Lei è il più grande imprenditore della sanità italiana; uno dei maggiori a livello europeo. Venda le azioni del Corriere e metta i soldi nel Gruppo San Donato e nel San Raffaele; ne vale la pena.

I dipendenti del San Raffaele presidiano l’ospedale giorno e notte. Per protestare contro i licenziamenti, hanno annunciato uno sciopero per il prossimo 13 novembre.
I lavoratori si oppongono ai licenziamenti voluti dall’azienda. Temono non solo il passaggio da un contratto di lavoro che li penalizza rispetto al passato, si preoccupano di salvaguardare l’eccellenza dell’ospedale.
L’ultima volta che ci siamo occupati della questione, abbiamo titolato: “Perché Rotelli non ha parlato dei 450 esuberi prima dell’acquisto del San Raffaele?
La direzione del San Raffaele punta ad un risparmio di 10 milioni di euro.
Ben poca cosa, per un grande gruppo ospedaliero, qual è il San Donato; una cifra che potrebbe essere recuperata attraverso un aumento della produttività (un maggiore utilizzo degli impianti) e possibili risparmi sulla spesa corrente. Il San Raffaele, al di là degli errori che può aver commesso don Verzé, rappresenta una realtà senza uguali in Italia ed è fra le migliori strutture a livello mondiale, per la ricerca e per i servizi resi agli ammalati.
E allora professor Rotelli! Lei, socio di maggioranza relativa del Corriere, metta da parte l’editoria.
Lei è il più grande imprenditore della sanità italiana; uno dei maggiori a livello europeo. Venda le azioni del Corriere e metta i soldi nel Gruppo San Donato e nel San Raffaele; ne vale la pena.
Noi non siamo superstiziosi, ma il Corriere non ha portato fortuna a tanti.
Il grande Peppino De Filippo, parlando di fatti ammantati di superstizione diceva in modo scaramantico “Non è vero, ma ci credo”. Anche Lei, professor Rotelli, sia scaramantico…
La “vecchia” proprietaria del Corriere della Sera Giulia Crespi, alla fine degli anni ’60, si liberò dell’importante quotidiano, assediato da debiti e scioperi.
Il Corriere non portò fortuna alla famiglia Agnelli e ad Angelo Rizzoli, che finì anche in prigione.
Non ha portato fortuna a Stefano Ricucci e all’ex patron della Banca Popolare di Lodi Fiorani (le quote della Popolare di Lodi sono finite proprio a Rotelli).

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