Le mamme, si sa, hanno sempre ragione, soprattutto quando predicano ai figli di imparare le lingue per farsi strada nella vita. Accade, infatti, che l’ineffabile assessore regionale Artusa, che già ci aveva edotti sulla sua necessità di viaggiare solo in prima classe, a spese nostre naturalmente, onde salvaguardare la propria salute dai rischi del sovraffollamento in classe turistica, abbia ottenuto tramite l’assegnazione di una consulenza esterna di 53.000 euro un consulente in lingua swahili che gli è evidentemente indispensabile per lo svolgimento delle sue funzioni. Ora, sorvolando sul fatto che Artusa risulta essere assessore presso la Regione Toscana e non a Pretoria e quindi non sembra aver bisogno di intervenire in Consiglio parlando un fluente swahili quando un sano eloquio sanfredianino sarebbe più che sufficiente per farsi capire da tutti, quello che risulta straordinario è che il consulente non proviene dal Sud Africa ma risponde al fiorentinissimo nome di Vanni Puccioni. Uno che alla propria madre ha dato ascolto, eccome. Attendiamo fiduciosi la ricerca di un consulente che parli Urdu, in attesa che il Granduca Martini, dopo aver reso la Toscana indipendente dall’Italia e aver persino provveduto alla nomina di un Papa laico, riesca finalmente a dotarci di una sezione autonoma dell’Onu che ci convinca tutti di essere l’ombelico del mondo. A Palazzo Panciatichi ci credono già.
Profumi, balocchi e swahili
Le mamme, si sa, hanno sempre ragione, soprattutto quando predicano ai figli di imparare le lingue per farsi strada nella vita.

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