Il Fatto: gli Stati Uniti sono rimasti «delusi dal verdetto» del tribunale di Milano che ha condannato 23 agenti della CIA per il rapimento dell’Imam Abu Omar. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ian Kell.
Solito pasticcio all’italiana. Il segreto di Stato posto da due governi di differente impostazione politica ha portato a non giudicare il capo del SISMI, Niccolò Pollari ed il suo vice, Marco Mancini. Ma lo stesso scudo non è stato fatto valere per altri due funzionari dei Servizi: Pio Pompa e Luciano Seno, condannati a tre anni per favoreggiamento. Ventitrè agenti della Cia sono stati condannati a pene tra i cinque e gli otto anni, nonostante che sia evidente l’intesa tra i due governi, italiano e statunitense per questa operazione; tuttavia è stata applicata l’immunità consolare per l’ex capo della Cia in Italia Jeff Castelli e altri due colleghi.
La tesi cara a Berlusconi dei “magistrati comunisti” che fanno il bello e cattivo tempo in Italia, da ora in poi, al Dipartimento di Stato, troverà orecchie più attente.

Non mi permetto di giudicare tutto l’esito della sentenza sui nostri servizi segreti, ma vorrei solo esprimere un parere personale nel caso in cui si fosse accettato di superare la questione segreto di Stato.
Con questa sentenza quindi, una parte della dignità dei servizi segreti è stata almeno
salvaguardata. In caso contrario, avremmo fatto la figuraccia da repubblica banana.
Uno Stato che non tutela i suoi servizi segreti e i suoi responsabili non merita la
stima di altri Stati amici o avversari. Chi ama
il proprio paese credo dovrebbe porsi anche la domanda se servono o no. A me sembra che in un paese normale servono!
E’ proprio l’ulteriore conferma che bisogna mettere in condizioni di non nuocere questi magistrati militanti, senza contare che questo evento è stato l’occasione per lo sciagurato governo Prodi per distruggere i Servizi Segreti.