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Primo giorno in Ucraina

Viaggio e primo racconto esclusivo del nostro vignettista Enrico Martelloni in Ucraina in visita dei familiari della sua compagna di vita e moglie. Un racconto dietro le quinti e dai canoni dell’ufficialità giornalistica

di Enrico Martelloni | 11 Ottobre 2023

Dall’inviato

“Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore. Per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore …”.

Queste parole vidi io sopra il cielo di Ucraina appena attraversato il confine in attesa dei miei documenti.

Qui la guerra ha segni particolari come riverbero di ciò che accade più all’interno e dal tipo di vita di questa parte dell’Ucraina.

La Transcarpazia è bilingue, o meglio, una parte che parla ungherese e i cartelli hanno due lingue: Ucraino e magiaro.

Sono terre che un tempo erano state occupate dall’impero austroungarico ma slave, rutere in maggioranza. Il Kaiser vi dominava fino e oltre Leopoli, L’Viv per gli ucraini, L’Vov per i polacchi.

Oggi Orban, per taciute promesse di Putin spera di prendere la Transcarpazia ricca di terre, montagne e anche pregiate uve.

Sono le terre del patriota ed eroe politico Bandera, che l’unione sovietica e il PCI in Italia ha spacciato per nazista e anti semita. Ma per chi ha un po’ di buon senso e comprende, ciò è una fake, come oggi si usa dire. Nulla di ciò che racconta Mosca può essere credibile. Da un popolo che ha nascosto per decenni i crimini compiuti nei lager sovietici non è possibile credere.

Qui gli ucraini dovettero combattere tre nemici: la dittatura dei polacchi, i sovietici che avevano preso quella parte dei territori  nella spartizione della Polonia secondo gli accordi tra Stalin e Hitler attraverso il patto Ribbentrop-Molotov poco prima dell’invasione della Polonia del settembre del ’39.

Infine, Bandera e i suoi dovettero combattere anche i nazisti e fu dura continuare dopo la guerra mondiale resistere alla violenza Sovietica che si concluse tragicamente nel 1956.

Qui in Leopoli, è ancora forte lo spirito erotico di indipendenza e l’amore per l’Ucraina. Ma come per tutte le cose, il mito oltrepassa la realtà che era fatta allora di uomini e donne combattenti per l’indipendenza.

Questo è infatti il primo cartello che ho visto entrando in Ucraina, dove si legge e vede un militare nello sfondo azzurro e giallo:

“l’indipendenza si difende con le armi”.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Dossier, EditorialeTag: buon senso, guerra mondiale, italia, nazisti, putin, usa

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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