È semplicemente ridicolo leggere sul Corriere della Sera del 28 marzo che i britannici sono “furiosi” perché l’Unione europea li vuole escludere dal Progetto Galileo, nell’ambito della Brexit. Il Galileo è uno dei principali progetti di infrastrutture spaziali dell’Unione europea, un sistema di posizionamento e di guida utilizzato per la navigazione aerea, la navigazione marittima, la circolazione ferroviaria e per la sicurezza di uno Stato, oltre che per altri infiniti usi civili. Si tratta di un sistema simile al Gps americano, utilizzato anche dai ‘navigatori’ che ormai troviamo su tutte le automobili.
Il Gps è un sistema militare abbastanza datato, il Galileo è un sistema civile molto preciso entrato di recente in parziale funzionamento. In effetti la distinzione tra civile e militare ha poco senso perché tutte le infrastrutture spaziali sono per definizione “dual use”, possono essere cioè usate per scopi civili e/o militari.
Le resistenze britanniche al Progetto Galileo pro-Gps
La ragione per definire ridicola la reazione britannica sta nei fatti. Nei cinque anni (2003-2008) in cui si sono riunite le commissioni di lavoro dell’Unione europea per la definizione del progetto, si è dovuto sempre lottare con i colleghi britannici che sostenevano l’inutilità del Galileo in presenza del Gps, segno del loro secolare legame con gli Stati Uniti che non volevano un concorrente per il Gps. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/03/progetto-galileo-problema-brexit/

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