Beppe Grillo ci mette nuovamente la faccia, e vorrebbe tornare al comando prima che il Titanic a 5stelle affondi. “Sì, sono rientrato”, ha chiarito nel weekend durante la kermesse palermitana: “Farò il capo politico a tempo pieno, prenderò delle decisioni”. E poi sprona i suoi marinai: “Ora dobbiamo ricompattarci”. Gli errori, l’ex comico genovese, li trasforma in occasioni per rendersi “umano” . “Possiamo aver fatto qualche piccolo sbaglio. Non siamo professionisti, ma guardate i professionisti che Paese ci hanno lasciato”. In questo momento si sentono gli applausi, si percepisce che la sfida a Renzi è riaperta anche se lo svantaggio sembra quasi incolmabile. Ma in Italia, bravissima ad affondare o a far resuscitare chiunque in tempi da un caffè al bar, tutto è possibile. E lo sa anche Renzi che in settimana ha avuto un confronto che ha spaccato l’Italia con Travaglio. Hanno vinto entrambi o perso tutti e due? Impossibile capirlo. Alla fine il dibattito è stato una reciproca accusa. Almeno a me non è piaciuta. Non erano toni da tenere quelli del giornalista Travaglio, non erano toni da Premier quelli di Renzi. Una chiacchierata da circolino o bar dello sport. Ma anche questo piace alle persone, loro lo sanno.
Torniamo a Palermo.
Grillo ha nuovamente tre timonieri, Di Maio-Di Battista-Casaleggio jr schierati a sfidare la tempesta. Poi c’è l’uragano Roma che non conosce tregua, ora è anche ufficiale la notizia che circolava da mesi: le Olimpiadi non si faranno. Un danno d’immagine enorme, in un momento dove l’Italia avrebbe dovuto mettersi al centro del mondo in qualcosa che nonostante le strutture vetuste eccelle: lo sport e contemporaneamente mettere in luce la sua bellissima arte e i suoi paesaggi unici. Chissà se a Palermo si è discusso anche di questo…
Lorenzo Mossani

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