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Progetto Freedom: Trump sfida l’Iran nel cuore di Hormuz

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente dato il via all’operazione “Project Freedom”. L’obiettivo dichiarato è la rimozione immediata del blocco navale nello Stretto di Hormuz, punto nevralgico dove diverse imbarcazioni commerciali risultano ferme a causa delle crescenti tensioni regionali. La mossa, che segna un’escalation senza precedenti nel secondo mandato della presidenza Trump, mira a ripristinare con la forza la libertà di navigazione in uno dei corridoi energetici più critici del pianeta.

di Giuseppe Basilico | 4 Maggio 2026

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ufficialmente dato il via all’operazione “Project Freedom”. L’obiettivo dichiarato è la rimozione immediata del blocco navale nello Stretto di Hormuz, punto nevralgico dove diverse imbarcazioni commerciali risultano ferme a causa delle crescenti tensioni regionali. La mossa, che segna un’escalation senza precedenti nel secondo mandato della presidenza Trump, mira a ripristinare con la forza la libertà di navigazione in uno dei corridoi energetici più critici del pianeta.

Secondo le prime indiscrezioni trapelate dal Pentagono, il “Project Freedom” non si limiterà alla semplice scorta armata. L’operazione prevede l’impiego di gruppi d’attacco guidati da portaerei e il supporto di tecnologie di sorveglianza avanzata per neutralizzare eventuali minacce asimmetriche (droni e mine navali).“Il tempo della diplomazia attendista è finito”, ha dichiarato Trump dalla Casa Bianca. “L’America non permetterà che le arterie del commercio globale vengano recise da regimi ostili. Project Freedom garantirà che il petrolio e le merci tornino a fluire liberamente.”

La reazione della Repubblica Islamica è stata immediata e dai toni bellicosi. Il Ministero degli Esteri iraniano ha rilasciato una nota ufficiale in cui avverte che la presenza attiva delle forze USA è vista come un atto di guerra.“Qualsiasi interferenza statunitense a Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco”, ha tuonato un portavoce delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran). Teheran sostiene che lo Stretto rientri nella propria sfera di sicurezza nazionale e che l’intervento americano rompa i fragili accordi di non aggressione siglati negli ultimi mesi.

La notizia ha già provocato scossoni sulle borse internazionali.

Il prezzo del Brent ha subito un’impennata istantanea, riflettendo il timore di una chiusura totale dello Stretto. I costi per le coperture dei rischi di guerra per i mercantili nella regione sono triplicati in poche ore.

Gli alleati europei e asiatici osservano con apprensione, divisi tra la necessità di proteggere l’approvvigionamento energetico e il timore di essere trascinati in un conflitto regionale su vasta scala.

Il mondo resta ora in attesa di capire se il “Project Freedom” si limiterà a una prova di forza dissuasiva o se il primo contatto tra le unità navali dei due schieramenti darà il via a una nuova, imprevedibile fase del conflitto in Medio Oriente.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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