto non sarà in contrapposizione con la convocazione, ad ottobre a Milano, di un’Assemblea Socialista espressione della massima unità possibile dei Socialisti Italiani che punterà a costituire, nell’ambito delle forze laiche, liberali e socialiste, un forte soggetto Socialista autonomista ed europeo.
    Fraterni saluti
    Gino Di Maro

    Rispondi
  9. Antonio Dani

    1 Luglio 2006 alle 11:31

    Caro Malabrocca,
    beato te che senti tutto questo bisogno di sinistra intransigente. Te l’ha mai detto nessuno che la ridistribuzione della ricchezza, le ondate di nuova ricchezza maturano la traslazione dei ceti che ne hanno beneficiato dalla sinistra libera e intrasigente alla peggiore destra? E dici che i “101” sono di destra? Aspetta di vedere RNP, per non dire Prodi. Vorrei invitare un po’ tutti a svegliarsi, non solo le identità, ma le coordinate emotive novecentesche sono morte per sempre.
    Antonio Dani, a.dani@hotmail.it

    Rispondi
  10. malabrocca

    1 Luglio 2006 alle 09:15

    E’ la secnda volta che mi capita di correggere Ramon de Castagno su un giudizio lapidario che mi riguarda.
    “Chiedete tutto a malabrocca ma non di lasciare il giverno”, A CHI ?. Il sottoscritto, era contro il “triciclo”, é decisamente contro il “partito democratico, è visceralmente contro le destre, particolarmente queste destre sovversive, pasticcione eda volte inette. Sono invece a favore della RNP., che rappresenta la vera ed unica novità politica degli ultimi 10 anni. La vedo,la RNP, come il contenitore ideale per tutte le “famiglie” ,e sono tante, del socialismo taliano. Non m’importa proprio nulla del fatto che stia dentro o fuori il governo, mi importa molto che sviluppi una politica di sinistra, che porti avanti politiche di sinistra, che si proponga agli elettori ed ai cittadini come un soggetto dinamico, moderno, anche un poco intransigente nel sostenere le proprie posizioni, da sinistra.
    Questo, purtroppo, ancora non è, però non dispero e mi batto perche possa diventarlo.
    Qualcosa si muove !

    Rispondi
  11. ramon de castagno

    30 Giugno 2006 alle 19:56

    Ma, por favor, chiedete tutto al senor malabrocca. Ma non di abbandonare il governo!

    Rispondi
  12. malabrocca

    30 Giugno 2006 alle 19:29

    Non capisco perchè la RNP dovrebbe abbanonare le posizioni a favore di un soggetto, i “101” , senza ne capo ne coda e per di più sbilanciato paurosamente a destra. Siano i “101”, se sono socialisti come affermano, a confluire nella RNP, e si faccia un congresso aperto, per ricostruire i quadri dirigenti che, radicali a parte, mi sembrano un pò mosci.
    PS.
    il problema del con chi stare, non è un problema di poi, non è proprio un problema, i socialisti hanno il cuore che batte a ….sinistra.

    Rispondi

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