
Il presidente della Repubblica giustamente tace sulla modifica Costituzionale che ha presentato il governo per l’elezione diretta del capo dell’esecutivo; quel sindaco d’Italia che non avrebbe eguali in tutte le democrazie occidentali.
Tuttavia è evidente che se la riforma passasse il capo dello Stato avrebbe una funzione prevalentemente esornativa, non potendo scegliere il presidente del Consiglio e decidere riguardo alle crisi.
In questo modo si stravolgerebbe la Costituzione, la quale affida al Presidente della Repubblica un ruolo di garanzia super partes, che in tante situazioni si è rivelato provvidenziale per evitare avventure e sbandamenti al Paese.
Infatti, i costituzionalisti esperti si interrogano se, dopo siffatta riforma, Mattarella, che è stato eletto con i vecchi poteri, non dovrebbe dare le dimissioni prendendo atto del sostanziale cambiamento del suo ruolo.
Si legge che Meloni stia chiedendo agli esperti di formulare i quesiti per fare il referendum sulla sua legge.
A me francamente non dispiacerebbe una sfida di quel tipo e non avrei remore a fare manifesti in cui si rivolga agli italiani una domanda molto diretta: preferite Mattarella o Meloni?
Sono sicuro che la risposta sarebbe scontata.
Così, dopo Berlusconi e dopo Renzi, anche Meloni verrebbe bocciata dagli italiani che non amano vedere calpestata la Carta Costituzionale per gli interessi di questo o di quella,
Questa volta, a mio avviso, la furbetta che aspira a fare la ducetta potrebbe aver fatto male i suoi conti.
Enrico Rossi

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