Le Olimpiadi 2024 a Roma non ci saranno e, con buona probabilità, non ci sarebbero state comunque, vista la concorrenza di alto livello rappresentata da Parigi e Los Angeles, in netto vantaggio anche dal punto di vista organizzativo.
E già, … dal punto di vista organizzativo.
E allora occupiamoci un po’ dell’attività del Comitato Promotore e del Coni, vista la minaccia di richiesta di 20 milioni di euro di presunto danno erariale, formulata dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò, al Sindaco di Roma, Virginia Raggi, per aver affossato l’appoggio all’iniziativa.
20 milioni di euro di danno erariale che, tradotto in italiano corrente, significano 20 milioni di euro già spesi per l’organizzazione del Comitato Promotore.
20 milioni già spesi?, si chiederebbe il cittadino comune, e da chì?
A dire il vero circolano più versioni, chi attribuisce la somma di 10 milioni, chi parla di 15 milioni e chi conferma la cifra monstre di 20 milioni di euro. Come sempre in Italia non c’è chiarezza nei conti e tutti potrebbero avere ragione.
Una cosa è certa: i soldi li ha stanziati il Governo e li ha spesi il Coni, attraverso la società di servizi Coni Servizi SpA.
Ma quanti sono in realtà?
Difficile recuperare cifre precise ma qualche dato riferibile ai bilanci 2015 (primo anno di attività del Comitato Promotore) e alle cifre stanziate nel bilancio di previsione dell’anno 2016, attualmente in corso, e nel bilancio 2017, si può provare.
Anno 2015
Il contributo pubblico è stato pari a 2 milioni e 318 mila euro: di questi, 500 mila erano legati al Fondo per le Periferie, mentre i contributi ordinari dello Stato ammontavano a un milione e 818 mila euro.
Il dato è quasi allineato con quello riportato nella relazione della Coni Servizi, che evidenzia costi per 2 milioni e 197 mila euro per il progetto Roma 2024. Tutti costi al di fuori del contratto di servizio (quindi in più). Scendendo nel dettaglio, le voci più onerose riguardano gli altri costi per servizi (785mila euro), collaborazioni professionali (486 mila euro), supporto tecnico legale e amministrativo (454 mila euro) e spese per viaggi e trasferte (147 mila).
Sempre nella relazione della Coni Servizi si legge che la società ha speso circa 590 mila euro per ristrutturare gli edifici dell’area del Parco del Foro Italico, tra cui l’immobile adibito a quartier generale di Roma 2024.
Anno 2016
La previsione d’entrata del Coni nell’anno 2016, per quanto riguarda fondi pubblici è nell’ordine degli 11 milioni di euro, così suddivisi:
– 9 milioni provenienti dal Fondo per le Periferie, che prevede “tra le proprie finalità anche una specifica linea di interventi finalizzati alla presentazione e alla promozione della candidatura di Roma 2024”
– 2 milioni di contributi statali stanziati nell’ultima legge di Stabilità e destinati a Roma 2024
A fronte di tali entrate il Coni ha predisposto una stima intorno ai 6 milioni di euro per attività destinate al sostegno all’organizzazione del Comitato Roma 2024
Anno 2017
Sempre la legge di Stabilità ha stanziato, per l’anno 2017, altri 8 milioni di euro per Roma 2024 ma, mi auguro vivamente che non siano già stati impegnati anche quelli.
Riepilogando, anche ammesso che abbiano già speso tutto, l’importo totale delle risorse pubbliche destinate all’evento dovrebbe essere intorno agli 8,5 milioni di euro che diventerebbero 16,5 se fossero già stati impegnati anche gli stanziamenti del 2017.
Non molto lontano dalla somma di 20 milioni che Malagò e il Coni intendono richiedere al Sindaco di Roma ricorrendo alla Corte dei Conti per il presunto “danno erariale”.
Fossi nei panni del Presidente del Coni, mi preparerei dopo un corso accelerato con il “suo Mentore” Luca Cordero di Montezemolo a spiegare nel dettaglio al Parlamento, costo per costo e consulenza per consulenza, come sono riusciti a spendere 8,5 milioni, e impegnarne altri 8, in un anno e mezzo per la promozione di una candidatura ad alto rischio di fallimento.
Giusto per avere un’idea di chi, tra il Sindaco di Roma e Malagò, abbia fatto più danni.
Massimo Codari

Molto preciso e razionale. Bravi!