Ovvero il fascino discreto di una grande attrice che riesce a farsi ammirare anche se in leggero sovrappeso, che riesce a rappresentare magnificamente una donna che riscopre la sua automia, si riappropria della propria vita uscendo dalla gabbia dorata in cui un marito sgradevole, impopolare e superficiale l’aveva rinchiusa trasformandola in un “potiche”.
Ozon , avvalendosi della collaudata coppia Deneuve/Depardieu, (erano apparsi insieme per l’ultima volta quando avevano perso L’ultimo metrò) delinea la trasformazione di Suzanne, la piccola borghese da tutti considerata un “potiche” (in francese vaso ornamentale di scarso valore) in una attenta e capace dirigente d’azienda.
Buona la ricetta: due grandi attori, un regista che li conosce bene, una piéce teatrale di successo, se amalgamate bene gli ingredienti potrete ottenere 113’ di divertimento, colpi di scena, segreti, passioni e scoprire quante cose sanno fare, sognare, nascondere le belle statuine
Una commedia come solo i francesi sanno fare, tratta da una pièce teatrale di successo e ambientata nella Francia degli anni Settanta.
Catherine Deneuve non esita a farsi riprendere mentre ingoffita in una tuta rossa, con i bigodini in testa, corre nel parco che circonda la sua villa, parla con gli animali del bosco, scrive piccole poesie, si dedica alle faccende domestiche, tanto è sicura che il suo fascino e la sua bravura metteranno in secondo piano tutto il resto.
Colei che la figlia definisce “una bella statuina” ha stoffa e fegato, intelligenza e astuzia da vendere, una serie di scheletri nell’armadio, accumulati negli anni di moglie devota e madre irreprensibile e un perfetto aplomb nell’affrontare anche le situazioni più difficili. Della bella statuina, con sottile ironia, la Deneuve conserva solo il “candore” mentre maschera con la svagatezza la sicurezza di voler dirigere da sola la sua vita.
Gelosa della sua nuova collocazione nella società Suzanne non si arrende e, esautorata dal marito nella direzione della fabbrica, deciderà di sfidare tutto e tutti dandosi alla politica e arrivando a trionfare su Babin, il suo vecchio amante di una sola volta, comunista sfegatato dal cuore grande.
Il giorno della sua elezione, quasi come battuta, affermerà “ho diretto una fabbrica con ottimi risultati, adesso ci provo con la Francia” e mentre sui titoli di coda Suzanne/Catherine canta C’est beau la vie e Babin/Depardieu ascolta alla radio e canticchia con lei, altri scheletri si preparano… la vita è veramente bella.
Due grandi attori dicevamo che nel girare il film si sono divertiti e divertono il pubblico in sala, due grandi attori che sanno prendersi in giro ma che mantengono inalterato il loro fascino, nonostante gli anni.
La scena da cui è tratta la foto vale da sola il prezzo del biglietto. Assolutamente da vedere.
Maria Rita Monaco

Grazie Nicola,
a Venezia è stato amore a prima vista e rivederlo, dopo aver convinto diversi amici, è stato piacevole.
Grazie Maria Rita per avere segnalato questo delicatissimo, delizioso film che mi ha fatto trascorrere una bellissima serata.
(Naturalmente mi sono avvalso del privilegio di avere letto il tuo articolo prima ancora che fosse pubblicato su Pensalibero).