La tentazione è per ora solo latente , la si intravede dietro qualche ghigno di imbarazzata euforia repressa dei meno avveduti , ma il rischio che i 3 milioni di votanti alle primarie diventino qualcosa di simile agli 8 milioni di baionette di antica memoria esiste e come . In sedicesimo , esiste anche il rischio di scambiare i 300 (mila) votanti lombardi nei 300 giovani e forti che, dannazione, poi sono morti.
Intendiamoci , il successo è assolutamente indiscutibile , ma prudenza vuole che lo si valuti bene , al di là della giusta enfatizzazione promozionale perché ogni successo ha due volti .
Considerando l’obolo di oltre 6 milioni di euro raccolti si può pensare , per esempio, che i cittadini elettori hanno raggiunto la consapevolezza che la politica ha i suoi costi , che se non si vuole che i suoi rappresentanti siano sotto scacco di finanziatori leciti o illeciti occorre mettere mano al portafoglio proprio e cercare politici affidabili cui mettere in mano quanto destinato all’impegno civile : un po’ come i sottoscrittori da pochi dollari della campagna di Obama , che ha battuto Hillary proprio grazie alla disponibilità di somme enormi derivanti dalle sottoscrizioni popolari e via Internet che hanno superato quelle dei tradizionali ingombranti sponsor finanziari ed industriali. Ma questo dato può anche essere letto come una nuova forma delle solite infiltrazioni esterne e di controllo della politica , non solo a Castellammare di Stabia, attraverso il riciclo di pochi spiccioli . Oppure ancora, come mi ha fatto notare il mio arguto barista , che è la dimostrazione palese del fatto che gli italiani di sinistra erano disposti a pagare pur di cacciare Franceschini ( e Veltroni) …
Franco D’Alfonso

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